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L'amore è una cosa meravigliosa

Gioie e dolori nelle illustrazioni del Museo della figurina. Dal 13 settembre 2013 al 2 marzo 2014

Inaugurazione venerdì 13 settembre alle 18 con aperitivo

Che l'amore sia una cosa meravigliosa, lo dicono i film romantici, le canzoni, le poesie. Lo dicono anche le figurine le quali, però, da attente spettatrici della società, non dimenticano il lato oscuro di una delle azioni più facili e al contempo difficili per l'essere umano: amare.

Il tema del festivalfilosofia 2013 è declinato in mostra nella sua accezione squisitamente sentimentale, non platonica e non intellettuale. La tribolazione cui il cuore umano è sottoposto, per propria volontà o suo malgrado, è raccontata a partire dal corteggiamento fino agli esiti, fausti o tragici, delle vicende amorose. Si va dall'amor cortese di certe figurine agli ammiccamenti dei calendarietti da barbiere, dei giornalini o delle copertine di spartiti, fino alle scene maliziose e impudenti delle scatole di fiammiferi. Più di 300 immagini che a volte inteneriscono, a volte stupiscono.

Il corteggiamento, nelle figurine tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima del Novecento, era fatto di sguardi timidi che facevano arrossire, languide serenate, tête-à-tête danzanti, cuori che civettavano tra diversi pretendenti, baciamano loquaci, baci romantici, appassionati, rocamboleschi.

Se molte figurine sono dedicate all'amore che trionfa dopo mille vicissitudini, numerose sono quelle che mostrano tutta la disinvoltura di un periodo in cui il matrimonio per interesse era tutt'altro che scandaloso. In altri casi, i veri protagonisti sono lo struggimento dell'abbandono, la disperazione del tradimento, ma anche la crudeltà delle violenze domestiche, all'epoca tollerate e mai condannate.

Attraverso personaggi mitologici, della letteratura o di opere e operette, le figurine parlano malinconicamente degli esiti più drammatici della passione, quelli che sfociano nella morte di uno o di entrambi gli innamorati, come Canio dell'opera I Pagliacci, Norma, Aida, Madama Butterfly, Cyrano, Otello e Desdemona.

Eppure l'amore è anche leggerezza e gioco quando viene letto attraverso l'ironia, soprattutto quella delle scatole di fiammiferi in cui spiccano doppi sensi e scene di un umorismo, ora piccante, ora ridanciano, ora più sottile.

Infine, un'intera sezione è dedicata agli Amori famosi, tra cui i grandi seduttori come Casanova, Don Giovanni, Lady Hamilton, Messalina, Rodolfo Valentino, e le coppie famose della storia e della letteratura - Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, Renzo e Lucia - e della cinematografia, con una selezione dalla copiosa collezione del Museo riguardante i divi del cinema.

Tanti i video in mostra. Oltre al grande schermo in cui vengono proiettati tutti i materiali esposti, nelle cornici elettroniche all'interno delle vetrine, le scatole di fiammiferi sono animate e ingrandite per facilitare la lettura delle salaci didascalie. Infine, spezzoni di film immortalano scene d'amore, a partire dal primo bacio della storia del cinema che fece tanto scalpore nel 1896, attraverso Metropolis e La donna misteriosa fino ad arrivare al famosissimo spogliarello di 9 settimane e ½ o alla scena del tornio di Ghost.

Oltre agli album dedicati al cinema tedesco, agli scrapbook che conservano raccolte di figurine e scatole di fiammiferi, sono presenti in mostra alcune tavole originali di La traviata, Otello e Aida. I fumetti fanno parte della collana Lirica a strisce, progetto editoriale della Fondazione Teatro Comunale di Modena che si rivolge ad un pubblico di ragazzi e appassionati di illustrazione, permettendo loro di avvicinarsi senza diffidenza al mondo complesso dell'opera lirica.

Al posto del catalogo, la mostra è accompagnata dal calendario 2014, ricchissimo di immagini e rubriche sfiziose.

La mostra è prodotta in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Cartolina della mostra