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Sfere invisibili. All'interno degli habitat animali

Dal 16 settembre 2011 al 19 febbraio 2012

Dopo l'esposizione sull'ombra come seducente riflesso della parte più celata dell'essere umano, ovvero la sua anima, il Museo della Figurina mette in mostra altre 'invisibilità' - quelle sotto i nostri occhi - a svelare spaesanti quotidianità.

Realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, rientra nelle iniziative del festivalfilosofia, in programma a Modena dal 16 al 18 settembre 2011, dedicato quest'anno al tema della Natura, la mostra propone un insolito viaggio nel mondo - anzi nei mondi - degli animali, con l'intento non solo di mostrarli nel loro habitat naturale, così come viene visto attraverso lo sguardo umano, ma anche provando a immaginare come gli animali stessi percepiscono, interagiscono e costruiscono l'ambiente in cui vivono.

Emergono due piste. Da un lato una visione dell’ambiente per cui, collezionando figurine, ciascuno poteva ricostruire una specie di piccolo museo naturalistico, in cui ogni immagine rappresentava un ritaglio di mondo naturale, statico e separato dal contesto; una sorta di piccolo diorama bidimensionale in cui la natura e gli animali erano visti 'dall’esterno', dall’uomo-osservatore. Dall’altro lo sguardo dell’animale vivente, la sua esperienza percettiva 'dall’interno'. Sotto questo punto di vista l’animale non è calato dentro ad un ambiente preesistente, ma lo produce istante per istante, attraverso il suo percepire e il suo particolare modo di agire.

Si tratta di due visioni apparentemente contrastanti ma in realtà complementari, che la mostra vuole evidenziare ponendo accanto a figurine, album e materiale vario, un'installazione volta a 'far entrare' nel mondo percepito dall'animale stesso, ricreando suggestioni sul suo possibile modo di abitare e costruire il proprio ambiente. La mostra propone quindi un percorso che parte dagli animali e i loro ambienti visti con occhi umani fino ad arrivare ai 'mondi inconoscibili' di cui ha parlato Jakob von Uexküll, il biologo tedesco amato da Heidegger e Rilke, ritenuto il padre della moderna etologia, passando per gli animali strani, molto amati dalle figurine, e una rassegna di 'sensi esotici', ovvero di apparati percettivi particolari quali i biosonar o le bussole magnetiche. Senza trascurare le tane costruite dagli animali stessi, che spesso rappresentano dei piccoli capolavori di architettura e ingegneria, siano esse nidi di uccelli o elaborazioni di aracnidi e stercorari, affidate tanto alle immagini quanto agli straordinari materiali selezionati presso il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata di Modena.

L'esposizione vuole introdurre ad una zoo-fenomenologia che metta in scacco l'idea dell'ambiente unico, comune a tutti i viventi e che promuova invece l'unità animale-habitat come un 'aperto', un campo di esperienza, da immaginare non solo come un diorama, ma anche come una sorta di sfera pulsante di attività-sensibilità-relazione, estesa come le capacità dell’animale e abitata solo dal suo sguardo: una 'sfera invisibile' a chiunque altro, e al contempo interconnessa con altre sfere.

La mostra, a cura del biologo ed entomologo Roberto Ferrari, è accompagnata da un catalogo con centinaia di immagini, edito dall'editore Franco Cosimo Panini, in vendita al bookshop del museo.

 

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