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X. Le Corti Estensi e la Devoluzione di Ferrara del 1598

Abituati a vedere esposte e ordinate in filze sui loro scaffali le fonti documentarie già sfogliate almeno una volta da qualcuno, si è spesso indotti a pensare che esse abbiano esaurito il potenziale di novità, come se in quelle pagine non vi fosse più niente da scoprire. Un semplice certificato di nascita o di morte di un membro qualsiasi di una corte può essere un dato pressoché insignificante preso singolarmente, mentre invece, unito ad altre migliaia di documenti analoghi, diventa elemento creativo di una ricerca che porta alla composizione di una banca dati di notevole ampiezza e rilevanza per l'insieme di informazioni indotte che riesce a produrre e comunicare. Roberto Guerzoni ha tentato un esperimento: delineare poco a poco un vero e proprio indirizzario informatizzato di epoca ducale, inserendo a computer quanti più dati possibili delle persone che gravitavano abbastanza stabilmente all'interno della corte estense.  Nomi e cognomi, soprannomi, luoghi di nascita, date di assunzione e di cessazione del rapporto di lavoro, trasferimenti vari, cambi di mansioni, licenziamenti, vita lavorativa nel corso della carriera, salari, compensi hanno permesso di creare una carta di identità o un libretto di lavoro virtuale e prenapoleonico di un cortigiano. Membri di corte, paggi, cavalieri, ufficiali, funzionari più o meno elevati in grado, consiglieri comunali, fornitori commerciali, affittuari riprendono così i propri movimenti abituali interrotti da secoli all'interno delle corti di appartenenza considerate. In questo ambito l'apporto informatica ha permesso di velocizzare enormemente i tempi, oltreché i modi, di un lavoro pluriennale fondamentale, sempre sotto dettatura insostituibile, però, della macchina umana.

Tale settore della ricerca storica, la corte e, più in particolare, la Corte Estense, è stato in un certo senso trascurato dagli studiosi, che ora sanno tutto o quasi della storia dei grandi personaggi ducali e delle vicende politiche che li hanno visti protagonisti, ma quasi nulla degli ingranaggi burocratici, già allora molto attivi, della macchina politica che in ogni caso faceva muovere il Ducato, talvolta nonostante il Duca. Questo studio ha inteso privilegiare le informazioni geografiche (anche a livello di disposizione e provenienza territoriale dei campioni di individui presi in esame) a scapito di quelle, per così dire, agiografiche basate su aneddoti, vicende, situazioni cortesi già abbondantemente narrate dalla storiografia.  Si delinea così una mappa dei luoghi e dei confini in cui svariati gruppi di persone vivevano, si spostavano, lavoravano; si viene a creare una "biografia collettiva" della Corte scrutata dietro le porte degli uffici di palazzo dallo "sguardo presbite" di un occhio non emotivo che prova a trovare una visione d'insieme privilegiando, nell'analisi, i rapporti ad esempio tra ufficiali, uomini d'arme e cortigiani, piuttosto che la biografia dettagliata di un solo individuo.
Con il presente volume, il decimo della collana dei Quaderni dell'Archivio Storico - volume che del quaderno mantiene anche il significato letterario, quale luogo di annotazioni sperimentali che a volte restituiscono un metodo di lavoro o una visione del mondo - l'Archivio Storico intende proseguire nelle linee di intervento avviate da molti anni, e dare inoltre corpo a quei progetti che dalle manifestazioni per Modena Capitale hanno ricevuto impulso straordinario per essere promosse e attuate nel corso del tempo.   

G.GUERZONI
Modena 2001
(€.15,50)