Bussi Francesca

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Più della libertà

"C'è qualcuno che riesce a sentirmi? Vi prego, rispondetemi! Aiuto! Aiuto!...... E va bene. Racconterò lo stesso. Devo sentire una voce umana, sia pure la mia, o impazzirò di sicuro in quest'oscurità.... Mi chiamo Leon e provengo da un'isola che... inutile. Non servirebbe a niente se vi spiegassi dove si trova.... non so neanche dove mi trovo io... se solo ci fosse una luce!.... Fin da bambino ho sempre desiderato viaggiare per mare.... non so perché, ma vedere una nave partire mi ha sempre gonfiato il cuore di desiderio, come un richiamo irresistibile a partire, a partire...... a partire. Ricordo che saltavo le lezioni a scuola per andare a sedermi al molo, le gambe penzoloni, a osservare le operazioni di imbarco e sbarco. Cercavo di carpire gli accenti delle lingue più strane, gli odori pungenti delle spezie, i balugini delle stoffe più pregiate, i racconti dei vecchi marinai che mischiavano i ricordi alle visioni dell'alcool.... Non fu facile diventare marinaio. I miei genitori lo ritenevano un lavoro degradante, non capivano che per me era l'unico mezzo per nutrire il demone del viaggio, che è avido e non dà mai tregua. Certo, appartenere a una famiglia ricca mi aiutò a ottenere una buona posizione sulla Leviatano, ma.... credo che avrei accettato anche di fare il mozzo pur di andarmene via con una nave... Tutti i paesi che ho visitato mi hanno lasciato qualcosa del loro splendore. Le lande del nord, fredde e desolate, abitate da genti così chiare e sottili, come se la notte succhiasse loro ogni umore vitale, rendendoli candidi come la neve. Ricordo tutte le volte in cui ci siamo dovuti fermare nei porti perché il ghiaccio non permetteva di partire... le notti avvolti nelle morbide pellicce, mentre intorno a noi il cielo cominciava a striarsi di bagliori di luce mai visti prima.... alcuni di noi li ritenevano maligni, altri divini..... ma sulla loro bellezza eravamo tutti d'accordo... E al sud: le terre sanguigne riarse dal sole, brulicanti di vita... i giorni di congedo, passati a mordere la vita, che là è come un frutto polposo e rosso, e mentre lo addenti il suo succo ti si incolla alle mani e all'anima... Abbiamo trasportato carichi di ogni genere..... idoli di giada, merletti, uova grandi quanto una testa e una volta persino delle scimmie, che si sono liberate facendoci ammattire.... E sempre il nostro capitano ci ha guidati con mano ferma e voce tonante... tutti lo rispettavamo. A terra insisteva per mostrarci gli angoli più segreti ed esotici di questo mondo, luoghi di cui molto spesso ci aveva raccontato nelle lunghe notti di bonaccia in cui il mare è liscio e calmo e le stelle brillano come fuochi nella loro vastità, rendendo consapevole l'uomo della sua piccolezza..... Oh, capitano! Siete prigioniero anche voi?!.....
Forse se sentissi ancora una volta la sua voce sicura non avrei paura di quest'oscurità di pece che sembra ferirmi gli occhi, tant'è buia.... forse non penserei mai alla morte e non mi sfinirei a cercare di osservarmi le dita, che non posso vedere comunque..... No. Devo smettere di pensare a queste cose. Devo farmi coraggio e continuare a raccontare, così forse qualcuno dei miei compagni o degli altri prigionieri mi udirà e...... Dov'ero rimasto?..... Non mi sono mai sposato. Non avrei mai potuto legarmi a una donna.... io devo poter viaggiare, sarebbe la mia morte fermarmi in un posto.... non ho mai neanche amato una donna... tutto il mio cuore appartiene a quella voce suadente che mi sussurra di partire, di vedere nuove terre, di inebriarmi con profumi sconosciuti, di.... Oh, Dio! Ma non c'è proprio nessuno che riesce a sentirmi?! ... Devono essere passati venti giorni dalla mia cattura... Ricordo solo lo sbarco, di notte, in un porto sconosciuto, e poi un forte dolore alla testa e..... e mi sono risvegliato qui, in questa.... in questa cella, o almeno credo che sia una cella, perché qua è così buio che potrei anche essere morto e trovarmi sottoterra o nell'aldilà.... Ogni giorno trovo al mio fianco pane e acqua, ma non capisco chi mai li porti...... Forse impazzirò.......... Sapete?... Sapete cosa mi manca di più? Più dell'aria, più delle persone, più di un letto e di un pasto caldo, più della libertà?..... Mi mancano i viaggi in mare aperto, l'eccitazione che mi prende alla vista di un nuovo porto che si staglia all'orizzonte, pronto per essere scoperto....... chissà se mai riuscirò a riviverlo......".


Bussi Francesca

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