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CONCLUSA LA FASE DI PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE, PRENDE AVVIO LA FASE DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Cittadini, associazioni e Circoscrizioni, nei mesi di Maggio e Giugno, hanno presentato idee e proposte volte a favorire l’inclusione e la coesione sociale. Coinvolgere maggiormente i giovani nelle attività realizzate nei quartieri, prevedere momenti di conoscenza e confronto sui temi dell’immigrazione, promuovere occasioni di impegno civico per prendersi cura del proprio territorio, sono alcuni esempi di quanto è stato proposto dalla città.

 

Le proposte pervenute sono state assegnate ai Facilitatori volontari che mettendo in pratica le nozioni imparate nel corso di formazione svoltosi nell’Aprile 2010 stanno provvedendo ad  elaborare un percorso partecipato che coinvolga, oltre ai proponenti, tutti i portatori di interesse (stakeholder)  e che si traduca in un progetto condiviso. Queste le fasi principali del loro lavoro:

 

  • analizzare le proposte presentate cercando di individuare a quali bisogni queste cercano di dare una risposta: in questo modo, separando il setting del bisogno dal solving della proposta ( si veda il contributo della dott.ssa Chiara Caselgrandi) è possibile definire una nucleo di finalità comuni in proposte anche apparentemente diverse. Attività dei Facilitatori è anche quella di aggregare le proposte che presentano caratteristiche e finalità comuni in modo da creare “reti” di soggetti che riescano a muoversi in maniera più coordinata, e quindi con maggiore efficacia ed economicità, nell’ottica del raggiungimento di un obiettivo condiviso;
  • individuare i possibili portatori di interesse (stakeholder) che, oltre a coloro che hanno presentato la proposta, potrebbero avere delle ricadute (in termini sia positivi che negativi) dalla realizzazione di un determinato intervento o attività. Per la mappatura dei portatori di interesse i facilitatori sono supportati dall’Ufficio Partecipazione e dal Servizio Decentramento che, in particolare, garantiranno un collegamento costante con gli uffici comunali eventualmente interessati dal progetto;
  • realizzare incontri utilizzando le metodologie partecipative adeguate (Open Space Technology, Focus Group, Masterplan, World Cafè ecc..).

 

L’esito di questi percorsi partecipativi dovrà essere un progetto il più condiviso possibile, senza escludere che nel corso del suo sviluppo possa trasformarsi in qualcosa che si differenzia, anche sostanzialmente, dalla proposta iniziale: infatti attraverso il coinvolgimento dei vari punti di vista rilevanti, e attraverso un processo deliberativo, si potrebbero individuare delle soluzioni “inaspettate” ma che possono fornire risposte più valide ai bisogni che sono alla base delle varie proposte presentate.

 

 

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