Museo della Figurina
Corso Canalgrande, 103 41100 Modena
Tel: 059-2033090 Fax: 059-2033087
Email: museo.figurina@comune.modena.it

Orari
Dal martedì al venerdì 10.30-13; 15-18.
Sabato, domenica e festivi 10.30-18. Chiuso il lunedì.

Ingresso gratuito

en l an 2000
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Collezione Liebig

la primavera

La ditta che più di ogni altra ha legato il proprio nome alle figurine è senza dubbio la Liebig, produttrice del famoso estratto di carne, che a partire dagli anni Settanta dell'Ottocento comincia a realizzare serie proprie, caratterizzate da scene dominate dal vaso contenente l'estratto. Il barone Justus von Liebig (1803-1873), autore di numerose scoperte nel campo della chimica elementare, è del tutto estraneo alle figurine che portano il suo nome. è un' industriale inglese, Gibiert, a sfruttare la formula per concentrare l'estratto di carne, aprendo a Fray-Bentos in Uruguay, nel 1862, uno stabilimento per macellare e lavorare i bovini. L' impresa assume successivamente il nome di Liebig's Extrat of Meat Co., con sede a Londra. Avendo filiali sparse in tutto il mondo, la Liebig diffonde le sue figurine in numerosi paesi europei traducendo la scritta pubblicitaria in varie lingue.

Le figurine Liebig si caratterizzeranno ben presto per il formato costante e per due elementi rimasti immutati: il barattolo di ceramica bianca contenente l'estratto e la firma blu di Liebig al verso. Il primo periodo è caratterizzato da scene di fantasia con bambini, fiori, donne, cui segue un più studiato filone didattico, che reca al verso una ricca didascalia esplicativa .

la libellula
pulcinella

Fino alla prima guerra mondiale le figurine Liebig sono distribuite gratuitamente dai negozianti mentre in seguito si introduce l'uso di offrirle in cambio di buoni punto contenuti nei prodotti.
Da semplice passatempo la figurina diventa così anche mezzo di comunicazione sociale e culturale, proponendosi come sorta di piccola enciclopedia per immagini. Le figurine Liebig si caratterizzeranno ben presto per il formato costante e per due elementi rimasti immutati: il barattolo di ceramica bianca contenente l'estratto e la firma blu di Liebig al verso.

Il primo periodo è caratterizzato da scene di fantasia con bambini, fiori, donne, cui segue un più studiato filone didattico, che reca al verso una ricca didascalia esplicativa . Fino alla prima guerra mondiale le figurine Liebig sono distribuite gratuitamente dai negozianti mentre in seguito si introduce l'uso di offrirle in cambio di buoni punto contenuti nei prodotti. Da semplice passatempo la figurina diventa così anche mezzo di comunicazione sociale e culturale, proponendosi come sorta di piccola enciclopedia per immagini.

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