La Mostra

Questa Mostra, lungamente pensata e attesa, trova oggi finalmente realizzazione. I due artisti modenesi presentati qui, Guido Mazzoni e Antonio Begarelli, risultano particolarmente rappresentativi dei principi artistici delle epoche in cui vissero. Mazzoni, attivo soprattutto nell’ultimo quarto del Quattrocento, sceglie per i suoi Compianti un’arte fortemente realistica, quasi a voler perpetuare credibilmente le forme effimere della religiosità popolare, come espresse anche nelle Rappresentazioni Sacre e in quelle Teatrali. Di qui le coloriture delle sue figure, ad imitazione del vero. Begarelli, artista cinquecentesco, le dipingeva invece di bianco, per assimilarle al marmo, materiale più nobile della terracotta; ma anche per qualificarle come statue e non come persone, al fine di renderle universali.

La materia delle loro figure è la terracotta, così tipica nella tradizione emiliana per l’indisponibilità di marmi o pietre adatte, e al contrario la facile reperibilità dell’argilla. Di questa tecnica, Mazzoni e Begarelli sono forse i due massimi esponenti nella tradizione artistica italiana. Insufficientemente conosciuti anche fra gli “addetti ai lavori”, mentre in vita avevano incontrato ampio consenso, i due attendevano un’esposizione che li riproponesse al pubblico e li gratificasse dell’ammirazione che meritano. Si tratta indubbiamente di due fra i massimi scultori dell’intera storia dell’arte, anche se si espressero unicamente nella scultura di formatura (“per via di porre”) e non per intaglio (“per via di tòrre”, di togliere, come nel marmo o la pietra).

Le loro opere (molte delle quali ancora in attesa di restauro) sono difficilmente trasportabili, e d’altra parte si apprezzano soprattutto in un contesto architettonico. La Mostra ne presenta nella sede espositiva un numero inevitabilmente ridotto, ma invita il pubblico ad integrare la visita proseguendola sul territorio, utilizzando le informazioni offerte dagli itinerari in città e fuoriporta qui indicati. Si sono pertanto procurate in proposito le migliori condizioni di visibilità ed accessibilità grazie ad un progetto illumino-tecnico. Questa esposizione è stata origine di una serie di scoperte, alcune d’interesse veramente straordinario, e presenta una notevole quantità di opere inedite o poco conosciute. Si spera così di avere reso un buon servigio ai due grandi artisti come anche alla plurisecolare tradizione artistica di Modena, che Mazzoni e Begarelli hanno impersonato a livelli di assoluto valore internazionale.

Begarelli

Antonio Begarelli
Compianto su Cristo morto, part.
Modena, chiesa di Sant’Agostino