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XX. Statuti del Collegio dei giudici e degli avvocati della città di Modena 1270 -1337

E' un'operazione culturale di indubbia utilità fornire alla comunità degli studiosi e al più largo pubblico di lettori l'edizione di una fonte, ed è quanto si è voluto fare con il presente ultimo lavoro editoriale dell'Archivio Storico del Comune di Modena, il XX Quaderno della collana che da questo Istituto prende nome. Ma non è questo il solo merito del volume, curato da Elio Tavilla e da Valeria Braidi.
All'edizione completa del testo degli Statuti del Collegio dei Giudici e Avvocati della città di Modena del 1270-1337, corredato dagli ampliamenti di età moderna e dalla matricola aggiornata sino alla fine del XVIII secolo, si è voluto affiancare la traduzione italiana del testo latino, limitatamente alle 13 rubriche dello statuto medievale propriamente inteso. Essa costituisce un prezioso e concreto supporto alla comprensione del testo statutario anche per il lettore non fornito di competenze giuridiche, che potrà così accostarsi a uno dei testi corporativi più antichi che il medioevo modenese ci ha tramandato.
All'edizione e alla traduzione i curatori fanno precedere due ampi e documentati saggi, che chiariscono il ruolo dei giudici e avvocati nella Modena medievale e che collocano la redazione del testo all'interno delle dinamiche della società urbana tra XIII e XIV secolo, nella delicata fase di transizione tra comune e dominio estense. Viene così rstituita, inserendola nel contesto che la produsse, una fonte primaria nel panorama delle testimonianze di età comunale per le sue valenze sociali e politiche, che meritava di essere analizzata nel suo complesso da più angoli di visuale.

E' il ceto dei giuristi, che sin dalle origini del comune di Modena giocarono un ruolo tutt'altro che marginale nella vita politica cittadina, il protagonista di questo volume. Assisi nei loro scranni e abbigliati di preziosi mantelli bordati di ermellino, così come ce li restituisce la splendida miniatura che apre il testo statutario e che orna la sovracoperta di questo libro, gli esperti di diritto furono presenti in molti dei posti-chiave della dirigenza comunale sin dal 1171, anno in cui le fonti segnalano la presenza di un adsessor o advocatus comunale al servizio dei consoli modenesi. Essi costituirono dunque l'unica classe non feudale che partecipasse effettivamente al governo del comune consolare a Modena, utilizzati per la loro cultura giuridica nelle questioni più importanti, quali l'amministrazione della giustizia, le paci, le alleanze, le ambascerie, nonché la difesa degli interessi patrimoniali cittadini. Ripercorrere le vicende del collegio dei giudici e degli avvocati della nostra città costituisce dunque un'efficace chiave di lettura per la comprensione dell'evoluzione politica del nostro stesso comune e per lo studio della classe dirigente cittadina che sempre annoverò tra i suoi esponenti esperti di diritto.
Un doveroso ringraziamento vada al Dipartimento di Studi Giuridici e Sociali dell'Università di Parma, al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e alla Fondazione Forense Modenese e al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che hanno voluto ritrovare parte della loro memoria storica e associarsi all'Archivio Storico in questa importante impresa culturale, sostenendo in parte le spese di stampa di questo volume.     

a cura di Valeria Braidi e Elio Tavilla
Modena 2006
(€.20)