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Impedire ogni occasione di moltiplicazione della zanzara per contrastarla efficacemente

foto di una zanzara

L’Italia, nell’estate scorsa, è stata teatro di un’epidemia del virus chikungunya, che ha causato oltre 300 casi nel Lazio, poco meno di 100 in Calabria e alcuni casi in altre regioni.
Il chikungunya è un virus esotico trasmesso da zanzare e negli ultimi anni si è reso protagonista di vaste epidemie che fino ad oggi avevano interessato solo regioni tropicali, con l’eccezione del primo outbreak registrato proprio nella nostra regione a clima temperato che nel 2007 ha causato oltre 240 casi a Castiglione di Cervia in Provincia di Ravenna.
Anche nel 2017, il Sistema regionale di sorveglianza delle malattie infettive ha rilevato in Emilia-Romagna, a fronte di 98 segnalazioni totali pervenute ai Dipartimenti di Sanità pubblica, 13 casi confermati di Dengue, 5 casi confermati e 5 probabili di Chikungunya, 9 casi confermati e 2 probabili di Zika virus. In particolare a Modena i casi confermati sono stati 3 in totale (1 di Chikungunya, 1 di Dengue e 1 di Zika virus).
Sono tutti casi importati, ovvero riferiti a cittadini che si sono esposti in Paesi esteri dove queste malattie sono endemiche, ad eccezione di 5 casi di Chikungunya in cittadini che si sono esposti in Lazio (2 casi) e in Calabria (3 casi), zone in cui questa estate si sono verificati focolai epidemici.

Il Piano di sorveglianza delle arbovirosi della Regione Emilia-Romagna conferma anche per il 2018 i due punti cardine della strategia di prevenzione: sorveglianza entomologica e lotta alla zanzara tigre, oltre che individuazione più precoce possibile dei casi umani di Chikungunya, Dengue e Zika virus. Fondamentale è quindi la lotta al vettore dei virus Chikungunya, Dengue e Zika al fine di perseguire la massima riduzione possibile della popolazione di zanzara tigre,

In modalità ordinaria il programma di lotta al vettore prevede lo svolgimento di trattamenti  larvicidi delle caditoie stradali e di quelle site nelle aree private.
I trattamenti adulticidi invece sono previsti solo in caso di infestazioni particolarmente intense e/o in siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture residenziali protette, ecc. (con parere preliminare del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl competente per territorio). Questo tipo di trattamento dovrebbe, infatti, essere considerato eccezionale e limitato a pochi e sporadici interventi per evitare fenomeni di resistenza.

Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria dei casi umani di Chikungunya, Dengue e Zika virus, essa è estesa per tutto l’anno, ma viene potenziata nel periodo di attività del vettore (aprile-ottobre) permettendo l’individuazione tempestiva di tutti i casi sospetti/possibili e l’adozione immediata delle necessarie misure di controllo.

Si può affermare quindi che la messa in atto di tutte questa azioni, anche nel 2017, con lo sforzo congiunto del Servizio Sanitario Regionale, dei Comuni e dei singoli cittadini ha consentito di evitare che, partendo dai casi importati, si sviluppassero focolai epidemici.
Per mantenere questo buon risultato è però fondamentale proseguire, anche per il 2018, l’attività di tutela della salute pubblica, come Amministrazione Comunale e come singoli cittadini, adottando un piano di lotta per limitare la riproduzione dell'insetto.

Lo sviluppo di un'epidemia dovuta a questo tipo di virus dipende:

  • dalla presenza della zanzara nel territorio
  • dalle azioni e abitudini di vita della popolazione (impegno a collaborare alla riduzione dei focolai di sviluppo larvale; utilizzo dei larvicidi, utilizzo dei mezzi di protezione individuale contro le punture degli insetti, ecc.)
  • dalle attività di disinfestazione promosse dall’ente pubblico

A questo scopo la circolazione dei virus che causano queste malattie è stata tenuta finora sotto controllo dalla collaborazione e dal lavoro sinergico dei Comuni e delle Aziende AUSL che hanno attuato quanto previsto dai piani regionali.

E' accertato che la zanzara tigre depone le uova (fino a 300 - 400 per insetto) in piccoli contenitori che periodicamente si riempiono di acqua (come, ad esempio a seguito di precipitazioni metereologiche), e che nel giro di pochi giorni da queste si sviluppano le larve e successivamente gli insetti adulti.

Per ridurre al minimo le possibilità che anche a Modena la zanzara tigre possa trasmettere questa infezione virale, l'Amministrazione Comunale ha adottato un'apposita ordinanza e un piano straordinario di lotta nelle aree pubbliche, mirato a limitare la riproduzione della zanzara.

La sola azione del Comune di Modena non è sufficiente a contenere il fenomeno delle infestazioni, perché tutti gli interventi riguardano solo una parte del territorio, pertanto occorrono una presa di coscienza e una diretta assunzione di responsabilità da parte di enti, istituzioni, società, aziende, ospedali, centri e associazioni sportive, amministratori condominiali e di tutti i cittadini, che dovrebbero seguire alcune semplici norme di comportamento indicate nell’Ordinanza Comunale.


Ogni aspetto della Campagna di sorveglianza e lotta contro le zanzare è definito in accordo con le linee guida della Regione Emilia-Romagna.
L’Assistenza Tecnico Scientifica ai progetti di sorveglianza e lotta alle zanzare nel Comune di Modena è stata affidata al Centro Agricoltura Ambiente di Crevalcore (BO).
Il monitoraggio si svolge con la collaborazione degli Ecovolontari (GEVV), che da tempo, riguardo ai temi ambientali, rappresentano un punto di riferimento importante per tutti i cittadini.

Cosa fa il Comune

Cosa deve fare il cittadino

Guarda il video

Gesti semplici, che tutti possiamo fare per evitare a noi e gli altri di essere punti dalla zanzara tigre.
Giovanni Casaletti, direttore dell'igiene pubblica dell'Ausl di Modena, in modo semplice, spiega quali semplici azioni possiamo compiere.

Per approfondire

Guarda il servizio di Trc: Zanzare: piccoli morsi, grandi rischi

Video intervista a:

  • Cristina Mussini responsabile Malattie infettive del Policlinico di Modena
  • Giovanni Ceccarelli responsabile Centro trasfusionale del Policlinico di Modena
  • Daniela Barbieri responsabile Ufficio diritti degli animali del Comune di Modena