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XXIV. La "Rappresentazione" della Città di Modena.

Gian Battista Boccabadati Poeta, Letterato, Cartografo

L'Archivio Storico del Comune di Modena con i suoi quasi dieci secoli di ininterrotta documentazione dell'attività politica e amministrativa della Comunita modenese dall'XI secolo, è il più importante fondo documentario affidato ad un Comune in Emilia Romagna ed è da porsi tra le prime linee nel novero di quei grandi archivi comunali che caratterizzano il panorama archivistico dell'Italia centro settentrionale.

Il nostro istituto, per questo, si pone come punta di riferimento imprescindibile, in quanto depositario e custode della documentazione prodotta nei secoli, per chiunque voglia avvicinarsi alla storia e alla cultura della città e del territorio sotto diversi, specifici, punti di vista: da quello letterario, a quello storico in senso proprio, a quello storiografico, oppure artistico, architettonico fino a quello urbanistico.
Si ritiene ora di grande interesse recuperare alla coscienza generale una dimensione storica della città che possa diventare patrimonio di chi vi cammina, attraverso uno strumento semplice, ma straordinariamente efficace e alla portata di tutti, quale è la toponomastica cittadina.
A questo fine la cartografia conservata è certamente di straordinaria importanza. Purtroppo fino al XVII secolo carte topografiche complete vere e proprie non ne esistono: quella più antica, del 1447, a firma del monaco Teofilo, non è una vera planimetria della città ma semplicemente un "tipo prospettivo e soltanto dimostrativo delle mura di cinta, delle fosse che le circondavano e dei principali canali che la intersecavano".
La città, dalla prima Modena leodoiniana del IX secolo, sorta intorno alla tomba del Vescovo protettore San Geminiano sull'area cimiteriale della città romana, vede via via intorno al nucleo centrale formarsi gli isolati e gli edifici sulla complessa struttura dei canali dando al primo "centro storico" l'aspetto quasi di un convolvolo di stradine che si irradiano dalla cattedrale verso la periferia.
La "pianta della città di Modena coi suoi scoli sotterranei" mirabilmente disegnata nel 1684 da Giovanni Battista Boccabadati ci da la forma urbis ormai completa dopo la grande addizione erculea del XVI secolo e con la costruzione della Cittadella del Castellamonte del '600. Tale pianta resterà l'exemplum per tutto il '700, secolo nel quale Francesco III e suo figlio Ercole III trasformeranno completamente l'assetto urbano, in particolare sull'asse della Via Emilia, che con la mappa della città di Giuseppe Carandini ci verrà restituito completamente ridisegnato soltanto nel 1825.
L'opera del Boccabadati fu "esibita" nel Consiglio dei Conservatori della Città del 14 agosto 1684. Il consiglio decise che "s'affiggesse nella Camera del Consiglio per servizio della città, con ordine che non si rimovesse mai da detta camera". La pianta, riportata al primitive splendore per opera del laboratorio di restauro "Frati e Livi" e grazie all'impegno del Lions Club Modena Host, è ora conservata nell'Archivio Storico, ancora oggi "per servizio della citta".    

Gian Battista Boccabadati Poeta, Letterato, Cartografo
Modena 2009
(non in vendita)