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16/07/2009

SAN BIAGIO, DOPO I RESTAURI LA CHIESA RIAPRE AL CULTO

Modena, conclusi i lunghi lavori di consolidamento della struttura ed il recupero delle opere in essa conservate lesionate dal tempo e dai terremoti

La chiesa di San Biagio nel Carmine, oltre all’ordinaria manutenzione che già alla fine degli anni 80 ha visto investimenti di 50 milioni, è stata oggetto di una serie di interventi significativi che hanno preso il via il 29 marzo del 1990, grazie ad un’ordinanza del Ministero della Protezione Civile. Con i fondi per il terremoto, quasi 200 milioni (circa 103 mila euro) fu attivato l’iter per il recupero degli affreschi di Mattia Preti (1613/1699) detto il Calabrese. Le opere si trovano sul catino absidale e sulla cupola, la zona maggiormente colpita dall’evento sismico. Ovviamente, non si poteva dar corso ad recupero pittorico su strutture lesionate e con evidenti segni d’infiltrazioni di acqua piovana.
Per cui, al fine di completare tutto il recupero, col concorso di vari enti, tra cui l’Amministrazione comunale con 150 milioni (77 mila euro), l’Istituto per i beni artistici e culturali della regione Emilia Romagna, ed in parte con l’ausilio di sponsors, come il Civ Civ di Modena, la C.d.C. di Modena e la Banca Popolare di Verona-Banco S. Geminiano e S. Prospero, si è garantita sulla cupola e sul catino absidale, la revisione totale del manto impermeabilizzante assieme alla revisione dei grossi serramenti presenti sul tamburo della cupola stessa.
Contemporaneamente il Comune, ha provveduto alla predisposizione di tutti gli accorgimenti tecnici per monitorare le lesioni presenti sulla chiesa, solo in parte attribuibili a quell’evento sismico o ai precedenti, ma pur sempre significative.
Contemporaneamente la Sovrintendenza ai beni Artistici e Architettonici di Bologna, con risorse proprie è intervenuta rifacendo l’intero manto di copertura della navata centrale della chiesa, con una spesa di quasi 300 milioni (155 mila euro). Quindi, finalmente è stato completato anche il recupero pittorico degli affreschi del Preti fino alla presentazione dell’opera finita nell’ aprile del 1998.
Nel frattempo, alle numerose fessure presenti ma stabili, tali da non pregiudicare l’agibilità dell’edificio, si aggiungeva il terremoto dell’autunno 1996, con lo sciame sismico successivo.
Solo allora iniziavano i problemi inerenti l’agibilità parziale dell’edificio adibito a culto. Venivano così attivate le procedure di prima fase per interventi di urgenza, anticipate dall’Amministrazione comunale per 60 milioni (circa 31 mila euro).
La seconda fase, ha riguardato la progettazione di complicati interventi mirati, oltre che al ripristino delle varie lesioni manifestatesi, al miglioramento sismico dell’intero edificio.
A fronte di un finanziamento regionale di 295 mila euro, il Comune ha dedicato ben 634 mila euro, di risorse proprie per il completamento delle opere.
Sono così iniziate sofisticate opere di consolidamento che, ovviamente, hanno costretto alla chiusura totale dell’edificio, per cui le attività di culto furono trasferite nella vicina chiesa di San Vincenzo.
Le opere sono state ultimate nella primavera del 2006. Grazie al risparmio su alcune lavorazioni e ad una variante, che non ha comportato aumento di spesa, è stato possibile anche il restauro della facciata sulla piazzetta del Carmine.
Nel 2007 grazie ai suggerimenti del parroco Monsignor Gherardi, è stato scoperto un affresco trecentesco, ancora in fase di attribuzione, su un paramento murario del primo impianto. L’Amministrazione si è attivata immediatamente attraverso il conservatore del Museo Civico d’arte in collaborazione con il Settore Lavori pubblici per le fasi di fissaggio e di conservazione, per poi, individuato uno sponsor finanziatore, procedere al restauro, anche questo già concluso.
Sempre nell’ottica dell’assoluta conservazione dei beni artistici presenti nell’edificio, ed al contempo per un corretto contenimento dei consumi energetici, nel 2008 è stata sottoscritta una convenzione tra Amministrazione comunale e la Parrocchia.
Convenzione attraverso la quale, col contributo del Comune per 200 mila euro, a fronte dell’intervento diretto della parrocchia stessa con la partecipazione di enti e benefattori privati per quasi 300 mila, si è realizzato l’impianto di riscaldamento a pavimento con tutte le opere pertinenti, dalla rimozione e successiva ricollocazione delle pavimentazioni in marmo, alla bonifica del sottosuolo.
Sempre nel 2008, l’impegno di spesa di 300 mila euro, a totale carico del Comune, dedicato al difficile recupero delle cromie originarie interne della chiesa.
I paramenti interni, infatti, sovraccaricati da successive ed improprie mani di colori, avevano di fatto oscurato la lettura dei pregevoli rilievi plastici, degli stucchi e dei fregi. Ora è in fase di appalto il finanziamento dell’Amministrazione comunale per 300 mila euro, interamente dedicati ad interventi urgenti di consolidamento del pregevole chiostro, mentre a seguire nel piano degli investimenti compare ancora San Biagio per quanto attiene il campanile, ed è per questo che il cantiere continua ancora.

 

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