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Acque superficiali

Le acque sono da sempre un segno caratteristico del territorio modenese. La città di Modena è costruita tra i fiumi Secchia e Panaro, dalle cui innumerevoli inondazioni ha dovuto più volte difendersi. La sua particolare posizione topografica, al passaggio tra l'alta e la bassa pianura, era caratterizzata in passato dalla presenza di un fitto reticolo di corsi d'acqua, alimentati anche dalle acque profonde risalenti in superficie da numerosi fontanili, ora praticamente scomparsi.


Le acque superficiali in tempi storici sono state confluite attraverso un sistema di canali nella città verso il Canale Naviglio per renderlo navigabile, ma oggi questa situazione può determinare situazioni critiche nello smaltimento delle acque meteoriche durante gli intensi temporali che sempre con maggiore frequenza si verificano.


L'impegno degli enti locali modenesi per difendere la città dalle inondazioni e dagli allagamenti è stato consistente ed ha portato negli anni '80 alla realizzazione delle casse di espansione sui fiumi Secchia e Panaro e a provvedere alla realizzazione di un programma per una serie di scolmatori fognari entro la città tutt'oggi in corso di realizzazione.

 

Gli scarichi di acque reflue in acque superficiali sono soggetti al rilascio di specifica autorizzazione che fissa i limiti quali-quantitativi degli inquinanti scaricati.

 

Data dell'ultimo aggiornamento:
15/03/2016
Per approfondire

Inquinamento Idrico