Biografia di Antonio Begarelli
Antonio Begarelli nasce a Modena probabilmente nel 1499, figlio di un “fornaciaio”. Ancora oscure risultano le vicende della sua giovinezza e della sua formazione culturale almeno fino al 1522, quando, ancora minorenne (all’epoca, sotto i venticinque anni), irrompe improvvisamente sulla scena artistica cittadina. Senza averne precedentemente ricevuto incarico l'artista esegue una grande scultura in terracotta da offrire alla Comunità modenese, la Madonna di Piazza già sulla facciata del Palazzo Pubblico e oggi al Museo Civico, che testimonia una formazione complessa e già matura, avvenuta probabilmente presso importanti centri artistici della penisola, quali Bologna e Roma.
La statua ottiene grande consenso e gli procura negli anni seguenti l’incarico di artista “ufficiale” della città, col privilegio di una pensione; oltre a diverse commissioni da parte di importanti famiglie locali, come i Belleardi e i Boschetti, per le quali realizza grandi monumenti funebri e opere devozionali. Contemporaneamente sono documentate anche le prime commissioni religiose: il Compianto per la chiesa di S. Agostino, il piccolo Presepe nella cattedrale modenese e il Compianto per i Francescani, che mostrano un ampio ventaglio di modelli formali, da Mantegna a Raffaello, al giovane Sansovino e al Correggio, e che lo impongono come il massimo esponente della scultura monumentale in terracotta.
Negli anni Trenta Begarelli inizia un rapporto, via via sempre più esclusivo, con l’Ordine benedettino, che oltre a segnare tutta la sua futura attività professionale avrà risvolti anche sul piano personale. Per il Convento e la Chiesa di San Pietro, Begarelli lavora con continuità fino alla morte; alternando con gli altri Centri benedettini di Parma (San Giovanni Evangelista) e Polirone, oggi San Benedetto Po, dove si conserva il più esteso ciclo di sculture begarelliane. Continua comunque ininterrotta anche una produzione per la committenza privata, testimoniata da numerose opere esposte in mostra. Nel 1565 l’artista muore nella sua casa di Modena e viene trasportato in San Pietro, ove giace sotto la grandiosa sepoltura da lui stesso realizzata.