04/05/2016

DEHORS, IL REGOLAMENTO HA L’OK DELLA SOPRINTENDENZA

Paolozzi Strozzi firma con il sindaco Muzzarelli la proposta di testo che sarà all’esame del Consiglio. Più semplici anche le autorizzazioni per piccoli eventi

C’è anche l’approvazione della Soprintendenza Belle arti e paesaggio alla proposta di regolamento del Comune di Modena per i dehors che verrà esaminata dal Consiglio comunale la prossima settimana. La soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi, infatti, oggi, mercoledì 4 maggio, in Municipio con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ha sottoscritto il documento di condivisione del testo richiamando le finalità di tutela del regolamento, il primo che affronta la materia in modo organico, e sottolineando che tra gli obiettivi ci sono “il minore impatto sui luoghi, la salvaguardia del decoro urbano, il rispetto degli elementi formali e funzionali dell’ambiente circostante, nonché il rispetto della libertà di iniziativa economica”.

Con la Soprintendenza è stato definito anche un protocollo d’intesa per la semplificazione delle procedure di rilascio di autorizzazioni per piccoli eventi e iniziative di breve durata, anche commerciali, in aree di interesse storico e artistico che richiedono strutture di modeste dimensioni e non infisse al suolo (come tavoli, banchetti e gazebo) che dovranno essere di materiali e tipologie consone all’ambiente.

Il regolamento sui dehors prende in esame le situazioni con strutture esterne per la somministrazione di alimenti e bevande in due periodi dell’anno (da marzo al 15 novembre e dal 15 novembre a febbraio), con arredi e attrezzature “improntati a criteri di leggerezza e minor impatto possibile dal punto di vista architettonico”, e introduce la possibilità di utilizzare il suolo pubblico per il consumo sul posto (dal 15 aprile al 15 ottobre, tra le 10.30 e le 22) da parte degli esercizi di vicinato, delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti alimentari, delle attività di panificazione e produzione di prodotti da forno. Non più solo, quindi, botteghe storiche e gelaterie tradizionali.

Il regolamento individua le aree interessate, con una particolare attenzione per quelle del centro storico, e uno specifico Abaco indica anche il tipo di arredi e strutture utilizzabili: dalle pedane modulari alle coperture, dal tipo di sedie ai tavolini, fino a indicare i modelli di tende e ombrelloni, così come i colori di riferimento.

Particolare attenzione è rivolta alla sicurezza delle strutture e all’inserimento nel contesto urbano garantendo la mobilità per i pedoni e il rispetto delle norme sulla barriere architettoniche, oltre a consentire il transito dei mezzi di soccorso.

La questione della rimozione degli arredi in orario di chiusura, che aveva portato l’assessore alle Attività economiche Tommaso Rotella ad annunciare una modifica alla prima bozza di regolamento, è stata risolta prevedendo che, quando è possibile, vengano “ritirati e posti in spazi e locali nella disponibilità dell’esercizio”, mentre gli ombrelloni, se non vengono rimossi, devono essere chiusi. Se invece non è possibile rimuovere gli arredi, la loro conservazione deve garantire “condizioni di decoro e rispetto dei luoghi di valenza storico-artistica”, non dovranno “interferire con le strutture murarie e architettoniche degli edifici” e dovranno essere individuate le modalità di “minore impatto possibile sui luoghi” inserendole nel progetto allegato alla richiesta ed evidenziando “i sistemi di chiusura e sicurezza, che dovranno essere leggeri”.

I tempi per ottenere le autorizzazioni sono fissati dal regolamento in 60 giorni dalla presentazione della domanda allo Sportello unico delle attività produttive (30 in caso di semplice rinnovo) e il procedimento può essere interrotto una sola volta per chiedere l’integrazione dei documenti necessari, tutti indicati nel testo.

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