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Non solo figurine

Allo stesso modo in cui l’invenzione dei caratteri mobili da parte di Gutenberg nel XV secolo causò il passaggio dalla cultura orale a quella scritta, l’invenzione della litografia prima e della cromolitografia in seguito, provocarono una vera e propria trasformazione nel panorama culturale e antropologico.
Difficile per noi, abituati ad essere circondati da una grande quantità di immagini di tutti i tipi, riuscire a comprendere che cosa potesse significare in termini emotivi per l’uomo dell’Ottocento la possibilità di tenere tra le mani e conservare un gran numero di immagini a colori.
Si aprivano nuove possibilità di conoscenza e di creazione di mondi fantastici. Le piccole immagini a colori consentivano di visitare paesi lontani, conoscere animali e piante mai visti, riflettere sugli avvenimenti del tempo o semplicemente divertirsi. In poche parole aprivano la strada alla meraviglia.
Al contempo esse andavano incontro alle nuove esigenze di comunicazione prodotte dai processi di trasformazione della società europea e nordamericana: industrializzazione, grande distribuzione, urbanesimo.
Molti produttori e venditori si resero ben presto conto del grande fascino esercitato dalle immagini a colori ed iniziarono ad utilizzarle per impacchettare le loro merci, comunicarne le virtù o semplicemente darle in omaggio ai clienti per favorirne la fedeltà.
Nascono etichette di ogni genere, fascette di sigari, chiudilettera, scatole di fiammiferi, biglietti da visita: tutto si adorna di cromolitografie dai colori brillanti e vivaci ed ogni cosa diventa oggetto di raccolta, indifferentemente...

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