Comparto Morane - Vaciglio, la viabilità è la priorità, poi, gradualmente, le abitazioni

Annuncio del sindaco Muzzarelli: rotatorie pronte prima dei primi 125 alloggi. Stop alle altre aree previste da Piano urbanistico.

Il comparto urbanistico di via Morane – Vaciglio a Modena verrà realizzato in maniera graduale e il Piano verrà ulteriormente migliorato con l’impegno ad anticipare le opere legate alla viabilità, in particolare le strade di collegamento e le rotatorie di via Vaciglio, via Liguria e via Morane di accesso al comparto, e le infrastrutture di potenziamento della rete idrica, che dovranno essere pronte prima della fine dei lavori dei primi 125 alloggi.

Lo ha annunciato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli nel corso della conferenza stampa di martedì 26 settembre nella quale, insieme all’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, ha fatto il punto sulla vicenda che riguarda quel comparto e sulle prospettive di tutta l’area dove il piano urbanistico prevede la costruzione di 1311 alloggi. “Ma abbiamo deciso di fermarci a 550, tagliando del 58 per cento il programma, senza attivare quindi le altre potenzialità previste in via Morane, in via Viterbo, in via Della Pietra”, ha sottolineato il sindaco, dopo aver ripercorso i principali passaggi avvenuti negli ultimi anni, spiegando: “Questa è la proposta della Giunta, la porteremo in Consiglio per gli atti conseguenti.
La direzione di marcia è chiara, con lo stesso metodo stiamo lavorando su tutte le altre aree della città e presto presenteremo il quadro di partenza del nuovo strumento urbanistico”.

L’assessora Vandelli ha illustrato nel dettaglio le modifiche apportate al Piano con la proposta di Variante: le modifiche alla viabilità (eliminazione della dorsale principale, zone 30, eliminazione del proseguimento di via Latina mantenendo il collegamento ciclo-pedonale), l’ampliamento del verde pubblico di oltre 4 mila metri quadri (da 33 mila e 900 metri quadri a 38 mila e 200), la riduzione delle altezze degli edifici (al massimo sei piani fuori terra e nell’area centrale del comparto), edifici con classi energetiche uguali o superiori alla classe A4 per un minore impatto ambientale delle emissioni e minori costi di gestione.

Il sindaco, dopo aver sottolineato di aver chiesto le modifiche al progetto “per migliorare l’inserimento delle nuove opere nel contesto del quartiere e per aumentare la qualità urbana”, tenendo conto delle osservazioni dei cittadini durante il precedente percorso, ha ricordato che il metodo di governo era e rimane “un metodo di ascolto e apertura: verso chi manifesta pacificamente il proprio dissenso la nostra porta è sempre aperta”.

Rivolgendosi ai cittadini che hanno depositato 700 firme e che “chiedono non di cancellare tutto ma di migliorare ancora il progetto, rispondiamo: ci stiamo lavorando – ha affermato Muzzarelli – e valuteremo quanto è possibile recepire delle loro osservazioni”. Mentre al comitato “MObasta cemento” il sindaco, pur riconoscendo la legittimità di chiedere di azzerare tutto, ha rivolto l’invito a considerare anche altre “legittime istanze”: la domanda di alloggi in classe A e di alloggi a prezzo calmierato (la metà di quelli alle Morane sarà a prezzo più basso del 30 per cento rispetto al mercato libero), i diritti acquisiti dalle imprese e i costi che comunque la collettività dovrebbe sopportare nel caso di cancellazione del piano. “Non si tratta di un fulmine a ciel sereno – ha aggiunto – siamo disponibili a confronti di merito ma alla fine dobbiamo fare sintesi e prenderci la responsabilità di governare la città”.

Il sindaco ha poi aggiunto: “Respingiamo le motivazioni elitarie ed egoiste che abbiamo sentito nella prima assemblea. A Modena l’idea che non voglio i poveri vicino a casa mia non deve passare. Non appartiene alla storia e agli ideali di questa città”.

Muzzarelli ha quindi precisato che non si sta smentendo il programma elettorale: “Avevamo scritto che il perimetro urbanizzabile della città era quello del Prg e che da lì in poi avremmo adottato il saldo zero. Ridurre il consumo di suolo vergine per noi resta un obiettivo centrale e ci stiamo lavorando, con realismo e buon senso. E soprattutto con la consueta concretezza, come dimostra la proposta di tagliare il 58 per cento del programma previsto in quell’area passando da 1311 a 550 alloggi. Se chi proclama il saldo zero vuole arrivare al traguardo con realismo e responsabilità noi ci siamo. Se si preparano solo le campagne elettorali a colpi di facili slogan non ci interessa. Stiamo parlando di poco più dell’uno per mille della superficie territoriale di Modena. Sostenere che stiamo alterando il clima del pianeta mi sembra perlomeno esagerato e di scarso buon senso”.

Il sindaco ha concluso guardando al futuro: “Penso a una città che inverte la china dell’invecchiamento della popolazione ed evita il rischio, concreto, attuale, della perdita di abitanti, che vorrebbe dire meno reddito e degrado su larga scala. Quindi una città che attrae nuovi residenti, studenti e lavoratori, prima di tutto italiani ed europei. Non penso che questo comporti altra espansione, oltre i limiti che ho già citato. Penso che dovremo trovare le soluzioni per forti processi di trasformazione e rigenerazione urbana e riqualificazione sismica ed energetica del patrimonio pubblico e privato. In attesa che dai Comuni governati dai Cinque Stelle o dal centrodestra arrivino, non dico miracoli, ma almeno buoni esempi, noi ci stiamo lavorando e gli investimenti pubblici – ha sottolineato Muzzarelli – vanno tutti in questa direzione, dalla periferia nord, al Sigonio, al Sant’Agostino-Estense, all’Amcm. E’ su questa linea che dovremo proseguire, a testa alta e con i piedi per terra”.