16/03/2017

AMIANTO IN EDIFICI COMUNALI, A MODENA NON CI SONO CRITICITÀ

L’assessore all’Ambiente Guerzoni ha risposto in Consiglio a un’interrogazione del M5s. Chiarimento sugli immobili pubblici a seguito della lista diffusa nei giorni scorsi

“Per quanto riguarda la presenza di materiali contenenti amianto in edifici pubblici, a oggi la situazione del Comune di Modena non presenta criticità o emergenze anche se, naturalmente, occorre proseguire con i controlli e i rilevamenti di situazioni potenzialmente problematiche che i tecnici dei settori Ambiente e Lavori pubblici effettuano con costanza. Dove necessario, l’Amministrazione ha comunque impostato interventi di bonifica, alcuni dei quali di prossima esecuzione”.

Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni rispondendo oggi, giovedì 16 marzo in Consiglio comunale, all’interrogazione presentata per il Movimento 5 stelle da Marco Rabboni. Il consigliere, rilevando che dalla mappatura eseguita dalla Regione nel 2016 risulta che “nel Comune di Modena vi siano ancora più di una decina di edifici pubblici o privati aperti al pubblico con presenza di materiali contenenti amianto”, ha chiesto se l’Amministrazione intende partecipare al bando indetto dal ministero dell’Ambiente, in scadenza il 30 marzo, per finanziare la progettazione, preliminare e definitiva, di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto. Nell’interrogazione si chiede inoltre se l’Amministrazione ha sollecitato l’Azienda Usl a presentare un piano di bonifica dall’amianto nelle strutture di propria competenza.

Nella sua risposta l’assessore Guerzoni ha sottolineato che gli uffici sono sempre informati sulle opportunità relative a interventi di qualificazione ambientale, soprattutto relative a contributi, che maturano sia a livello nazionale che regionale. “Gli uffici stanno quindi valutando il bando proposto dal ministero dell’Ambiente che però, da una prima analisi, risulta di scarso interesse per il Comune vista la consolidata capacità interna a procedere rapidamente e autonomamente alla progettazione di interventi specifici, fino al livello esecutivo che invece, incomprensibilmente, non è finanziato dal bando. Come Comune di Modena – ha aggiunto Guerzoni – avremmo bisogno di bandi che finanzino interventi per risolvere problemi rispetto alle attività esecutive e non i progetti preliminari, e, per questo, pongo molte speranze sulle ultime dichiarazioni di Regione e Ministero per la seconda parte del 2017”.

Rispetto a un articolo uscito sulla stampa locale domenica 5 marzo, che riportava anche una lista di immobili che registrano la presenza di materiali contenenti amianto, “presumibilmente stralciata dal registro regionale”, l’assessore ha specificato che “gli immobili sono tutti noti all’Amministrazione anche se solo una parte sono di proprietà e quindi di competenza”. Questi ultimi, tra quelli citati, sono: il circolo Sirenella, per il quale l’intervento di bonifica è compreso in uno studio di fattibilità per la riqualificazione del comparto compreso tra via Montegrappa e via Divisione Acqui, presentato per avere finanziamenti e sul quale si aspettano notizie per l’inizio dell’estate; le scuderie dell’Ippodromo, per le quali ci sono già i progetti ma è in corso una valutazione per decidere se la competenza dell’intervento è del Comune o degli assegnatari; la scuola materna Simonazzi dove però non risulta presenza di amianto; l’edificio del Sigonio, oggetto di ristrutturazione durante la quale saranno smaltiti i materiali presenti; l’ex ospedale Estense, anche in questo caso oggetto di ristrutturazione. Gli altri edifici citati nella lista hanno proprietà diverse: il Policlinico e il Poliambulatorio di via del Pozzo  appartengono all’Ausl, “con la quale l’Amministrazione opera in continuo e strettissimo contatto”; il Campus di via Campi è competenza dell’Università, come la facoltà di Economia dove la stessa Università ha attestato l’assenza di amianto; il cinema teatro del Dopo lavoro ferroviario appartiene alle Ferrovie dello Stato; La proprietà della signora Sandra Laghi è, appunto, di proprietà privata e il proprietario ha già provveduto alla rimozione.

Nella replica il consigliere Rabboni ha ribadito che “l’interrogazione era l’occasione per fare il punto della situazione su quanto si sta facendo per la bonifica degli edifici e per far sì che non si abbassi la guardia sul tema dell’amianto”. Il consigliere si è poi augurato che si possano trovare i finanziamenti per gli interventi citati nella risposta e che questi si possano realizzare.

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