PILLOLE DI APPROFONDIMENTO

DALLE MURA AI VIALI ITINERARIO SULLE TRACCE DI GIORDANO BERTUZZI

 

GRANDE SUCCESSO per DALLE MURA AI VIALI. SULLE TRACCE DI GIORDANO BERTUZZI, iniziativa  del 12 giugno 2021 promossa da Archivio Storico del Comune di Modena.

 

Grazie all'Arch. Silvia Berselli per la competenza e professionalità con cui ha accompagnato il numeroso pubblico in una camminata lungo i viali di Modena, resa unica da un racconto vivace e ricco di curiosità

 

 

 

 

Itinerario Bertuzzi 12 giugno 2021  Itinerario 12 giugno 2021

 

 

 

Grazie al dottor Marchetto di CREA che ci ha gentilmente consentito di accedere

al giardino della Stazione sperimentale agraria 

Stazione sperimentale agraria   Stazione di Agronomia

 

  

Grazie alla professoressa Licia Beggi Miani per l'ospitalità riservataci presso

l'Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti.

 

 Accademia Nazionale SLA  Interno Palazzo D'Aragona Coccapani

 

 

 DALLE MURA AI VIALI. SULLE TRACCE DI GIORDANO BERTUZZI

 Galleria Fotografia:  Pillole

 

Pillola #1

PRIMA TAPPA

Palazzo Bonacini Sandonnini, Ex Questura, oggi Banco Desio, Arch. Cesare Costa, 1849-1860; Viale della Rimembranza 14 (da G. Betruzzi, Palazzi a Modena, vol 3, pp. 73-86; versione digitale su www.bibliomo.it)

Dopo numerosi passaggi di proprietà, il vasto edificio di origine seicentesca viene acquistato nel 1842 da Pietro Bonacini, che ne intraprende la ricostruzione, tombando l’“indecentissimo fossato” che correva tra l’edificio e le mura. Il nuovo prospetto sud viene realizzato sulla passeggiata delle mura, una promenade verde ad anello, all’epoca molto amata dai modenesi. L’elegante balcone del piano nobile, perfettamente inserito nel programma decorativo classicheggiante, serviva come un palco sullo spettacolo mondano della passeggiata. Con la demolizione di questo tratto delle mura (1919-20) viene realizzata dall’ing. Mari la scalinata di raccordo al nuovo livello del vial

 

Pillola #2

SECONDA TAPPA

Ex Caserma Garibaldi. Viale della Rimembranza 2 (da G. Bertuzzi, Modena scomparsa. L’abbattimento delle mura, p. 78; versione digitale su www.bibliomo.it)

La sobria facciata dell’edificio neoclassico è nobilitata al centro dal motivo a tempio: è stata realizzata in epoca napoleonica, quando i francesi requisirono parte del monastero di San Pietro per trasformarlo in caserma. Con la demolizione delle mura viene realizzata la grande scalinata necessaria a raccordare l’accesso al nuovo livello del viale.

 

Pillola #3
TERZA TAPPA

Teatro Storchi, Largo Garibaldi, 15; Fondazione: 1884-1889; Inaugurazione: 24 marzo 1889; Architetto: Vincenzo Maestri

Patrocinato dal commerciante Gaetano Storchi, il nuovo teatro sorge su un terreno ceduto gratuitamente dal Comune nella nuova area edificabile ricavata con la costruzione della barriera Garibaldi (1884), a seguito dell'abbattimento di porta Bologna (1882). L'architetto Vincenzo Maestri conferisce uguale importanza alla facciata sul largo e a quella sul viale, entrambe in stile eclettico, ma le economie nella costruzione generano problemi strutturali risolti definitivamente solo un secolo dopo l’inaugurazione.

Sul largo affacciano edifici sorti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo e costruiti in stile eclettico o razionalista (Albergo Reale e casa Zanasi di Cesare Bertoni, anni Trenta), testimonianza della capacità di Modena di recepire stimoli internazionali. Il completamento del progetto si avrà solo nel secondo dopoguerra con la costruzione del condominio Ponte della Pradella di Vinicio Vecchi.

 

Pillola #4
QUARTA TAPPA

Villa Chiossi già Formiggini, Viale Caduti in guerra 41-47; Arch. Fulvio Zoboli, 1898 (da G. Bertuzzi, Modena scomparsa. L'abbattimento delle mura, pp. 124-5; versione digitale su www.bibliomo.it).

Con l’apertura del viale allora intitolato Regina Margherita, Modena sperimenta il modello inglese della città giardino, caratterizzato dalla presenza di grandi giardini protetti da eleganti cancellate antistanti le ville private. Le alberature private e quelle pubbliche si fondono formando un unico parco lineare. La villa presenta al pianterreno grandi arcate vetrate che portano all’interno il verde del giardino, come in una serra, e una grande terrazza al piano nobile che richiama il modello inglese delle Terrace Houses.

 

Pillola #5
QUINTA TAPPA

 Scuole elementari De Amicis, viale Caduti in Guerra 82; Ing. Emilio Giorgi, 1911-12 (da G. Bertuzzi, Modena scomparsa. L’abbattimento delle mura; versione digitale su www.bibliomo.it

L’edificio fornisce un servizio fondamentale, l’istruzione obbligatoria, all’area d’espansione a est del centro storico. Si tratta del primo edificio realizzato a Modena dopo l’emanazione della legge Orlando (1904), che aggiunge due anni all’obbligo di frequenza scolastica, aumentando la richiesta di contenitori scolastici. Lo stile è sobrio sulla mole imponente e perfettamente simmetrica, per rispettare la divisione tra settore maschile e femminile.

 

Pillola #6
SESTA TAPPA

Stazione Sperimentale agronomica 1928-31. Viale Caduti in Guerra 134; Arch. Eleno Bertolani e Mario Pasini (da G. Bertuzzi, Modena scomparsa. L’abbattimento delle mura, p. 110; versione digitale su www.bibliomo.it)

L’edificio e l’ampio spazio verde che lo circonda contribuiscono a definire l’area dei viali come città giardino, complice la presenza sul fronte opposto dell’orto botanico. La fabbrica presenta un austero carattere tardo eclettico e paramenti a bugnato rustico che ne denunciano la funzione: studiare e migliorare la resa dei terreni agricoli di tutta la regione. Chiusa nel 2006, attende una rifunzionalizzazione.

 

Pillola #7
SETTIMA TAPPA

Villino Parenti-Zagni, Via Caduti in Guerra 140, 1914; Arch. Gustavo Zagni

(da G. Bertuzzi, Modena scomparsa. L’abbattimento delle mura, p. 131; versione digitale su www.bibliomo.it)

Progettato da Gustavo Zagni per sé e la moglie Ernesta Parenti, il villino esibisce una grande libertà progettuale, in grado di spaziare dal linguaggio eclettico al liberty variando ai vari livelli il tema classico della finestra a serliana. La verticalità è accentuata da una torretta collocata in modo da sbilanciare i volumi in modo asimmetrico e creare un effetto di dinamismo.

 

Pillola #8
OTTAVA TAPPA
Palazzo D’Aragona Coccapani, sede Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti, Corso Vittorio Emanuele II 41; (da G. Bertuzzi, Palazzi a Modena, vol 3, pp. 129 e seg., versione digitale su www.bibliomo.it)

Il palazzo, di origine seicentesca, viene concesso in vitalizio dal duca Francesco III al marchese Paolo Rango D’Aragona nel 1772. Con l’ausilio dell’architetto ducale Pietro Termanini, l’edificio si trasforma nel più importante e ricco palazzo di città di Modena, caratterizzato da un imponente scalone imperiale e dalle decorazioni del piano nobile, con motivi ricorrenti di aquile, cammei in grisaille, grottesche, vedute esotiche e trompe l’œil. Nel 1928 l’edificio viene trasformato in Casa del Fascio, su progetto dell’arch. Mario Guerzoni, e viene realizzata una parziale soprelevazione in stile. Dal 1947 è Demanio dello Stato e il sindaco Alfeo Corassori colloca qui la sede dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, prestigiosa istituzione cultuale presente a Modena già dal 1680 come ‘Accademia dei Dissonanti’.