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Infestazioni di cavallette

In Emilia Romagna sono presenti numerose specie di cavallette, la Calliptamus italicus è l’unica in grado di arrecare danni alle coltivazioni e un effettivo disturbo alla popolazione.
Si tratta di un ortottero di piccole dimensioni (2-4 cm di lunghezza) di colore grigio o brunastro. Le ali presentano una tipica livrea rosata, alla quale l’insetto deve il nome comune di “locusta dalle ali rosa”.  Le forme giovanili dell’insetto prediligono alimentarsi con leguminose foraggere, soprattutto erba medica. In virtù dell’ampia polifagia, Calliptamus italicus è in grado di attaccare svariate specie botaniche, sia spontanee che coltivate.
Gli sciami di cavallette possono creare disagi negli ambienti frequentati dalle persone, ma per quanto invadenti e fastidiosi, questi insetti non pungono, non possiedono strutture urticanti e non veicolano malattie e, pertanto, non sono in grado di provocare alcun danno diretto agli esseri umani.


Gestione delle infestazioni

L’allevamento dell’avifauna da cortile (faraone, anatre e tacchini) può rappresentare un valido mezzo di lotta biologica alle cavallette negli ambienti dove esistono le condizioni per una loro efficace utilizzazione.
L’impiego di insetticidi è invece del tutto inutile sulle cavallette adulte.
Inoltre poiché in questo periodo le cavallette stazionano prevalentemente sui medicai in fiore, un eventuale trattamento avrebbe effetti devastanti sulle api e su tutti i pronubi selvatici.

Data dell'ultimo aggiornamento:
02/08/2016
Informazioni utili

Volantino informativo progetto Conapi

 

Cavalletta

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