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05/03/2013

LA GIUNTA AL COMPLETO CONDIVIDE IL DOCUMENTO DEL PSC

Le linee di indirizzo in Consiglio lunedì 11 marzo. Pighi: “Integrazioni al testo frutto del percorso di consultazione”. Giacobazzi: “L’incremento di edificabilità è zero”

La giunta del Comune di Modena, al suo completo, ha condiviso il documento di indirizzi del Piano strutturale comunale (Psc) che sarà proposto lunedì 11 marzo al Consiglio comunale per l’approvazione. In vista della commissione consiliare in programma per oggi, martedì 5 marzo, la giunta ha giudicato positivamente le integrazioni al documento proposte dall’assessore alla Pianificazione territoriale Gabriele Giacobazzi sulla base delle indicazioni e delle sollecitazioni emerse dal percorso di consultazione avviato in ottobre.

“Il documento di indirizzi nella sua versione finale – commenta il sindaco Giorgio Pighi – rappresenta quindi anche il frutto di decine di incontri e approfondimenti. Una volta approvato dal Consiglio, inoltre, sarà possibile dare vita a un vero e proprio percorso partecipativo per arrivare alla definizione del Documento preliminare del Psc. Nel frattempo, prima della seduta di lunedì del Consiglio comunale, che potrà approvare emendamenti o ordini del giorno di accompagnamento, abbiamo previsto una riunione di tutte le forze di maggioranza, con anche i rappresentanti dei gruppi consiliari di Pd e Sel, per raggiungere la più ampia condivisione possibile su di un documento – afferma Pighi – che offre una visione della città del futuro come luogo di qualità, una città meno costosa, anche in termini ambientali, più efficiente, più bella e più attraente. E dove l’edilizia rappresenta lo strumento per rispondere ai fabbisogni della città e non il motore dello sviluppo”.

In particolare, il documento è stato suddiviso in un testo che contiene le linee d’indirizzo vere e proprie e un allegato che propone, con valore esemplificativo, specifici obiettivi e una serie di azioni. E’ in questa parte che trovano posto le indicazioni numeriche sugli alloggi ipotizzabili per i prossimi dieci anni, non più indicati con una cifra precisa ma spiegando che rimarranno “al di sotto del valore medio realizzato nell’ultimo decennio”, che è stato di 750 abitazioni all’anno.

“In questo modo – spiega Giacobazzi – viene accentuato l’obiettivo, già contenuto nel documento originario, di avere zero incremento di edificabilità rispetto alle attuali previsioni e di avere zero consumo di territorio agricolo, salvo esigenze di interventi pubblici”.

Rimane confermato che il potenziale edificatorio comprende quello delle aree F per le quali si procederà “con una riduzione del numero di alloggi, una gradualità attuativa per evitare un eccesso di cantieri e, soprattutto, privilegiando – aggiunge Giacobazzi – gli interventi pubblici che possono garantire le opportunità concrete di edilizia sociale”.

Proprio all’housing sociale è dedicata una delle integrazioni del documento per sottolineare l’importanza di rispondere al bisogno abitativo sia raddoppiando la quota del 20 per cento di edilizia sociale posta come obiettivo dalla legge regionale sia dando operatività al Piano abitativo sociale, recentemente adottato dal Consiglio comunale, creando le condizioni per l’accesso al sistema integrato dei fondi del Piano casa e “per realizzare un’offerta significativa di affitto sociale”.

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