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Altre raccolte
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Inizialmente la collezione di Giuseppe Panini si proponeva di rappresentare l'intero mondo della piccola stampa a colori sviluppatasi soprattutto a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Il Museo riunisce così accanto alle figurine vere e proprie, che costituiscono comunque il nucleo più consistente dell'intera raccolta, altre cosiddette carte povere, ad esse affini per tecnica, destinazione, funzione ed epoca. Tra queste si ricordano ad esempio le scatole di fiammiferi, sicuramente precedenti alle figurine, conservate in album d'epoca secondo la fantasia e il gusto del collezionista stesso, i bolli chiudilettera, i menu.
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Particolare menzione meritano gli album originali stampati dalle varie ditte per la raccolta delle serie, spesso forniti di didascalie ricche di informazioni su svariati argomenti. Altro piccolo ma significativo nucleo è rappresentato dai calendari, anch'essi utilizzati come veicolo pubblicitario e ricchi di immagini a colori. Si trovano in formati differenti: i più particolari sono sicuramente quelli che ebbero nel salone del barbiere il loro maggior punto di diffusione. Questi calendarietti, che pubblicizzavano spesso prodotti da toilette, erano caratterizzati dall'avere pagine profumate e in molti casi soggetti di castigato erotismo.
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Anche la tavola poteva essere decorata con piccole cromolitografie, utilizzate come menu e segnaposti. Di grande raffinatezza estetica sono quelli della ditta Liebig, di cui il Museo possiede la collezione completa costituita da 73 serie, emesse dal 1884 circa al 1911.
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