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VIII. La scuola dei Cadetti Matematici Pionieri

Nella prima metà dell'800, nel periodo che va dal 1823 al 1848, è attiva nel ducato Austro-Estense una scuola universitaria per architetti e ingegneri, conosciuta come "Scuola dei Cadetti Matematici Pionieri" o "Convitto matematico".
Questa scuola derivò in qualche misura dalla "Scuola nazionale del Genio e dell'Artiglieria" creata a Modena nel 1798, e affiancò "l'Accademia nobile militare" e il "Corpo dei Pionieri". 

Al termine dei corso di studi - di durata quinquennale - i cadetti matematici pionieri si laureavano architetti e ingegneri e potevano esercitare la libera professione, senza seguire necessariamente la carriera militare.
A completamente delle materie curriculari, quali il disegno, la matematica, l'architettura, la meccanica etc, gli allievi completavano la loro formazione con esercitazioni pratiche: ogni anno durante le vacanze estive si impegnavano nel rilievo di strade ed edifici urbani, oltreché nel rilievo topografico dei territori extraurbani.

Si viene così formando un fondo di disegni di straordinaria rilevanza per la conoscenza del patrimonio edilizio ottocentesco così come era venuto formandosi anche in relazione alle trasformazioni intervenute nei primi due secoli di Modena Capitale, dandoci una sorta di fotografia oltremodo originale anche in considerazione della scarsa documentazione iconografica per il resto esistente.
Di grande interesse, fra gli altri, i rilievi dell'isolato di Piazza Grande, di quello dell'Università, del Collegio dei nobili e della chiesa di San Carlo, della zona intorno alla parte Est di Via Emilia comprendente il "vecchio Teatro Comunale", della zona attorno a Porta Castello, della zona di Canale Naviglio, ed ancora della Cittadella, della stessa caserma dei Pionieri.  Per non parlare poi delle tenute ducali di Verdeta, di Varano, del Bosco di S. Felice, quindi di Pavullo col Palazzo ducale, di Castelvetro, di Correggio col Palazzo Governativo etc.
Di tutto questo negli Archivi modenesi sono rimasti oltre 400 disegni, tutti di straordinario interesse, alcuni di notevole bellezza.
Questo mirabile corpus è stato organicamente catalogato, in seguito al puntuale lavoro di ricerca condotto da Elisabetta Frascaroli nell'Archivio Storico del Comune di Modena, nell'Archivio di Stato di Modena, nella Biblioteca Poletti, 
nell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti, permettendo di portare a conoscenza degli studiosi e di quanti interessati, un patrimonio storico artistico di indubbio interesse e utilità.
Nel contempo questo lavoro ha permesso di ricostruire la fisionomia di quella che fu una delle prime scuole di Architettura della penisola italiana.
Tutti gli allievi usciti dalla scuola si distinsero per l'impegno civile e parteciparono, anche se in forme diverse, alla trasformazione ottocentesca di Modena, ed alcuni (ad esempio Cesare Razzaboni, Manfredo Fanti) apportarono un contributo culturale anche alla formazione del nuovo Stato italiano.
La pubblicazione di quest'opera, curata da Elisabetta Frascaroli, costruisce l'VIII contributo della collana "Quaderni dell'Archivio Storico", con la quale il nostro Istituto intende continuare nel lavoro di tutela e valorizzazione dei fondi documentari presenti sul territorio, cogliendo, fra l'altro, l'occasione delle manifestazioni del IV centenario di Modena Capitale, per proporre all'attenzione pubblica materiali di indubbio interesse per una maggiore consapevolezza della propria memoria storica. 

 

E. FRASCAROLI
Modena 1998
(€.18)