Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

XXI. Dai quartieri alle circoscrizioni

Il decentramento amministrativo a Modena dal XIII al XXI secolo

Dalla documentazione conservata dall'Archivio Storico del Comune di Modena è possibile ricavare dati preziosi per la ricostruzione della complessa società comunale, nata nel Medioevo e volta ad acquisire nuove competenze e funzioni sempre più complesse e sofisticate, rese necessarie dalle continue trasformazioni sociali ed economiche.
All'interno delle mura la città, già nel XIII secolo, era divisa in quattro quartieri, che prendevano il nome dalle quattro porte di accesso principali della città. Ma quelle porte prendevano il nome dai borghi immediatamente a ridosso delle mura per indicare al viandante la prima località "importante" che si poteva incontrare lungo la via cittadina. Le quattro porte erano infatti denominate Cittanova, Baggiovara, San Pietro e Albareto. Ogni quartiere poi era diviso in Cinquantine, queste avevano funzioni ben precise e di grande importanza per la cosa pubblica: radunavano ciascuna nuclei di cinquanta uomini a difesa della città al suono della campana, organizzavano una milizia urbana ed extraurbana, i "Capitani" erano comandati per la polizia e la pubblica sicurezza, dovevano arrestare i malfattori, punire i ladri, sovrintendere gli alloggi delle truppe di passaggio, riscuotere gli estimi...
Negli statuti cittadini del 1327, i più antichi conservati, è testimoniata la imprescindibile e adeguata risposta dell'amministrazione ai cambiamenti avvenuti nel corso del XIII secolo per fare fronte alla crescita demografica ed economica della città, imponendo nuove norme alla vita amministrativa e associativa. In un codice del 1299, il Registrum Comunis Mutine, si evince l'antico assetto del distretto e in esso si trova l'elenco delle Ville del Distretto e dei Quartieri della città. In particolare sono significative le carte volte a sollecitare l'impegno dei capitani del popolo eletti nelle ville e nei quartieri a contrastare gli imbrogli, frodi e ruberie. Questo rientrava nel controllo dell'ordine pubblico previsto dagli Statuti, basato su un'organizzazione articolata sui quattro quartieri urbani, sulle Cinquantine in cui essi risultvano suddivisi e sulla distinzione tra Borghi e Ville. Nel 1605 troviamo che, essendo ormai incerti i confini delle Cinquantine e "confusi che non se ne può dare certa distinzione" "abbiamo convenuto che valga la pena potersi ridurre tutte ai termini dell'istesse parrocchie".

Nel settecento la riduzione delle parrocchie voluta dal Duca prima, e da Napoleone poi, resero necessaria un'ulteriore revisione e una nuova distrettuazione.
Dall'inizio dell'Ottocento per la prima volta nella sua storia plurisecolare il Comune di Modena ebbe un'amministrazione composta da una Municipalità e un consiglio comunale. Mai prima d'allora l'Italia aveva ospitato su una parte tanto consistente della penisola, un'amministrazione locale regolare e trasparente; il Comune ed il suo Consiglio furono inseriti in una struttura amministrativa articolata e accentrata, uguale per tutto il territorio nazionale, ottenendo il riconoscimento delle tradizionali attribuzioni e l'assegnazione di specifiche competenze da parte dello Stato. Nell'amministrazione del territorio comunale il consiglio governava direttamente la città storica, tradizionalmente divisa in Quartieri e Parrocchie, ma concepita sempre più come un ambito omogeneo e unitario, i cinque Borghi o Ville suburbane adiacenti il perimetro delle mura: Sant'Agnese, San cataldo, Santa Caterina, San Faustino e Giovita e San Giacomo e un numero variabile di Ville sensibilmente più lontane dalla città. Nel governo dei Borghi e delle Ville, il Consiglio comunale poteva contare sulla collaborazione di un Agente comunale istituito nel 1797. Il Novecento mostra una città in espansione, inparticolare dopo l'abbattimento delle mura, avviata sulla strada dell'industrializzazione e dello sviluppo economico e sociale, qualche borgo diviene zona residenziale, altri diventano veri e propri quartieri operai, la popolazione residente aumentò ed aumentarono anche i problemi relativi al lavoro, alla casa, all'istruzione e alla distribuzione dei servizi.
Con il Novecento la definizione di Agente comunale venne tramutato in Delegato comunale ma, sino al crollo del fascismo, il suo ruolo rimase sostanzialmente immutato, almeno in apparenza. L'amministrazione comunale, vincitrice delle prime libere elezioni a suffragio universale (maschile e femminile) della primavera del '46, risolti i primi problemi impellenti della ricostruzione morale e materiale della città, decise di affrontare i nodi legati allo sviluppo della vita civile modenese anche tramite il decentramento amministrativo e dei poteri attivando un'esperienza di partecipazione e di gestione sociale del territorio che dura tuttora. Il decollo dei Quartieri, avvenuto nel corso di un difficile ma decisivo 1967, trovò un coerente sviluppo nel '68 e si concluse con la nomina da parte del Consiglio Comunale dei Consigli dei nove Quartieri in cui era stato ripartito il territorio comunale. Dalle elezioni amministrative del 1980 i consiglieri dei Quartieri e delle Circoscrizioni sono eletti direttamente dai cittadini. Con la ricerca che qui si presenta, e che costituisce il XXI contributo della collana Quaderni dell'Archivio Storico, si intendono ricostruire i caratteri fondamentali del rapporto tra il Municipio e le diverse zone del territorio comunale, analizzando le forme della rappresentanza amministrativa via via create nel tempo a partire dal XIII secolo ad oggi. A conclusione del lavoro viene presentato l'elenco completo di tutti coloro che hanno fatto parte dei Quartieri e delle Circoscrizioni della città in questi ultimi quarant'anni, contribuendo ad una esperienza di partecipazione politica e sociale che non ha paragoni nella storia del nostro Comune. Si ringrazia la Fondazione della cassa di Risparmio di modena che ha voluto associarsi a noi in questa importante impresa, che aggiunge un nuovo, fondamentale tassello per la ricostruzione dell'identità della città e del territorio.      

FRANCA BALDELLI - CESARE MALAGOLI
Modena 2007
(€.20)