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Alcune incisioni dei secoli XVII e XVIII possiedono elementi caratteristici che si ritrovano nelle figurine cromolitografiche di duecento anni dopo: il piccolo formato, la presenza di titolo e didascalie, la numerazione dei pezzi all'interno della serie. Anche nella scelta dei soggetti è possibile vedere forti analogie: dai soldati alle caricature, dalle età della vita al mondo alla rovescia, dalle quattro stagioni agli elementi per citarne solo alcuni.
In realtà le figurine vere e proprie nascono a Parigi nella seconda metà dell'Ottocento, grazie all'invenzione di un nuovo procedimento di stampa: la cromolitografia. Per questa tecnica, alla base della quale ci fu l'invenzione della litografia, sperimentata dal tedesco Aloys Senefelder nel 1796, viene utilizzata una particolare pietra, estratta nelle cave di Solenhofen in Germania, sulla quale si disegna il bozzetto con una matita grassa. Sulla pietra, appositamente inumidita, si stende l'inchiostro che aderisce naturalmente solo alla parte disegnata. Successivamente, approntate tante pietre quanti colori si vogliono utilizzare, si procede alla stampa con il torchio, sovrapponendo un colore sull'altro.
Il procedimento della cromolitografia dal punto di vista strettamente artistico, si afferma grazie alla morbidezza dei mezzi toni, alla possibilità di ottenere molte sfumature e colori brillanti, nonché alla precisione quasi fotografica dei dettagli. La novità più importante, comunque, di tale tecnica è legata alla possibilità di stampare molte immagini a colori in poco tempo e a basso costo.
Le figurine hanno rappresentato infatti, fin dal loro esordio, uno dei veicoli di diffusione di immagini più capillare ed economico, favorito anche dall'assenza di mezzi di comunicazione di massa (televisione, cinema, riviste, manifesti pubblicitari, etc.).
Inizialmente le cromolitografie, prive di scritte, venivano utilizzate per decorare oggetti quali mobili, scatole, ventagli e involucri di prodotti vari. Queste immagini stampate venivano spesso ritagliate (si pensi ad esempio alle scatole di fiammiferi) e usate per diversi passatempi, non ultimo quello di ornare album e quaderni secondo il proprio gusto; gli stessi venditori di stampe traevano profitto da questi divertimenti commercializzando appositi fogli da ritagliare con soggetti vari, spesso in serie.
A partire dalla seconda metà dell' Ottocento le immagini vengono stampate direttamente su cartoncini con scritte che pubblicizzano il prodotto da vendere.
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