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11/01/2018

CHIOSCHI/2 – IL DIBATTITO SULLE STRUTTURE AL PARCO RIMEMBRANZE

Trasformata in interpellanza l’interrogazione del consigliere Morandi (FI)

Sul tema dei chioschi del parco delle Rimembranze, oggetto di una interrogazione di Adolfo Morandi (FI) trasformata in interpellanza, nella seduta del Consiglio di giovedì 11 gennaio, sono intervenuti anche i consiglieri Marco Rabboni e Marco Bortolotti del M5s.

Rabboni ha chiesto se le attuali strutture in cemento rimangono e ha evidenziato l’importanza “di trovare una soluzione condivisa con tutte le parti, anche quelle che stanno ricorrendo in appello, per evitare di dover fare un nuovo dietrofront nel caso che l’appello vada in direzione opposta. Auspichiamo che la soluzione che si sta provando ad adottare risolva davvero la questione chioschi”. Bortolotti ha evidenziato “l’importanza del coinvolgimento della Sovrintendenza. I vecchi progetti che parlavano di installazioni pesanti e impattanti per la zona dei chioschi erano diventati uno dei punti fondamentali di interlocuzione. Spero che i rapporti con il dottor Malnati, che penso abbia ben chiara la situazione chioschi come altre a Modena che non sono state curate nel modo giusto: ad esempio Novi park e Sant'Agostino, siano precisi”.

Nella replica, Adolfo Morandi ha evidenziato che “si è perso molto tempo e non mi sembra ci sia la possibilità di qui a breve di risolvere la situazione. Occorre più velocità e decisione nel portare avanti questa questione. Inoltre, sarei più cauto nell’escludere responsabilità del Comune nella vicenda: è stata l’Amministrazione a portare avanti questo percorso con strutture ben definite cui tutti si dovevano uniformare; bisognerebbe ogni tanto ammettere di avere responsabilità”. Il consigliere ha infine sottolineato che “servirebbe avere il quadro completo anche per le altre strutture che dovrebbero poter aprire entro questa estate”.

Chiudendo il dibattito, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha ricordato che “non mancava il parere della Soprintendenza ai precedenti progetti” e che “chi li ha impugnati non condivideva tale parere. Quella del Tribunale, però – ha proseguito – è una sentenza di assoluzione e ritenere l’Amministrazione ancora responsabile è una non verità”. Vandelli ha inoltre ricordato che “la Soprintendenza non ha applicato revoche delle autorizzazioni ai progetti previsti e la demolizione dopo una sentenza di assoluzione sarebbe vessatoria nei confronti di chi è stato fermo per tre anni. Proveremo a chiudere la situazione dopo tanti passaggi di approfondimento, anche con la Soprintendenza – ha concluso Vandelli – in modo che la città di Modena chiuda definitivamente il capitolo chioschi”.

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