02/12/2016

EMERGENZA URGENZA, “IL VOLONTARIATO È FONDAMENTALE”

L’assessora Urbelli ha risposto all’interrogazione di Tommaso Fasano (Pd) sulla nuova organizzazione della centrale operativa 118. “L’assistenza non è cambiata”

“L’Azienda Usl di Modena ha in atto un confronto permanente con la Centrale Operativa 118 Emilia Est sui principali aspetti operativi e procedurali. Secondo l’Azienda sanitaria le differenze con il precedente modello organizzativo, per quanto diverso, non conducono a risultati significativamente diversi sul piano assistenziale”.

Lo ha detto l’assessora al Welfare e sanità Giuliana Urbelli rispondendo nel Consiglio di giovedì 1 dicembre all’interrogazione di Tommaso Fasano del Pd che, “considerati i problemi messi in evidenza dal sindacato Fp/Cgil”, ha chiesto se tali problemi “rappresentino un rischio per la sicurezza degli operatori sanitari e per la sicurezza dei cittadini del Comune di Modena”. Il consigliere ha interrogato la Giunta anche per sapere “se e quali azioni l’Amministrazione comunale intenda mettere in atto, in concertazione con i sindacati e l’Azienda Usl, per monitorare e migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini modenesi” e “se ritenga strategica la presenza di enti di volontariato nel campo dell’emergenza-urgenza e del trasporto sanitario”.

L’assessora Urbelli ha precisato che “in questi mesi si sono svolti diversi incontri sollecitati da enti locali anche attraverso la conferenza sociosanitaria per perplessità sulla gestione del 118 dopo l’unificazione delle centrali di Modena e Ferrara con Bologna. Le diverse procedure sui territori sono state uniformate al modello più professionale di Bologna, mentre il modello modenese è molto informato sui volontari che rappresentano più del 70 per cento degli operatori”. A proposito del rapporto con le associazioni di volontariato, “il cui apporto – ha ribadito Urbelli – è fondamentale che può dare risposte articolate a esigenze peculiari dei territori”. Rimane comunque la necessità di risolvere alcuni problemi operativi e con questo obiettivo l’Ausl ha coinvolto le associazioni nelle azioni di miglioramento che riguardano principalmente le modalità di attivazione dei mezzi reperibili e la partecipazione ad alcuni tavoli organizzativi e ha intenzione di sostenerne la presenza come partner qualificato e fondamentale nella gestione dell’emergenza-urgenza.

Per quanto riguarda le singole questioni, “il processo di integrazione ha permesso una distribuzione sul territorio delle risorse infermieristiche prima impiegate nella Centrale di Modena, favorendo la professionalizzazione delle attività territoriali, e la costituzione di equipaggi ‘misti’ con il volontariato e ha richiesto il potenziamento e la standardizzazione dei dispositivi e delle modalità di comunicazione, oltre che alla realizzazione di stradari più aggiornati che, unitamente alle capacità di geo-referentazione in tempo reale dei mezzi di soccorso, permettono una gestione in tempo reale e meno discrezionale delle ambulanze”.

In merito alle dotazioni strumentali, nella fattispecie i cardiomonitor/defibrillatori, l’Ausl ha istruito una gara triennale per l’acquisizione di 29 nuovi apparecchi e relativa tecnologia di trasmissione, di cui i primi dieci saranno disponibili nel 2017, per allineare il 118 modenese con i più avanzati standard operativi. Inoltre, l’Azienda sanitaria ha istituito una gara già in corso per l’acquisizione di dieci nuovi mezzi, di cui tre relativi al 2016 e la piena copertura di mezzi accreditati sarà raggiunta con le acquisizioni programmate. I mezzi non più accreditabili, sono, perfettamente marcianti e non presentano né rischi per gli operatori né per i trasportati.

Una particolare criticità è rappresentata dalla sede di sosta di Sassuolo, presso il distaccamento dei Vigili del fuoco, per la quale l’Azienda sta concordando con il Comune di Sassuolo, proprietario della struttura, le modalità per una ristrutturazione.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Simona Arletti (Pd) ha sottolineato che “il coinvolgimento del volontariato fa di Modena un’esperienza unica a livello regionale. E i volontari chiedono di essere protagonisti del sistema e non solo un mezzo per realizzare un servizio in un’ottica non condivisa”. Marco Bortolotti (M5s) ha evidenziato che ci sono state segnalazioni di malfunzionamenti del servizio, chiedendo “che tipo di evoluzione ci sarà a Modena per gli operatori professionalizzati” e di valutare attentamente “che a bordo della ambulanze ci sia personale qualificato e in grado di intervenire adeguatamente”.

Nella replica il consigliere Fasano ha commentato che la risposta “dà una prospettiva per la risoluzione delle criticità evidenziate. È importante anche che l’Ausl sottolinei che le associazioni di volontariato sono considerate un partner stabile quando si decidono le politiche e si organizza il meccanismo emergenza urgenza”.

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