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Quel che resta. Installazioni e divagazioni sulle fiabe

La mostra 'Cammina, Cammina...' ha ispirato il lavoro della classe 4C del corso di Grafica dell'istituto d'Arte Venturi. Ne è nato un progetto con piccole 'messe in scena' che congelano alcuni momenti 'fatali' delle fiabe: protagonisti scodelline di latte, teste mozzate fra mele rosse, piatti d'oro, miglio sparso per non perdere la strada e pentolini per pappe dolci.

I materiali grafici del Museo della Figurina, scelti per la mostra Cammina cammina... Fiabe d'Europa in figurina, sono stati fonte di ispirazione, insieme alla lettura delle fiabe dei fratelli Grimm, per il lavoro degli studenti della classe 4C del corso di Grafica dell'istituto Superiore d'Arte A.Venturi, coordinata da Antonella Battilani, docente di grafica e fotografia.

La ricerca degli studenti, condotta in particolare da Giorgia Mangieri, si è sviluppata a partire da 'Quel che resta': quel che resta nella memoria e nell'immaginario, quel che resta dell'io bambino, quel che resta per non smarrire la strada è servito per attraversare boschi simbolici e misteriosi e mettere 'in figura' le emozioni emerse dal proprio mondo interiore.

Gli allestimenti propongono piccoli mondi nascosti dentro una torre di cassette - veri e propri depositi della nostra memoria - dove alcuni momenti 'fatali' delle varie fiabe sono congelati come tanti fermo-immagine; allora ecco apparire rospi, corone d'oro, casine stregate, pentolini che fanno pappe dolci, mele rosse e teste mozze, pozioni magiche, foreste stregate.

Un viaggio narrativo e emotivo che, dagli strati più profondi della torre, evoca la paura, la gioia, il coraggio e ci conduce via via verso l'alto, dove tutto è illuminato dalla speranza che le fiabe ci raccontano nel loro finale. Le torri di cassette possiedono anche una sorta di 'pelle' tecnologica: qua e là si potranno scovare codici QR, attraverso cui scaricare una serie di fiabe lette da Donatella Allegro, Michele Dell'Utri, Simone Tangolo, attori di ERT-Il Ratto d'Europa.

Linda Colella invece mette in scena una Bella addormentata immersa in un sonno mortale, da cui emergono voci, sussurri e canzoni interpretate dalla stessa autrice (anche in questo caso scaricabili attraverso un QR Code), mentre Federico Bellavita e Gianluca Di Giacomo giocano con l'immagine di mostra - realizzata da Antonella Battilani, che ne ha curato la grafica - inventando libri da cui spuntano lupi spaventosi o dove Hänsel e Gretel si perdono in un bosco di parole.

Il progetto ha visto la partecipazione degli studenti Gabriella Pilato, Chiara Lambertini, Mattia Guareschi, Loris Fraulini e Valentina Mangieri nella produzione di un cortometraggio che propone una rilettura ironica e contemporanea di Biancaneve e nella rielaborazione di fiabe mediante altri percorsi visuali e di video animazioni proposti nel corso della mostra.