Manzini Elisa

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Sono solo.

Come un viandante incapace di fermare i propri passi
Mi sposto trascinando il fardello dei miei pensieri
Per vuotare tutti i cassetti della memoria
E ricordare una persona, lei, unicamente lei.

Vorrei gettarmi ancora al collo le sue sottili braccia
Scorgerne i minuscoli denti celati dal sorriso indeciso
Poter capire quanto ne desideri davvero il corpo sul mio
E infine soffrire, chiamarmi stupido e sconsiderato.

La gioia è una pozzanghera in un mare di nostalgia
Insignificante piccolo idolo di un'anima così remota
Incapace di cancellarsi dai fogli che recano il suo nome
Evanescente spettro, irraggiungibile.

Ha forse significato la mancanza di qualcuno
Se non s' ha mezzo per raggiungerlo?

Meglio rinunciare al viaggio e starsene qui
Cercatore dell' amnesia, come se mai fosse stato,
Fisso sulla realtà, il mondo abituale, gli sguardi soliti
E non lei, non più lei, mai più lei.

Sono solo.

Manzini Elisa
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