PEOPLE
Il catalogo degli umani tra '800 e '900
Dal 18
settembre 2009 al 28 febbraio 2010
Inaugurazione venerdì 18 settembre alle ore 18.30
Oltre 800 figurine e album datati tra la fine del XIX e i primi decenni
del XX secolo mettono in mostra, come in una vera e propria enciclopedia
illustrata, l’intero catalogo delle popolazioni umane allora conosciute.
All’osservatore contemporaneo, queste stupefacenti immagini –
a un tempo “scientifiche” e favolose – testimoniano
non solo differenze somatiche, usi e costumi, habitat naturale e produzioni
materiali dei popoli altri e lontani, ma anche il punto di vista di un'intera
epoca della cultura occidentale.
All’ipotesi illuminista di una sostanziale uguaglianza del genere
umano, al di là delle differenze apparenti, si contrappose infatti
a partire dalla metà dell’800 la dottrina positivistica della
loro disuguaglianza naturale, non solo biologica, ma anche culturale e
di valore. Il sistema di classificazione, di matrice evoluzionistica,
passava a ruotare attorno all’idea di 'grado di civiltà'
e consolidava un ordine del discorso pervasivo non solo sul piano teorico,
ma anche su quello museale – nascono allora i grandi musei di antropologia
ed etnografia – e iconografico.
Le figurine prodotte a partire dal tardo XIX secolo segnalano, in questo
senso, non solo lo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione che investono
la didattica popolare, ma anche l’intensa assimilazione di paradigmi
teorici e strategie culturali. L’orientamento intimamente comparativo
corrisponde ai dettami dell’antropologia fisica dell’epoca,
così come l’interesse per i caratteri somatici dei popoli
alla maniera delle prime foto segnaletiche, basate sulla fisiognomica.
Misure antropometriche e rappresentazioni del corpo di carattere estetico
oltre che rituale servivano a costruire una catalogazione 'oggettiva'
degli esseri umani, riformulando dunque in senso valutativo l’idea
della razza.
L’esposizione, di eccezionale valore documentario e sorprendente
qualità visiva, sarà ordinata secondo categorie tematiche:
la suddivisione dei popoli per aree geografiche, con i continenti simboleggiati
– secondo una consolidata tradizione iconografica – dalla
figura femminile; gli habitat naturali, sempre descritti come atemporali
paradisi terrestri, e quelli sociali che riflettono pacifiche scene di
vita (a dispetto dei conflitti coloniali).
La mostra si articola in due sedi: Il Museo della Figurina al Palazzo
Santa Margherita e il Museo
Civico Archeologico Etnologico al Palazzo dei Musei di Modena.
Il primo ospita le sezioni: Le Terre, Attraverso i luoghi, Americhe,
Africa e Medio Oriente, Asia e Oceania, Il catalogo degli umani, Quotidianamente
e Tra materiale e immateriale. Un vero e proprio viaggio tra usi
e costumi di popoli lontani in cui spiccano le tradizioni conviviali,
il modo di abbigliarsi, le abitazioni, la caccia e l'uso del fuoco e anche
aspetti poco noti o curiosi come le tecniche materne per trasportare i
piccoli, i giochi che appassionano adulti e bambini, i mezzi di trasporto
e le forme di comunicazione scritta e gestuale. Inoltre una sezione è
interamente dedicata al raffronto tra oggetti provenienti dal Museo Civico
Archeologico e la loro rappresentazione in figurina.
Al Museo Civico
Archeologico Etnologico le figurine relative ai grandi esploratori,
alle colonie, alle materie prime e all'artigianato dialogano con i materiali
dell'allestimento permanente in un continuo gioco di rimandi e raffronti.
La mostra, organizzata e prodotta dal Museo della Figurina e dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena è accompagnata da un catalogo
dell'editore Franco Cosimo Panini che
ripropone le immagini esposte.
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