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12/01/2018

REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Gli interventi dei consiglieri focalizzati sui fuochi d’artificio, sull’aumento dei controlli e sui nuovi obblighi per i proprietari di immobili dismessi

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia urbana, Rpu, che è stato modificato e integrato per rispondere alle novità legislative e ai cambiamenti del contesto sociale e culturale. Nel testo, nuove norme sull’utilizzo di fuochi d’artificio e contenitori in vetro, sui disturbi provocati dai clienti degli esercizi commerciali, sulle luminarie, sulla pratica della pesca dilettantistica nei laghetti dei parchi e sugli obblighi per i proprietari di immobili dismessi per impedire fenomeni di occupazione abusiva. Ma tra le novità introdotte c’è anche un articolo dedicato a droni e aeromodelli e un riferimento all’uso dell’overboard nei parchi.

La proposta di revisione è stata illustrata dall’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi. Hanno votato a favore Pd, Art.Uno-Mdp-Per me Modena, M5s e CambiaModena. Astenuti Fi, Idea-PeL ed Energie per l’Italia.

Nella stessa seduta, l’Assemblea ha approvato anche un ordine del giorno, presentato da Elisabetta Scardozzi per il M5s, che invita l’Amministrazione a valutare la fattibilità di estendere il divieto di far esplodere petardi e articoli pirotecnici, previsto dall’articolo 10 del Regolamento, a tutto il centro abitato della città; di potenziare i controlli; di sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze negative dell’esplosione di botti e fuochi d’artificio su persone e animali e di effettuare a questo scopo una campagna informativa nelle scuole (voto a favore di M5s, Pd, Art.Uno-Mdp-Per me Modena, contrari Fi e Idea-PeL, astenuti Energie per l’Italia e Carmelo De Lillo del Pd).

Nel presentare l’ordine del giorno, la consigliera Scardozzi ha sottolineato che l’obiettivo è “tutelare il benessere di persone e animali. Per questo – ha spiegato – ribadiamo la richiesta, già espressa in altre occasioni, di verificare la possibilità di estendere a tutto il centro abitato il divieto di utilizzare fuochi e articoli pirotecnici”.  

Intervenendo nel dibattito, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha ricordato che il tema non è di esclusiva competenza del Comune: anche l’estensione del divieto, di cui valuteremo la possibilità, deve stare nella cornice delle leggi nazionali e verificato con la Prefettura, come è stato fatto anche per l’intero regolamento”. D’accordo “con i contenuti e la forma dell’ordine del giorno”, Antonio Carpentieri (Pd) ha però affermato la necessità di valutare “se l’estensione è possibile da un punto di vista giuridico perché è complicato vietare sempre e dappertutto un comportamento legale e ammesso”. Commentando il Regolamento nel suo complesso, Grazia Baracchi ha messo in evidenza che le modifiche “sono state frutto di un percorso condiviso con tutto il Consiglio in tempi che ci hanno permesso di fare i giusti approfondimenti tanto che le nostre indicazioni sono state pienamente recepite”. La consigliera ha poi sottolineato che “per raggiungere gli obiettivi di tutela della qualità della vita e dell’ambiente bisogna lavorare non solo sui divieti ma sulla prevenzione e quindi sull’educazione al senso civico”.

Adolfo Morandi (FI), dopo aver dichiarato di condividere “molta parte del Regolamento”, si è detto invece contrario all’ordine del giorno: “Se è comprensibile vietare i giochi pirotecnici in centro storico – ha detto – non capisco perché nel resto della città non possiamo lasciare la possibilità di festeggiare con i botti a chi ha voglia di farlo”.

Per Luca Fantoni (M5s)il Regolamento “è un passo in avanti ma è comunque solo un inizio, i contenuti infatti dovranno essere in continua evoluzione e modificabili sulla base di quanto accadrà in futuro”. Apprezzando i nuovi adempimenti a carico di proprietari, locatari e concessionari di immobili e aree urbane edificabili per prevenire fenomeni di degrado urbano e occupazione abusiva, il consigliere ha affermato che “queste norme sono utili se applicate nei confronti di tutti, anche di altri enti pubblici proprietari di edifici, e verificheremo che i controlli siano fatti”, osservando infine che sulla vendita degli alcolici “avremmo voluto norme più rigide”.

Anche per Giuseppe Pellacani (Energie per l’Italia) il Regolamento avrebbe “potuto essere migliorato sul tema del divieto notturno di vendita degli alcolici: poiché non è chiaramente possibile controllare tutto il territorio a tutte le ore, si sarebbe potuta adottare la misura preventiva di non consentire la conservazione al fresco degli alcolici a chi non ha la licenza di somministrazione. Questo di per sé potrebbe disincentivare l’acquisto e controllare se un esercente ha il frigo anche senza permesso è più semplice che coglierlo sul fatto mentre vende una bottiglia quando non può”.

Per Art.Uno-Mdp-Per me Modena, Marco Malferrari si è soffermato in particolare sull’aspetto della sicurezza urbana mettendo in evidenza che le nuove norme “puntano a responsabilizzare i proprietari. In una società – ha aggiunto – in cui abbiamo scelto di andare verso una privatizzazione sempre maggiore dobbiamo cercare di fare in modo che gli interessi privati si contemperino tra loro e che ci sia una responsabilità maggiore dei privati per garantire la coesione sociale”.

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