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Catalogo a cura di Cristina Stefani
Elaborazione informatica a cura di
Laura Seidenari (Settore Sistemi Informativi Comune di Modena) e Giorgio Cervetti (Musei Civici)

La formazione della raccolta grafica dell'artista Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro, Mo, 1879 - Firenze, 1942) risale al 1975, quando i figli dell'artista, Paolo e Rosetta Vespignani Graziosi, donarono 216 fogli al Museo Civico d'Arte che, nel corso degli anni, ne ha accresciuto e integrato il valore attraverso un'oculata politica di acquisizioni.
La raccolta, così costituita, annovera al suo interno 160 stampe (incisioni e litografie) e 92 disegni per un totale complessivo di 252 fogli.
Il materiale grafico è conservato in apposite cassettiere ispezionabili, poste all'interno della Gipsoteca intitolata all'artista, ubicata al piano terra del Palazzo dei Musei.
La prima ricognizione sulla raccolta è stata compiuta da G. Guandalini, la quale, attraverso l'evidenziazione dei principali soggetti e la classificazione cronologica e tipologica (cfr. Grafica di Giuseppe Graziosi al Museo Civico di Modena, cat. mostra a cura di G. Guandalini, Modena, 1975), ha posto le basi per la presente opera di catalogazione.
Il corpus grafico riferendosi ad un arco temporale di circa 40 anni, dall'inizio del secolo agli anni '40 del '900, copre gran parte dell'attività artistica del Graziosi, permettendo così di delineare con chiarezza l'evoluzione del linguaggio grafico dell'artista.

Il catalogo informatizzato nasce dall'esigenza di valorizzare la raccolta grafica nella sua totalità, superando i limiti della pur ampia selezione di disegni e stampe consultabili ispezionando la cassettiera. A tale esigenza si affianca anche l'intento di fare dialogare il materiale grafico con il coevo Archivio fotografico del Graziosi, donato nel 1999 dagli eredi al Museo Civico d'Arte e ricoverato, per motivi conservativi, presso i depositi climatizzati delle Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini, che ne hanno curato la catalogazione e l'informatizzazione.
Recenti studi (cfr. Giuseppe Graziosi. Dalla fotografia al quadro. Opere 1903-1942, cat. mostra, Savignano sul Panaro, 2003) hanno messo in evidenza il ruolo centrale rivestito dalla pratica fotografica nella produzione artistica del Graziosi: gli scatti fotografici costituirono, infatti, un archivio di immagini, un repertorio iconografico al quale l'artista si rivolse sistematicamente, attingendovi i soggetti per le composizioni pittoriche, scultoree e grafiche in particolare.
Le due raccolte, oltre a costituire una testimonianza unica della produzione artistica del Graziosi, permettono di far luce sulla persistenza e sulle evoluzioni del rapporto tra arte e fotografia nella prima metà del XX secolo.

Avvertenze per la consultazione del catalogo
Il catalogo è suddiviso in due parti riguardanti rispettivamente le stampe e i disegni ordinati secondo un numero progressivo (es. 001, 002...) corrispondente al numero di inventario dei fogli che, nel caso delle stampe, è preceduto dalla lettera s. (es. F.G. s.1), nel caso dei disegni, dalla lettera d. (es. F.G. d.1).
Le schede sono articolate in due parti: la prima contiene l'immagine e i dati anagrafici dell'opera (titolo, data, tecnica, dimensioni, acquisizione, numero di inventario); la seconda raccoglie le notizie di carattere storico-critico, la bibliografia, i confronti. Poiché lo studio della raccolta grafica è ancora in corso, la seconda parte della scheda non è attualmente consultabile.
Il titolo principale fa riferimento a quello maggiormente utilizzato o qui dato per la prima volta, mentre fra parentesi vi sono quelli meno frequenti con i quali l'opera è stata pubblicata o esposta.
Quando non è indicato il colore della stampa, si intende che essa è stampata in inchiostro nero.

Abbreviazioni:
s. = stampa
d. = disegno
r. = recto
v. = verso
F.G.s./d. = Fondo Graziosi stampa/disegno
F.G.f. = Fondo Graziosi fotografie
rfmpanini = Raccolte fotografiche modenesi Panini

Per l'eventuale richiesta di riproduzioni fotografiche è possibile scaricare il modulo direttamente dal sito del Museo Civico d'Arte.