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Vengo a prenderti stasera. Come l'automobile ha cambiato le nostre vite, in un secolo di grafica

Dal 2 marzo al 15 luglio 2012

Il sogno dell'automobile, che si concretizza verso la fine del XIX secolo, nasce da un desiderio connaturato all'uomo: la necessità pratica di raggiungere luoghi distanti in tempi brevi, nonché la brama di conoscenza di terre ignote, l'aspirazione all'emancipazione e la voglia di trasgressione portarono già Leonardo Da Vinci a progettare un carro-automobile che si muoveva senza l'ausilio degli animali.

La mostra Vengo a prenderti stasera. Come l'automobile ha cambiato le nostre vite in un secolo di grafica curata da Francesca Fontana, in occasione dell'apertura del Museo Casa Enzo Ferrari e prodotta in collaborazione con la Fondazione Cassa di risparmio di Modena, dà conto dei pensieri, atteggiamenti, esasperazioni ed esaltazioni, paure e speranze, suscitati dall'automobile nel susseguirsi delle epoche. Inoltre traccia, attraverso una linea del tempo costellata di figurine e modellini, l'evoluzione dell'auto a partire dalle origini fino agli anni Settanta.

Con l'ironia che le contraddistingue, le figurine mostrano il contrasto tra chi, agli esordi, si dimostra entusiasta del nuovo mezzo e chi, invece, lo considera con diffidenza; illustrano l'impatto dell'automobile sullo sviluppo urbanistico nonché la rivoluzione nel mondo del lavoro con l'introduzione della catena di montaggio; il superamento dei limiti sia spaziali - si va dove si vuole senza gli obblighi imposti dai mezzi di trasporto collettivi -, sia temporali - superare incessantemente i record di velocità è l'obiettivo di corse automobilistiche, raid e pericolose prove volte a dimostrare le conquiste tecnologiche e scientifiche raggiunte.

Numerosi calendarietti e bolli chiudilettera sono dedicati ad eventi sportivi, gare e piloti celebri; ancora i bolli - spesso bellissimi graficamente - offrono testimonianza delle esposizioni e dei saloni dell'auto, tenutisi per tutto il Novecento in Italia e all'estero, e pubblicizzano accessori, carburanti, pneumatici.

Tra le cigarette e le trade card è possibile ritrovare i modelli di auto celebri, dalla Itala, vincitrice del Raid Pechino-Parigi del 1907, alle vetture utilizzate nei film che hanno contraddistinto un'epoca, come la mitica Lancia Aurelia del film Il sorpasso.

I più di 400 materiali esposti rappresentano un eccezionale quanto inaspettato documento che racconta la società e ne mette in evidenza i cambiamenti culturali, come il rapporto della donna con l'auto, il cui abbigliamento si modifica per divenire più funzionale alla guida. Mezzo di seduzione, affascinante proprio come una donna, l'auto è diventata nel tempo uno status symbol e oggetto del desiderio.

Tanti video in mostra: oltre alle cornici incastonate nei pannelli espositivi, in cui trovano spazio le réclame dedicate all'automobile e i record raggiunti da auto avveniristiche; oltre ad una finestra sulle corse automobilistiche e i piloti degli anni Venti-Trenta; oltre al maxi-schermo che consente di visualizzare gli ingrandimenti di tutte le figurine in mostra; un'installazione multimediale al centro della sala consente di osservare lo spazio da dentro e fuori l'abitacolo, con uno sguardo attento alle variazioni del paesaggio, senza dimenticare la dimensione sonora dell'approccio al traffico, odierno e del passato. Particolarmente interessante la sezione dedicata alle auto autonome, che prendono vita - con scopi più o meno pacifici - in film o telefilm divenuti ormai cult.

La mostra è accompagnata da un catalogo, ricchissimo di immagini, edito dalla Franco Cosimo Panini. In allegato, un fascicolo con la 'Linea del tempo' delle auto dagli esordi agli anni Settanta, da completare ritagliando e incollando alcune figurine da un inserto in carta adesiva.

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