Baroni Mattia

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Il naso di Roy

Il naso di Roy, appoggiato allo spesso oblò della nave,
appannava il vetro reso blu dall' assenza di luce.
< vedere che cosa ci sia lassù. Mia madre, prima di morire,
mi parlava di autentiche meraviglie. Non sto parlando di
bellezza ma di qualcosa che non riusciresti nemmeno ad
immaginare. Capisci che cosa intendo?
Masters, alle prese con una serie di tubature danneggiate,
alzò improvvisamente lo sguardo, squadrando incredulo il
compagno.
< Chiedi sempre spiegazioni e non ti fidi mai di nessuno.
Non puoi andare avanti così, Masters! Ogni tanto devi so-
gnare un po' anche tu! Scommetto che quando ti addormenti,
il tuo cervello somiglia più ad un computer spento che ad
una normale mente umana che cerca di riposare nel sonno.
E poi anche tu dovrai pur avere un' aspirazione nel casset-
to, no? Vuoi farmi credere che non desideri altro che rima-
nere qua sotto per tutto il resto della tua vita? Non ci
credo, non è possibile.
Sbuffando, Masters si deterse la fronte con l' avambraccio.
Buttò nella cassetta degli attrezzi il grosso calibro e si
alzò in piedi per dirigersi al bancone. Dopo aver bevuto
lentamente dalla lattina mezza vuota di una bibita, disse:
< fosse possibile quello di cui ora mi stai parlando. Beh,
credimi. È assolutamente inutile cercare un modo per par-
tire. I motori di questo ferro vecchio hanno deciso già da
qualche tempo di abbandonarci. A loro non importano le tue
intenzioni. Preferiscono riposarsi piuttosto che ascoltare
un uomo che reputano assolutamente insignificante. Dopo-
tutto tu fai la stessa identica cosa con loro, non credi?
Ci fu una pausa di silenzio. Entrambi ripensarono alle pa-
role dell'altro, forse per scoprirvi una breccia da sfrut-
tare per vincere quell' ennesimo, inutile, piccolo conflit-
to di convivenza sottomarina.
< faccio solo perché tu, un giorno, non soffra come è capita-
to a me qualche tempo fa. Devi accettare anche questa con-
dizione se vuoi sperare di riuscire a vivere serenamente
qui. E poi...
< tutto inutile se prima non provi nemmeno a farlo? Puoi di-
re di aver effettuato almeno un tentativo?
Scosso da quelle parole, l'altro sembrò ripercorrere gli
ultimi mesi come alla ricerca di una sua prova di coraggio.
Quello che trovò si rivelò però piuttosto deludente.
< <>, gli disse Roy a
voce decisamente troppo alta. < di qui. Vedrò tutti i posti che mia madre mi de-
scriveva e riuscirò a trovare un'isola e a stabilirmici.
< < perché tutti i motivi che possedevi si sono sciolti in qu-
st' acqua scura. Che vuoi che importi per uno come te vive-
re il resto della vita sotto al mare o altrove? Lo stesso
inferno risulterebbe piuttosto appetibile.
A Roy sembrò che lo sguardo di Masters cambiasse improv-
Visamente, ma durò tutto un solo istante e non riuscì a
stabilire con certezza quanto fosse fondata questa impres-
sione.
< noscere tutti i luoghi di cui tua madre di parlava? Ne sei
sicuro?
Stupito, Roy non impiegò molto tempo a replicare alla do-
manda del vecchio: < tirei anche subito, se solo potessi farlo.
Con un sorriso strano, quasi malinconico, Masters si avviò
verso il portellone di uscita, facendo segno all' altro di
seguirlo attraverso l'intricato dedalo di tubi e sporgenze
della nave. Arrivarono, affiancati solamente dal silenzio
delle profondità marine, ad una cabina che Roy non aveva
mai visto prima. Al centro di essa, uno strano macchinario
riposava. Anche se l'aspetto era malridotto e più punti del
telaio esterno apparivano piuttosto arrugginiti, nel com-
plesso sembrava potesse ancora svolgere le sue mansioni.
< tosto semplici e vedrai che riuscirai a cavartela anche
senza di me come pilota.
< che venissi assieme a me. E poi non capisco per quale
ragione mi abbia tenuto nascosto questo segreto fino ad og-
gi. È da tanto che aspetto un modo per lasciare questo ma-
ledetto posto. Avresti reso più semplici le cose. Perché allora?
< < al quale tu non vuoi più tornare? La vecchia civiltà?
< niente ora. Nessun' isola. Solo il nulla assoluto...

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