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Mobilità e Trasporto Pubblico Locale

Le politiche dei Tempi della Mobilità Urbana e degli Orari del Trasporto Pubblico Locale vengono affidate ai Comuni già dal 1992 quando le norme statali impongono la redazione dei Piani Urbani del traffico.

Nel 1995 vengono emanate delle Direttive Statali per la redazione dei Piani Urbani del Traffico nelle quali viene dato forte risalto alla componente relativa alla regolazione degli orari: “Oltre che delle alternative spaziali e modali, il Piano può avvalersi di interventi relativi alle strategie proprie delle alternative temporali, le quali fanno riferimento al soddisfacimento della domanda di mobilità - per quanto utile e conveniente - in orari ricadenti nei cosiddetti periodi di morbida del traffico, durante i quali si registrano minori intensità dei flussi veicolari in movimento. Questi interventi, che coinvolgono anche altri settori - oltre quello del traffico - e che pertanto vanno con essi coordinati, riguardano in genere lo sfalsamento degli orari di inizio e termine delle attività lavorative e scolastiche, la migliore distribuzione degli orari delle attività commerciali e degli uffici aperti al pubblico e simili.”

In seguito il decreto Ronchi n. 179 del 1998 fa nascere la figura del mobility manager che si occupa di politiche relative agli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente pubblico e privato, attraverso forme di concertazione e incentivi, con la finalità di ridurre il ricorso all'impiego del mezzo di trasporto privato a favore dei dispositivi di multi-mobilità: “Le imprese e gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicate nei comuni di cui al comma 1 dell'art. 2, adottano il piano degli spostamenti casa lavoro del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale. Il piano è finalizzato alla riduzione dell'uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico.”

Anche la Regione Emilia Romagna interviene in materia. Prima con la legge n. 15 del 1994 e poi con la legge n. 30 del 1998 ci tiene a precisare che gli obiettivi degli interventi nell’ambito del trasporto pubblico e della regolazione dei flussi di traffico devono: “favorire il risparmio energetico, ridurre i costi economico-sociali di interesse generale, anche con l'armonizzazione degli orari dei servizi e delle altre attività svolte nelle aree urbane”.

Ministero dei lavori Pubblici - 1995: Direttive per la redazione, adozione ed attuazione dei Piani Urbani del Traffico

Decreto Ministeriale n. 179/1998 (Decreto Ronchi): Mobilità sostenibile nelle aree urbane

Legge Regionale n.30/1998: Disciplina generale del trasporto pubblico regionale e locale

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