Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) nella banca dati nazionale

Il trasferimento avverrà entro luglio 2020. Chi non lo desidera può segnalarlo.

Sono circa 600 i cittadini e le cittadine modenesi che stanno ricevendo in questi giorni una comunicazione dello Stato Civile, in quanto depositari in Comune di Disposizioni anticipate di trattamento (Dat, originariamente “testamento biologico”).
La comunicazione li avverte che le disposizioni depositate saranno inviate entro luglio alla Banca dati nazionale Dat e li informa su come fare qualora non vogliano che ci rientrino (con mail a entro il 30 aprile), e su come precisare, nel caso ne fosse stato indicato più d’uno, il nome del fiduciario che scelgono (in assenza di specifica va nella banca dati il primo indicato).
Coloro che non hanno lasciato un recapito email riceveranno a casa la stessa comunicazione per posta con un termine più lungo per l'eventuale diniego all'invio.

Il Comune di Modena raccoglie le Dat (prima conosciute anche come testamento biologico) dal 2010, per dare risposta a una richiesta portata all'attenzione delle istituzioni a livello nazionale e locale da una parte della società civile. Le Dat possono essere raccolte sia dai notai, sia dall'ufficio di Stato civile del Comune, che ne ha registrate finora 1.051.

Le legge 219 del 2017 ha dato pieno riconoscimento al diritto di tutti di esprimere anticipatamente rispetto a eventuali situazioni di incoscienza e incapacità, le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.
II Decreto del ministero della Salute n.168/2019 entrato in vigore il 1 febbraio 2020 ha dato piena attuazione alla legge 219 istituendo la Banca nazionale delle Dat che sarà accessibile ai medici nel momento in cui dovranno occuparsi delle cure di persone disponenti in stato in incapacità, e avrà la funzione di rendere facilmente recuperabili le volontà personali e il nome dei fiduciari a ospedali e strutture sanitarie.

Il cittadino non deve far nulla per far pervenire la Dat alla Banca dati nazionale, che la riceverà per via telematica dall'Ufficio di Stato civile del Comune di residenza.

Le copie cartacee delle Dat verranno sempre conservate in Comune allo Stato civile, a disposizione dei titolari e dei fiduciari.
Il Comune, se non riceve il diniego, provvede all'invio senza bisogno di ulteriori comunicazioni da parte dell'interessato. Il mancato invio della copia delle dat non corrisponde alla revoca dell'iscrizione nel registro comunale che deve essere fatta espressamente al Comune di Modena. In questo caso la revoca sarà trasmessa dal Comune alla banca dati nazionale.

Il ministero della Salute sul suo sito web (www.salute.gov.it) garantisce la possibilità di cancellare in qualsiasi momento su richiesta dei titolari le Dat ricevute. Le richieste da Modena saranno inviate con l'assistenza del Comune.

A causa dei decreti per contrastare la diffusione del Coronavirus, in questi giorni il servizio non concede regolarmente appuntamenti, al fine di ridurre, salvo emergenze, gli accessi agli uffici, gli spostamenti e i contatti tra persone.
Non appena sarà nuovamente possibile, tutte le persone che intendono esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari potranno recarsi all’Ufficio di Stato Civile in via Santi 40, previo appuntamento on line (dalla pagina web www.comune.modena.it/dat con le informazioni sul tema) o al telefono (059 2032421).
Presentando la Disposizione anticipata di trattamento, l’interessato otterrà anche l'iscrizione nella Banca dati nazionale.

Coloro che necessitano di aiuto per la stesura delle Dat possono rivolgersi anche alle associazioni di riferimento che si occupano del tema, ad esempio Libera Uscita (www.associazioneliberauscita.it) e Arci (www.arcimodena.org).