06/02/2015

IL MODENESE CHE SALVÒ 2.500 EBREI, INCONTRO SU ANGELO DONATI

Sabato 7 febbraio alle 18.30 alla Residenza San Filippo Neri di via S. Orsola 52, la storica Patrizia Di Luca dialoga con Claudio Silingardi, direttore dell'Istituto storico di Modena

Ancora poco conosciuta in Italia, la figura di Angelo Donati è conservata nella memoria di tantissimi ebrei e i suoi meriti ne hanno fatto una figura quasi leggendaria, di cui si parla anche nel romanzo “Stella errante” del Premio Nobel per la letteratura Jean-Marie Le Clézio. Diplomatico in Francia per l’Italia e la Repubblica di San Marino, Donati riuscì a far allontanare da Nizza più di 2.500 ebrei che furono trasferiti, evitando le zone occupate dai tedeschi, nella “residence force” di St. Martin Vèsubie o in Savoia.

A questo illustre ebreo di origine modenese è dedicata, sabato 7 febbraio alle 18.30, l’ultima delle iniziative cittadine del Giorno della memoria. Nella “Sala dei distributori” della Residenza San Filippo Neri, in via Sant'Orsola 52, la storica Patrizia Di Luca, responsabile del Centro di ricerca sull’emigrazione di San Marino, discuterà con Claudio Silingardi, direttore dell'Istituto storico di Modena, su “Angelo Donati, cittadino italiano di religione ebraica. Da Modena all'Europa”.

Nelle sale attigue rimane allestita fino a domenica 8 febbraio la mostra “Immagini dal silenzio. La prima mostra nazionale dei lager nazisti attraverso l’Italia 1955-1960”, con ingresso gratuito sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. L'incontro e la mostra sono organizzati da Comune di Modena, Istituto storico di Modena, Fondazione Fossoli , Anpi provinciale.

Angelo Donati nasce a Modena il 3 febbraio 1885 da una famiglia ebrea da tempo integrata nel contesto sociale ed economico della città. Modenese da generazioni, trascorre parte della sua vita a Parigi, dove era giunto durante la Prima Guerra Mondiale come Ufficiale di Collegamento tra l’esercito italiano e quello francese. Impegnato in attività finanziarie e imprenditoriali, a partire dagli Anni Venti ricopre in Francia importanti ruoli diplomatici e consolari per l’Italia e la Repubblica di San Marino, e dal 1933 inizia la sua attività di aiuto in favore degli ebrei nella Germania nazista. Nel 1940 si trasferisce a Nizza e diventa il principale punto di riferimento per il salvataggio di migliaia di perseguitati ebrei. Insignito della onorificenza di Grand’Ufficiale della Corona d’Italia e di quella sanmarinese di Commendatore dell’Ordine di Sant’Agata, nominato dal Governo francese Commendatore della Legion d’Onore, nel 2004 riceve dal Presidente della Repubblica italiana “in memoria” (Angelo Donati muore nel 1960) la Medaglia d’oro al Merito civile per le coraggiose e generose azioni compiute per salvare numerosissimi ebrei durante la Shoah: “Durante il secondo conflitto mondiale, nella zona della Francia, occupata dalle truppe italiane, Angelo Donati, con indomito coraggio, ottenne di salvare, con la collaborazione delle autorità civili e militari italiane, migliaia di ebrei di diverse nazionalità, proteggendo per lunghi mesi le loro vite minacciate dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Con generosità d’animo e appassionato impegno diede viva e coerente testimonianza dei valori di libertà e giustizia. Nobile e fulgido esempio di elette virtù civiche.”

Evocativo è il ritratto di Donati tratteggiato dallo scrittore Jean-Marie Le Clézio in “Stella errante” (Il Saggiatore, 2008): “Adesso Esther aveva documenti falsi. Un pomeriggio alcuni uomini erano venuti insieme a Mario nella loro cucina e avevano messo sul tavolo le carte d’identità per tutti, per Esther, per suo padre e sua madre. […] Quando gli uomini parlavano con suo padre, c’era sempre un nome che tornava, un nome che non poteva dimenticare perché aveva un bel suono, come il nome di un eroe dei libri di storia di suo padre: Angelo Donati. Angelo Donati aveva detto questo, Angelo Donati aveva fatto quello, e tutti approvavano. Angelo Donati aveva preparato a Livorno una grande imbarcazione a vela e a motore che avrebbe portato in salvo tutti quelli che stavano fuggendo. La nave avrebbe attraversato il mare portando gli ebrei a Gerusalemme, lontano dai tedeschi. Esther si assopiva e sognava la nave di Angelo Donati”.

Patrizia Di Luca è direttore del Centro di ricerca sull’emigrazione - Museo dell’Emigrante, Dipartimento di Storia, Cultura e Storia sammarinese, Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Si occupa del rapporto tra storia e memoria e di educazione alla cittadinanza. Ha pubblicato ricerche inerenti l’emigrazione, la Resistenza, i Giusti tra le Nazioni e la protezione offerta dalla Repubblica di San Marino a cittadini di religione ebraica durante le persecuzioni nazi-fasciste.

Per informazioni: Istituto storico di Modena, via Ciro Menotti, 137 Modena; tel. 059 219442 – 059 242377 - 349 8242014 (www.istitutostorico.com).

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