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Figurine e pubblicità
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Già pochi anni dopo la loro apparizione, le figurine vennero utilizzate come pubblicità da parte di ditte che, dopo avervi fatto stampare apposite scritte, le distribuivano gratuitamente ai clienti.
Sembra che il primo ad avere l'idea di fare pubblicità attraverso le figurine sia stato Aristide Boucicaut proprietario dei Grandi Magazzini Bon Marché di Parigi. E' lui infatti che distribuisce, per primo, le figurine ai bambini che accompagnano le mamme a fare acquisti nel suo negozio. Le immagini sono ovviamente accattivanti, così da invogliare i bambini a ritornare per averne altre.
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Una delle primissime serie note risale sicuramente al 1867, anno dell'Esposizione Universale parigina. In questo anno troviamo anche la prima pubblicità sicuramente datata dei Grandi Magazzini Bon Marché, come risulta dal rovescio di una figurina che reca il semestre del calendario di questo anno.
Oltre a questa duplice funzione enciclopedica e ludica, la figurina ne racchiude una terza: quella di suggerire il corretto modo di vivere improntato sulle buone maniere e su quella fiducia nel progresso tecnologico, scientifico e sociale tipica del pensiero positivista di fine secolo.
In Germania la produzione di figurine inizia verso la fine dell'Ottocento. Tra le ditte che si distinsero per la particolare bellezza delle immagini, prodotte in esclusiva da celebri disegnatori, quali ad esempio Adolph Menzel, pittore favorito dalla famiglia reale, ci fu la Stollwerck, fabbrica di cioccolato di Colonia.
In Svizzera le figurine furono legate principalmente alle ditte produttrici di cioccolato quali la Suchard, la Tobler ed altre. La Suchard in particolare pubblicò tra il 1880 e il 1914 circa 300 serie di figurine, particolarmente belle ed attraenti
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