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Emissioni Odorigene

Emissioni odorigene

La presenza di cattivi odori costituisce uno dei più rilevanti elementi di preoccupazione per la popolazione residente nelle vicinanze di impianti industriali, di trattamento e smaltimento dei rifiuti, di trattamento di reflui zootecnici ecc., sebbene in generale non siano stati dimostrati effetti diretti sulla salute, la cosiddetta molestia olfattiva può alterare l’equilibrio psicofisico delle persone producendo uno stato di stress e di malessere.

L’interesse verso questo problema si è accentuato soprattutto negli ultimi anni, non solo per la maggiore attenzione rivolta alla tutela dell’ambiente e alla salute umana, ma anche a causa dell’espansione dei centri abitati che ha portato l’avvicinarsi delle zone residenziali alle aree industriali e alla campagna e ha provocato l’insorgere di problemi di convivenza tra la popolazione e le attività produttive naturalmente dislocate nel territorio. La maggiore preoccupazione in questo contesto è soprattutto legata alla paura di rischio tossicologico poiché condizioni di cattivo odore vengono quasi sempre associate a situazioni insalubri dell’aria.

Cos’è l’odore

L’odore può essere descritto come la capacità di attivare il senso dell’olfatto da parte di una miscela di sostanze chimiche disperse nell’aria. Tali sostanze, a seconda della sensibilità soggettiva, vengono captate e percepite dal naso umano. All’interno del naso sono infatti presenti recettori che, a contatto con le sostanze contenute nell’aria, generano stimoli elettrici differenti a seconda del tipo di sostanza; tali segnali, tramite il sistema nervoso, vengono poi inviati al cervello che ne percepisce pertanto la presenza.

L’odore è quindi un fenomeno complesso da analizzare e da descrivere poiché richiede una sintesi analitica tra aspetti oggettivi, propri delle sostanze presenti nell’aria (come ad esempio volatilità, idrosolubilità, ecc.) e da aspetti soggettivi di tipo fisiologico e psicologico propri delle persone che lamentano le maleodorazioni. Anche le variabili ambientali, quali ad esempio temperatura, pressione, umidità relativa dell’aria, velocità e direzione dei venti, incidono nella descrizione di tali problematiche.

A causa di questo complesso insieme di fattori gli odori possono essere avvertiti dalle persone in modo differenziato, anche a distanze significative dalla fonte, e possono presentare variazioni percettive anche di breve durata.

La principale caratteristica dell’odore è quindi la soglia di percezione che può essere distinta in: soglia di rilevabilità dell’odore, soglia di riconoscimento delle sostanze responsabili dell’odore e infine la soglia di fastidio che è la concentrazione a cui un odore viene percepito come sgradevole.

L’unità di misura della concentrazione di odore è l’Unità Odorimetrica su metro cubo (U.O./mc) ovvero il rapporto tra la concentrazione di una sostanza odorosa  in una miscela e la sua soglia di percezione. L’Unità Odorimetrica rappresenta il numero di diluizioni necessarie affinché l’odore sia percepito dal 50% dei componenti di un campione di osservatori (soglia di percezione): un campione d’aria che deve essere diluito 100 volte per non essere più percepito da almeno il 50% dei componenti, avrà una concentrazione di odore pari a 100 U.O./mc.

La normativa
A causa della complessità dei composti odorigeni e alla variabilità connessa alla soggettività della percezione olfattiva, il quadro normativo nazionale e regionale in materia di odori non prevede attualmente limiti di emissione o standard di qualità dell’aria come per i comuni inquinanti atmosferici rendendo problematica l’attività dell’ente preposto al controllo ambientale.
Tuttavia gli odori molesti sono ormai riconosciuti come inquinanti atmosferici a tutti gli effetti e numerose sono infatti le segnalazioni da parte dei cittadini e le richieste di verificarne la presenza e di ridurne le emissioni.
Dal 19 dicembre 2017, data di entrata in vigore del D.Lgs. 183/2017, vige nel D.Lgs.152/2006 il nuovo art. 272-bis che introduce la possibilità di prevedere misure di prevenzione e limitazione specificatamente definite per le emissioni odorigene, sia attraverso l'applicazione di apposite indicazioni riportate all'interno di specifici atti normativi regionali, sia in sede di autorizzazione, lasciandone l'onere di definizione alle Autorità Competenti.
In merito a tali problematiche la Regione Emilia Romagna sta predisponendo delle linee guida per caratterizzare le emissioni odorigene e individuare criteri tecnici per il loro contenimento.

I monitoraggi delle emissioni odorigene nel territorio comunale

Per oggettivare il disagio percepito, data l’assenza di riferimenti legislativi specifici e viste le difficoltà connesse alla soggettività della percezione olfattiva unite alle complicate modalità di determinazione degli odori, è quindi necessario integrare le metodologie di indagine consolidate (analisi chimiche e olfattometriche) con altre tecniche che ben si integrano tra loro (questionari, rilevazioni meteorologiche, sistemi olfattivi elettronici, ecc.).

Arpae Modena effettua attività di vigilanza e ispezione in merito alle problematiche connesse a odori e molestie olfattive. In tutti i casi per i quali la risoluzione del problema non appare di immediata soluzione e richiede approfondimenti più complessi l’Agenzia utilizza i Sistemi Olfattivi Elettronici (noti come nasi elettronici) prevedendo in abbinamento una serie di rilevamenti complementari quali indagini chimiche, olfattometriche, dati meteorologici, annotazioni di odore, ecc. che permettano di acquisire ulteriori conoscenze, necessarie anche per poter interpretare al meglio le risultanze dei rilevamenti del naso elettronico stesso.

In particolare dal 2104 è attivo presso la sede Arpae di Modena anche un Laboratorio di olfattometria dinamica, ovvero un laboratorio che utilizza la sensibilità olfattiva di un campione di valutatori, attraverso cui è possibile ottenere risultati direttamente correlati all’effetto generato dall’odore; contrariamente all’analisi chimica, che fornisce l’identificazione di una sostanza o di un gruppo di sostanze, quella olfatto metrica fornisce le “unità di odore” della miscela gassosa (la concentrazione di odore viene espressa in Unità Odorimetriche su metro cubo (OU/m3).

In questi ultimi anni l’Amministrazione ha ricevuto numerose segnalazioni circa il verificarsi di episodi di esalazioni maleodoranti; in particolare le emissioni generate dall’area produttiva del Villaggio Artigiano e dall’area Navicello sono state analizzate una serie di indagini integrate tra loro, che prevedevano la messa in opera di annotazioni sistematiche da parte di volontari residenti (agende di odore), abbinate a rilevamenti in continuo con sistema olfattivo elettronico (naso elettronico), analisi olfattometriche e rilevamenti meteorologici specifici.