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Un’ambientazione fantastica per un percorso di educazione ambientale
L’esperienza delle scuole elementari di Lama
Mocogno
Modena - 1996
di Claudio Forghieri
"Prua verso il mare! Al diavolo il tesoro" esclama il conte Trelawney da Bristol. "E' l'incanto del mare che mi ha dato alla testa!" Cosi’ scrive Stevenson ne "L'isola del Tesoro", interpretando magnificamente lo spirito con cui i ragazzi si avvicinano all'avventura. Non importa tanto la psicologia, quanto la possibilita’ di poter decollare con le ali della fantasia verso orizzonti sconosciuti, il mare per l'appunto, o pianeti lontani, o un bosco incantato ... Quello che non e’ logico per l'adulto e’ logico per il ragazzo, che riesce ad immedesimarsi totalmente in situazioni assolutamente irreali, traendone preziose esperienze.
Proporre un percorso di educazione ambientale fondato su un'ambientazione fantastica significa mettere a frutto questa straordinaria potenzialita’ per sviluppare un consapevole programma educativo e di apprendimento. Per ambientazione fantastica intendiamo una struttura narrativa in grado di auto-motivare e di proporre trasversalmente i contenuti tecnico-scientifici desiderati. Questo "sfondo integratore" e’ una sorta di canevaccio nuovo, intrigante, uno scenario di opportunita’ e convenzioni - le regole - entro le quali i ragazzi si possono muovere liberamente. Ma e’ anche un un contesto di apprendimento dove si evolvono insieme le diverse identita’ del gruppo; dove vengono attribuiti significati ogni volta originali che fanno si’ che la storia si generi mentre viene vissuta, andando a formare quella che Andrea Canevaro definisce "struttura connettiva narrativa nella quale possa essere padroneggiato l'imprevisto." [sullo sfondo integratore: Canevaro, Lippi, Zanelli "Una scuola uno sfondo"Nicola Milano Esperienze, Bologna, 1988]
Calare il gruppo classe in un'ambientazione fantastica, quindi innaturale, mette in crisi piu’ o meno fortemente le modalita’ di anticipazione degli eventi normalmente praticate: per il ragazzo e’ piu’ difficile prevedere cosa accadra’ se... La collocazione di questo sfondo in un contesto ambientale d'azione altrettanto nuovo e sconosciuto - il bosco, il rifugio, il bivacco, una barca in mezzo al mare - moltiplica le potenzialita’ di apprendimento stimolando la produzione di nuove strategie per affrontare la realta’. Allo stesso tempo vengono offerte nuove risorse contenute nella stessa struttura narrativa dell'ambientazione: ruoli inaspettati da ricoprire, poteri, vincoli inusuali, metri diversi di valutazione. Percio’ e’ fondamentale impostare lo sfondo non tanto come mero supporto motivazionale, quanto come ipotesi aperta che si alimenta delle tracce lasciate dai singoli soggetti; uno spazio attrezzato dove deve poter emergere il ragazzo che autonomamente si organizza sfruttando personaggi, risorse, intuizioni, prove fisiche ed intellettuali, scoperte. Il ruolo degli adulti - insegnanti, guide ambientali, educatori - non e’ finalizzato ad indurre determinati comportamenti da parte dei ragazzi, specie con interventi diretti, ma si situa in un'area di back office dove si elaborano le necessarie mediazioni dello sfondo. Si svolge quindi una sorta di regia stuzzicante, in grado di fonire gli elementi determinanti affinche’ i ragazzi possano superare le situazioni problematiche in una chiave evolutiva.
L'esperienza di Lama Mocogno
Presso le scuole elementari di Lama Mocogno e’ stato realizzato un percorso di educazione ambientale composto da due incontri in classe, seguiti da un'escursione breve ed una di due giorni con pernottamento in rifugio, per concludere nuovamente con un ultimo incontro in classe. Proviamo ad entrare nel dettaglio delle varie fasi dell'esperienza.
La fase preparatoria del programma e’ di grande importanza; insieme alle insegnanti, vengono definiti gli elementi di apprendimento da introdurre nell'ambientazione, la tipologia della stessa, i dettagli logistici dell'esperienza. Occorre operare in perfetta sintonia fra le diverse professionalita’, rispettando gli specifici ambiti d'azione ma costituendo un'unico team. Solo cosi’, con un continuo confronto fra chi possiede la conoscenza diretta dei ragazzi e chi conduce in prima persona l'attivita’, e’ possibile assolvere al compito di regia stuzzicante precedentemente teorizzato. Una possibile base di partenza e’ la scheda per la definizione degli elementi da inserire nell'ambientazione. Insieme, guida e insegnanti, vengono individuate le diverse priorita’ partendo dalle specificita’ dei gruppi (nel caso di Lama si operava con percorsi distinti in III, IV e V). Definiti anche gli aspetti logistici, le possibilita’ di spostamento, i tempi, e’ possibile procedere con l'ideazione dell'ambientazione fantastica. Una perfetta conoscenza del territorio si rivela fondamentale per questo lavoro. Occorre inserire continui richiami ad una realta’ tangibile e ritrovabile per sostenere efficacemente gli elementi di fantasia presenti. Scegliendo, come nostra consuetudine, di operare con il supporto di testi scritti appositamente, abbiamo l'opportunita’ di fornire ai ragazzi tracce da seguire ben visibili, possiamo inserire sottolineature evidenti degli aspetti rilevanti del paesaggio e, non ultimo, possiamo liberare energie indispensabili al momento dell'esperienza sul campo. La trama dell'avventura e’ tracciata nei diari, nelle pergamene, nei ritrovamenti; l'interpretazione dei ragazzi, invece, e’ imprevedibile, e richiede continua osservazione, a volte necessita di essere alimentata, altre di essere ricondotta ad uno schema possibile. La stesura dell'ambientazione non e’ quindi un'esercitazione di fantasia, ne’ una guida al territorio, bensi’ una struttura narrativa attentamente studiata che propone anche, fra le righe, valori possibili (competizione, non violenza, cooperazione, accettazione delle diversita’, ecc.) e un rapporto piu’ o meno equilibrato con l'ambiente naturale.
ALCUNI ELEMENTI POSSIBILI PER UN'AMBIENTAZIONE FANTASTICA
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ORIENTARSI
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VIVERE E MODIFICARE
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OSSERVARE
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MUOVERSI
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DESCRIVERE L'AMBIENTE
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CONVIVERE
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Durante gli incontri con la classe si costruiscono le basi teoriche e relazionali indispensabili per un pieno coinvoilgimento dei ragazzi durante le esperienze in ambiente. La formula utilizzata a Lama ha consentito di presentare gli indispensabili elementi teorici seguendo schemi inusuali, modulando le richieste di attenzione con alternanze di giochi, esercizi di ricarica e prove di gruppo. In poco tempo la guida e’ stata accettata dalle classi, ed i livelli di attenzione, nonostante la complessita’ di alcuni temi, sono stati sempre buoni.
I saperi introdotti con le lezioni in classe non sono fini a se stessi, ma trovano immediata applicazione nelle uscite. Se l'ambientazione fantastica e’ ben costruita diviene automotivante, e c'e’ perfetta linearita’ tra nozioni ed applicazione pratica. Essa creera’ anticipazioni mirate in grado di far scorgere la necessita’ di conoscere. L'uscita in ambiente appaghera’ il sacrificio compiuto in classe: le poche nozioni apprese avranno un utilizzo immediato e preciso, verranno messe immediatamente in pratica e capitalizzate nel bagaglio esperienziale dei singoli.
L'ambientazione introduce anche un secondo elemento di grande potenzialita’: la prova. E' opportuno dosare accuratamente la tensione in queste fasi; si alternano momenti conviviali, attivita’ che richiedono attenzione del gruppo, atti che richiedono la prova dei singoli. In quest'ultimo caso un'ambientazione che motiva l'atto coraggioso, la difficolta’ del singolo, in un contesto piu’ complessivo di missione di gruppo, e’ sicuramente piu’ efficace e comporta minori rischi di fallimento. I diari dei ragazzi al termine dell'esperienza, di cui parleremo in seguito, non a caso riportano quasi sempre con fedelta’ questi momenti di eroismo collettivo.
Durante le uscite, paradossalmente, il compito e’ piu’ semplice. Lo sfondo creato dall'ambientazione permette che siano i ragazzi a dominare la scena. Gli adulti non debbono guidare, divenire protagonisti, ma osservare attentamente pronti ad immettere, se necessario, gli stimoli, le attenzioni, a modulare i ritmi della scoperta; e, ovviamente, a prevenire gli eventuali pericoli.
L'ultimo incontro con la guida in classe rappresenta un'insolita esperienza. E' usuale concludere i percorsi di educazione ambientale con l'Uscita. Il pulman parte, i ragazzi salutano, questo strano personaggio che ha fatto scoprire tante cose se ne rimane la’, fra i suoi boschi. Si ritorna alla scuola vera, la gita e’ finita. Un'altra lezione, invece, significa capitalizzare l'enorme patrimonio di esperienze, di sensazioni, di saperi, raccolto dai ragazzi. Il caso di Lama Mocogno si e’ rivelato illuminante. Ancora una volta e’ stato proposto uno scenario giocoso per lavorare, in profondita’, sull'emergere dei ricordi, dei feed back. E dal cerchio della classe si sono levate voci inaspettate, imprevedibilmente ricche di sensazioni, di ricordi, di attenzioni a particolari reconditi e nascosti: odori, colori, paure, gesti solitari e in comunione. Ma, soprattutto, voci corali, espressioni di un percorso che ha coinvolto tutti i ragazzi, nessuno escluso. Percio’ acquista significato l'ultima prova - il grande salto sulle braccia dei compagni - nel momento in cui viene superata da tutti i ragazzi: atto di coraggio individuale consentito dalla forza del gruppo. La grande prova e’ nel ricordo di tutti; se ne trova testimonianza in tutta la ricca documentazione raccolta: nelle lettere scritte ai personaggi fantastici dell'ambientazione, nei temi, nei racconti ai genitori, nelle sequenze video. E questa ricchezza di spunti sara’ la linfa per una nuova avventura.
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