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LE RACCOLTE

Il Museo possiede un patrimonio vasto ed eterogeneo costituito da dipinti, sculture, strumenti musicali, strumenti scientifici, ceramiche, vetri, armi, tessuti, stampe ecc. riferibili in larga misura alla cultura figurativa e alla produzione artigianale locale. Il percorso espositivo si sviluppa in una serie di sale contigue a quelle che ospitano le raccolte del Museo Archeologico Etnologico.

Dipinti e sculture

La cultura artistica modenese dal Medioevo all'Ottocento è documentata da opere recuperate dalla città e dal territorio o pervenute grazie a donazioni di privati. Tra le testimonianze più antiche figurano una acquasantiera e un capitello campionese, databili al XII secolo, frammenti di affreschi dei secoli XIII e XIV provenienti dalla cattedrale e una cimasa di trittico dipinta da Tommaso da Modena intorno al 1345. Tra le opere rinascimentali spicca il gruppo plastico della Madonna col Bambino e san Giovannino di Antonio Begarelli (1522) e una grande pala di Gian Gherardo Dalle Catene (doc. 1507-1543); lo sviluppo della pittura nel Ducato Estense, nei secoli XVII-XVIII è illustrato da tele di Ludovico Lana (1597-1646), Francesco Stringa (1635-1709), Sigismondo Caula (1637-1724), Antonio Consetti (1686-1766) e Giacomo Zoboli (1681-1767). Le opere del secolo XIX - molte delle quali sono esposte nel Palazzo Comunale per carenza di spazio - sono rappresentate da dipinti di Adeodato Malatesta (1806-1891), caposcuola della pittura accademica modenese, e da sculture di Luigi Mainoni (1804-1853), Giovanni Cappelli (1814-1885) e Alessandro Cavazza (1824-1873).

Ercole Setti (Modena 1530 circa -1618), La Madonna della Concezione tra i santi Francesco d'Assisi e Girolamo. Olio su tavola Ludovico Lana Antonio Consetti Adeodato Malatesta (Modena 1806-1891), Ritratto dell'avvocato Nicola Spinelli con la consorte marchesa Eloisa Bellincini Bagnesi. Olio su tela

  • Ercole Setti (Modena 1530 circa -1618), La Madonna della Concezione tra i santi Francesco d'Assisi e Girolamo. Olio su tavola.
  • Ludovico Lana (Ferrara? 1597-Modena 1646), Erminia ritrova Tancredi ferito.Olio su tela.
  • Antonio Consetti (Modena 1686-1766), La Madonna col Bambino e s. Rosa.Olio su carta applicata su tela.
  • Adeodato Malatesta (Modena 1806-1891), Ritratto dell'avvocato Nicola Spinelli con la consorte marchesa Eloisa Bellincini Bagnesi. Olio su tela.

Scultore Emiliano, Inizio sec. XII. Acquasantiera con la leggenda del patto tra il cavaliere e il diavolo. Marmo Antonio Begarelli (Modena 1499 - 1565), Madonna con Bambino e san Giovannino detta Alessandro Cavazza  (Modena 1824 - Reggio Emilia 1873), Agar e Ismaele, 1873. Gesso

  • Scultore emiliano, Acquasantiera con la leggenda del patto tra il cavaliere e il diavolo, inizio sec. XII. Marmo.
  • Antonio Begarelli (Modena 1499-1565), Madonna col Bambino e san Giovannino detta "Madonna di Piazza" (part.), 1522. Terracotta.
  • Alessandro Cavazza (Modena 1824-Reggio Emilia 1873), Agar e Ismaele, 1873. Gesso originale.
  • Giovanni Cappelli (Modena 1814 -1885), Busto di Aldina Sandonnini, 1878. Marmo.

Strumenti musicali

Il nucleo principale della raccolta, che comprende strumenti a tastiera, a fiato, ad arco e a pizzico, è costituito dalla collezione depositata nel 1892 dal conte Luigi Francesco Valdrighi (1827-1899). Gli strumenti, databili in prevalenza tra il XVIII e il XIX secolo, sono firmati da costruttori italiani e stranieri tra i quali, Ermenegildo Magazari (doc. 1792-1813), Thomas Stanesby Junior (1692-1754), Johann Wilhelm Oberlender (1681-1763). Attestano la produzione del ducato estense il cembalo firmato da Pietro Termanini nel 1741, il salterio di Giovan Battista Dall'Olio (1739-1823) e alcuni ottoni di Antonio Apparuti (1799-1845), noto e apprezzato anche come armaiolo.

Cembalo. Pietro Termanini, Modena, 1741. Legni vari Salterio. Giovan Battista dall'Olio, Bologna, 1764. Legni vari e carta  dorata Lira chitarra. Gennaro Fabbricatore, Napoli 1797. Legni vari, ottone e bronzo dorato Serpentone. Fine secolo XVIII. Legno, cuoio e ottone Corno in Sib alto. Antonio Apparuti,  Modena, 1831 - 1845. Ottone

  • Cembalo. Pietro Termanini, Modena, 1741. Legni vari.
  • Salterio. Giovan Battista Dall'Olio, Bologna, 1764. Legni vari e carta dorata.
  • Lira chitarra. Gennaro Fabbricatore, Napoli, 1797. Legni vari, ottone e bronzo dorato.
  • Serpentone. Fine secolo XVIII. Legno, cuoio e ottone.
  • Corno in Sib alto. Antonio Apparuti, Modena, 1831-1845. Ottone.

Carte decorate

La raccolta fu donata dal conte Luigi Alberto Gandini (1827-1906) al quale il museo deve anche l'importante collezione di frammenti tessili. Le carte, che derivano in massima parte da brossure, copertine e risguardi di libri, datano tra la fine del XVII secolo e la metà del XIX. Gli oltre quattrocento fogli, provenienti da manifatture italiane e tedesche, documentano svariate tecniche produttive e soluzioni decorative, dalla goffratura, alla stampa silografica, alla marmorizzazione.

Carta dorata e goffrata con racemi vegetali e animali Mieser Abraham (1690 - 1742), Augsburg,  1700 -1725 Carta dorata e goffrata con scena di caccia. Germania, metà sec. XVIII circa Carta silografata con decoro floreale. Italia (?) metà sec. XVIII Carta marmorizzata. Italia, sec. XVIII Carta marmorizzata. Italia, fine XVIII - inizio XIX secolo

  • Carta dorata e goffrata con racemi vegetali e animali. Mieser Abraham, Augsburg, 1700-1725.
  • Carta dorata e goffrata con scena di caccia. Germania, metà sec. XVIII circa.
  • Carta silografata con decoro floreale. Italia (?) metà sec. XVIII.
  • Carta marmorizzata. Italia, sec. XVIII.
  • Carta marmorizzata. Italia, fine XVIII - inizio XIX secolo.

Cuoi

Un centinaio di esemplari documenta i differenti utilizzi del cuoio nel campo dell'arredo e della legatura tra il XVI e il XIX secolo. Accanto ad alcune legature e a custodie di vario tipo, la raccolta propone frammenti di parati e di paliotti che presentano svariate tipologie di ornato: doratura del fondo, punzonature, motivi a rilievo dipinti ad olio, decori monocromi stampati e impressioni in oro a piccoli ferri.

Cofano. Spagna, XVI secolo. Cuoio, vimini, pelle e ferro H. Osorius, De gloria libri V...</em>, Basilea 1572. Legatura in pelle suina con impressioni a rotella Frammento di parato</em>. Paesi Bassi,  XVII secolo. Cuoio impresso e dipinto Custodia per bicchiere e custodia per ampolle</em> Italia, seconda metà del XVIII e prima metà del XIX secolo. Marocchino con impressioni in oro

  • Cofano. Spagna, XVI secolo. Cuoio, vimini, pelle e ferro.
  • H. Osorius, De gloria libri V..., Basilea, 1572. Legatura in pelle suina con impressioni a rotella.
  • Frammento di parato. Paesi Bassi, XVII secolo. Cuoio impresso e dipinto.
  • Custodia per bicchiere e custodia per ampolle. Italia, seconda metà sec. XVIII e prima metà sec. XIX. Marocchino con impressioni in oro.

Pesi e misure

Il nucleo portante della raccolta è costituito da pesi e da misure campione, dei secoli XVIII-XIX, provenienti dall'Archivio Segreto della Comunità e dall'Ufficio della Bona Opinione che provvedeva alla verifica e alla bollatura periodica dei pesi e delle misure usate nel Ducato estense; accanto a questi figurano alcune serie di pesi a bicchiere, bilancine monetarie e stadere.

Pila di dieci pesi da 64 once, in once e marchi. Germania. Norimberga, seconda metà del XVIII secolo. Ottone Bilancina monetaria. Modena, secoli XVIII-XIX Legno, ferro e ottone

  • Pila di dieci pesi da 64 once, in once e marchi. Germania, Norimberga, seconda metà del XVIII secolo. Ottone.
  • Bilancina monetaria. Modena, secc. XVIII-XIX. Legno, ferro e ottone.

Terrecotte decorative

La raccolta, che documenta uno degli aspetti salienti dell'architettura padana tra Medioevo e Rinascimento, è costituita da un centinaio di elementi architettonici decorativi: peducci, capitelli, frammenti di fregi e mattoni decorati a stampo con ornati di gusto gotico (tortiglioni, losanghe, girali fitomorfi) o di derivazione classica (ovuli, dentelli, perline, rosoni). Accanto ai materiali antichi provenienti dalla città e dal territorio, è esposta una campionatura di terrecotte prodotte dalle fornaci locali nella seconda metà del XIX secolo.

Elemento di fregio. Italia settentrionale. Modena (?), fine del XV-prima metà del XVI secolo. Terracotta Peduccio. Bottega di Antonio Begarelli (?), Modena, secondo quarto del sec. XVI. Terracotta

  • Elemento di fregio. Italia settentrionale. Modena (?), fine sec. XV-prima metà del XVI. Terracotta
  • Peduccio. Bottega di Antonio Begarelli (?), Modena, secondo quarto sec. XVI. Terracotta.

Strumenti scientifici

I materiali della raccolta sono costituiti da macchine, apparecchi e strumenti - pertinenti a differenti settori: ottica, astronomia, elettromagnetismo, idraulica e meccanica - databili tra il XVIII e il XIX secolo e provenienti in massima parte dal patrimonio strumentario storico del Gabinetto di Fisica dell'Università modenese. Tra i materiali di maggiore interesse si segnalano le sfere armillari di Giovanni Maccari (1622-1697), l'accendilume di Alessandro Volta (1745-1827), il microscopio a riflessione di Giovan Battista Amici (1786-1863), i globi terrestre e celeste di Matteo Greuter (1556-1638) e le macchine costruite nel laboratorio del gabinetto universitario da Fra' Agostino Arleri (1741-1821).

Globo celeste. Matteo Greuter (1556 - 1638), Roma, 1636 Sfera armillare, Giovanni Maccari (1622 - 1697). Italia, 1673 Quadrante, John Bird (1709 - 1776). Londra, sec. XVIII Orologio perpetuo, progettato da Giuseppe Zamboni (1776 - 1846); eseguito da Carlo Streizig. Verona, 1817 circa Accendilume Alessandro Volta (1745 - 1827), Italia, 1800 circa

  • Globo celeste. Matteo Greuter (1556-1638), Roma, 1636.
  • Sfera armillare. Giovanni Maccari (1622-1697), Italia, 1673.
  • Quadrante. John Bird (1709-1776), Londra, sec. XVIII.
  • Orologio "perpetuo". Progettato da Giuseppe Zamboni (1776-1846); eseguito da Carlo Streizig. Verona, 1817 circa.
  • Accendilume. Alessandro Volta (1745-1827), Italia, 1800 circa.

Ceramiche

Un gruppo di graffite - scodelle, piattelli, fiasche, boccali - documenta la produzione delle officine modenesi dalla fine del Quattrocento a tutto il Settecento; a queste si affianca una discreta campionatura di maioliche italiane, dei secoli XV-XVIII riconducibili a fabbriche faentine, venete, lombarde, liguri e umbre.
Forme e motivi decorativi della produzione ceramica nel Ducato estense, dalla metà del XVIII alla seconda metà del XIX secolo sono rappresentati da un gruppo di maioliche e terraglie uscite dalle manifatture impiantate a Sassuolo: Dallari (1756-1835), Ferrari Moreni (1836-1853), Rubbiani (1853-1911).

Scodellina.  Zona di Modena, inizio sec. XVI. Ceramica graffita  Zuppiera. Fabbrica Ferniani, Faenza, 1786 - 1823. Maiolica dipinta

  • Scodellina. Zona di Modena, inizio sec. XVI. Ceramica graffita.
  • Vasetto. Fabbrica Virgiliotto Calamelli, Faenza, 1565 circa. Maiolica dipinta.
  • Zuppiera. Fabbrica Ferniani, Faenza, 1786-1823. Maiolica dipinta.
  • Desco da colazione. Veneto (Angarano), inizio sec. XVIII. Maiolica dipinta.

Vasetto. San Possidonio, Manifattura Tacoli, 1768. Maiolica decorata al terzo fuoco Vassoio. Sassuolo, ultimo quarto sec. XVIII. Maiolica dipinta  Vassoio Fabbrica Ferrari Moreni, Sassuolo (Modena), 1835 - 1854. Terraglia dipinta

  • Vasetto.Manifattura Tacoli, San Possidonio (Modena), 1768. Maiolica decorata al terzo fuoco.
  • Vassoio. Sassuolo, ultimo quarto sec. XVIII. Maiolica dipinta.
  • Tulipaniera. Fabbrica Ferrari Moreni, Sassuolo (Modena), 1835-1854. Terraglia dipinta.
  • Vassoio. Fabbrica Ferrari Moreni, Sassuolo (Modena), 1835-1854. Terraglia dipinta.

Vetri

Tra i vetri soffiati e i cristalli molati, che costituiscono la raccolta, si segnala un nucleo di esemplari veneziani e muranesi, databili tra la fine del XVI e gli inizi del XVIII secolo, provenienti in parte dal Gabinetto di Fisica dell'Università di Modena. Un gruppo di vasetti, bicchieri, ampolle e bottiglie, usate per conservare l'aceto balsamico, documenta la produzione modenese tra XVIII e XIX secolo, caratterizzata dalla colorazione verde.

Calice.  Manifattura veneziana, fine  XVI - inizi XVII secolo. Vetro soffiato Vaso tipo kuttrolf. Manifattura modenese o veneziana, inizi sec. XVII. Vetro soffiato Bicchiere con stemma della Casa d'Este. Manifattura boema, 1720 circa. Cristallo molato e inciso Alzatina o trionfo da tavola. Ditta Salviati Antonio, Venezia, 1867 -1875. Vetro soffiato

  • Vaso tipo kuttrolf. Manifattura modenese o veneziana, inizi sec. XVII. Vetro soffiato.
  • Calice. Manifattura veneziana, fine sec. XVI - inizi XVII. Vetro soffiato.
  • Bicchiere con stemma della Casa d'Este. Manifattura boema, 1720 circa. Cristallo molato e inciso.
  • Alzatina o trionfo da tavola. Ditta Salviati Antonio, Venezia, 1867-1875. Vetro soffiato.

Armi e fornimenti da cavallo

La donazione del marchese Paolo Coccapani Imperiali (1898) costituisce quasi per intero la raccolta di armi, comprendente armi da fuoco, armi bianche e armi in asta, prevalentemente europee, databili tra il XV e il XIX secolo. Alcuni esemplari testimoniano la perizia degli artigiani attivi nel Ducato estense dal XVI al XIX secolo, come Piero Bonetti, Giuseppe Bonfati, Rinaldo Cavicchioli e Antonio Apparuti, noto anche come costruttore di strumenti musicali. La singolare raccolta di morsi, staffe e sproni dei secoli XV-XIX, appartenuta a Francesco Petermayer maestro di equitazione delle scuderie ducali nella prima metà del XIX secolo, presenta una ricca varietà di tipologie e di varianti.

Paio di pistole. Bernardo Angeli, Cavriago (Reggio Emilia), 1680 circa.. Acciaio, legno e corno Paio di fucili alla moderna. Modena, 1760 - 1770. Acciaio Morso da cavallo Staffe da cavallo. Italia, metà sec. XVII. Acciaio intagliato

  • Paio di pistole. Bernardo Angeli, Cavriago (Reggio Emilia), 1680 circa. Acciaio, legno e corno.
  • Paio di fucili alla moderna. Modena, 1760-1770. Acciaio.
  • Morso da cavallo "alla Pignatelli". Italia, seconda metà sec. XVII. Acciaio intagliato.
  • Staffe da cavallo. Italia, metà sec. XVII. Acciaio intagliato.

Tessuti

In una sala che conserva il suggestivo allestimento ottocentesco è esposta un'ampia selezione della prestigiosa collezione tessile donata dal conte Luigi Alberto Gandini nel 1881-1882 e costituita da oltre duemilacinquecento frammenti di tessuti d'abbigliamento e d'arredo: velluti, damaschi, broccati, rasi, taffetas, tele stampate, ricami, merletti ad ago e a fuselli, passamanerie, nastri, galloni e frange. La collezione offre un ricchissimo e variegato campionario di filati, di tecniche e ornati dell'arte tessile, prevalentemente italiana ed europea, dal Medioevo all'Ottocento. La collezione comprende anche un gruppo di abiti maschili e femminili, dei secoli XVIII-XIX, conservati a deposito.

Tessuto ad arazzo. Manifattura palermitana, prima metà del  XII secolo. Seta Cannetillé liseré broccato. Francia, 1730 - 1735. Seta Lampasso damascato liseré broccato. Italia, 1735 - 1740. Seta e argento Velluto tagliato a tre corpi con fondo laminato ad aspetto pékin. Francia, Lione, 1780 -1790. Seta e lamina d'oro Damasco gros de Tours liseré. Francia, Lione, 1850 circa. Seta

  • Tessuto ad arazzo. Manifattura palermitana, prima metà sec. XII. Seta.
  • Cannetillé liseré broccato. Manifattura francese, 1730-1735. Seta.
  • Lampasso damascato liseré broccato. Manifattura italiana, 1735-1740. Seta e argento.
  • Velluto tagliato a tre corpi con fondo laminato ad aspetto pékin. Lione, 1780-1790. Seta e lamina d'oro.
  • Damasco gros de Tours liseré. Lione, 1850 circa. Seta.

Abito femminile di corte.Italia, 1770 circa. Seta

  • Abito femminile di corte. Manifattura italiana, 1770 circa. Seta.
  • Marsina maschile. Manifattura italiana, 1780-1785 circa. Seta.
  • Abito maschile per interni. Manifattura italiana, 1740-1750 circa. Seta e oro.
  • Abito maschile. Manifattura italiana, 1775-1780 circa. Seta.

Collezione Campori

Nel 1929 il marchese Matteo Campori donò al Comune di Modena la galleria di dipinti che aveva formato e allestito, dandole un assetto museografico, nel palazzo di famiglia; l'edificio fu gravemente danneggiato da un bombardamento nel 1945 e nel dopoguerra le opere approdarono al Museo Civico. La quadreria presenta pitture di soggetto sacro e profano, nature morte, vedute e scene di genere che rivelano il gusto del collezionista, ispirato a criteri estetizzanti e orientato verso la pittura italiana dei secoli XVII-XVIII. Tra le opere più significative si segnalano il Ritratto del figlio del generale Pallfly di Giuseppe Maria Crespi (1665-1747), il Portarolo di Giacomo Ceruti (1698-1767), il Domine quo vadis? di Ludovico Lana, la Testa di fanciulla con turbante di Francesco Stringa (1635-1709), due vedute architettoniche di Antonio Joli (1700 circa-1777).

Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo (Bologna 1665 - 1747), Ritratto del figlio del generale Pallfly. Olio su tela Giacomo Ceruti (Milano 1698 - 1767), Portarolo.  Olio su tela Ludovico Lana (Codigoro 1597 - Modena 1646), Domine, quo vadis? Olio su tela Francesco Stringa  (Modena 1635 - 1709), Testa di fanciulla con turbante.  Olio su tela Antonio Jolli  (Modena 1700 circa - Napoli 1777), Sansone abbatte il tempio.  Olio su tela Giovan Battista Crespi detto

  • Giuseppe Maria Crespi detto "lo Spagnolo" (Bologna 1665-1747), Ritratto del figlio del generale Pallfly. Olio su tela.
  • Giacomo Ceruti (Milano 1698-1767), Portarolo. Olio su tela.
  • Ludovico Lana (Ferrara ?1597-Modena 1646), Domine, quo vadis? Olio su tela.
  • Francesco Stringa (Modena 1635-1709), Testa di fanciulla con turbante. Olio su tela.
  • Antonio Joli (Modena 1700 circa-Napoli 1777), Sansone abbatte il tempio. Olio su tela.
  • Giovan Battista Crespi detto "Il Cerano" (Cerano 1567/1568-Milano 1632), Una donna che allatta un neonato. Tempera su tela.

Collezione Sernicoli

Il noto commercialista modenese Carlo Sernicoli, deceduto prematuramente nel 2007, ha voluto lasciare al museo della sua città due importanti nuclei collezionistici composti da 36 dipinti e da 49 pezzi di argenteria, richiedendo all'istituzione di esporli entro due anni dalla sua morte. Tra le opere pittoriche figurano 9 dipinti del novecento degli artisti Pompeo Borra, Virgilio Guidi e Ubaldo Oppi e 27 importanti dipinti antichi. Le opere pittoriche del Novecento furono probabilmente le prime a giungere nell'abitazione del collezionista e fu quindi grazie ad esse che si affinò la passione per l'arte di Sernicoli i cui interessi, tuttavia, si orientarono ben presto verso l'arte antica. Su questo fronte egli fece acquisti sul mercato antiquario mosso dalla volontà di recuperare opere legate alla cultura artistica della sua regione, la cui paternità e provenienza risultassero accertate o potessero essere convalidate da autorevoli pareri di noti storici dell'arte. Acquistò inoltre le sue opere in aste importanti, come accadde per la Strage degli innocenti dello Scarsellino o per l'Assunta di Guercino o, ancora, nel caso di Diana e Atteone di Pier Francesco Cittadini. In breve tempo si è così costituita una vera e propria galleria, selezionata sulla base dei criteri della qualità e della buona conservazione delle opere, che documenta il panorama artistico emiliano in un arco temporale compreso tra il XV e il XVIII secolo.

Giovanni da Modena (Notizie dal 1398 al 1454), La Madonna col bambino. Tempera su tavola fondo oro. Giovanni Maria Barbieri, detto il Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666), La Vergine assunta. Olio su tela. Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Galatea. Olio su tela. Donato Creti (Cremona, 1671 - Bologna, 1749), Testa di fanciulla riccamente abbigliata. Olio su tela. Ubaldo Oppi (Bologna, 1889 - Vicenza 1942), Donna con abito rosso. Olio su cartone. Giacomo Vincenzi (Notizie dal 1812 al 1837), Servizio da scrittorio, secondo/terzo decennio del XIX secolo. Argento fuso, traforato, cesellato e sbalzato.

  • Giovanni da Modena (Notizie dal 1398 al 1454), La Madonna col bambino. Tempera su tavola fondo oro.
  • Giovanni Maria Barbieri, detto il Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666), La Vergine assunta. Olio su tela.
  • Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Galatea. Olio su tela.
  • Donato Creti (Cremona, 1671 - Bologna, 1749) Testa di fanciulla riccamente abbigliata. Olio su tela.
  • Ubaldo Oppi (Bologna, 1889 - Vicenza 1942), Donna con abito rosso. Olio su cartone.
  • Giacomo Vincenzi (Notizie dal 1812 al 1837), Servizio da scrittorio, secondo/terzo decennio del XIX secolo. Argento fuso, traforato, cesellato e sbalzato.


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