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Monologo a due voci

…la tonalità sarà senz'altro Do minore.Melanconica triste,appassionata e drammaticamente viva, sì,Do minore.Come Beethoven per la sua Paetica,anche io sceglierò questa tonalità che arriva dritta al cuore o a qualsiasi parte sia sede delle emozioni,quelle tristi però…no,nemmeno tristi,quello che suscita il Do minore è il desiderio di partire e di restare,quello di amare e di odiare quello di vivere e morire,la sua impronta è l'impronta di chi sa che deve lasciare ciò che è ma che non può accettare di perdersi per strada,pezzo dopo pezzo.La prima nota è un sol,la dominante,che lascia aperta la possibilità di risolvere su ogni altra nota della scala ma allo stesso tempo,il Do minore al basso, frena la possibilità di espansione dell'emozione in sol e questo è il paradosso iniziale:partire da un punto dal quale poter andare ovunque si voglia ma è la base,la tonalità,la vita,l'esperienza,a indirizzare senza possibilità di dissonanza,la direzione che si prenderà.Ecco dunque l'inevitabile:un Mi bemolle,seguito da un La bemolle e al basso il fa minore…il tempo è lento,questa successione di suoni appare simile ad un lamento…il lamento del Do minore,il lamento di chi,ogni giorno,vive per vivere,e fra un minore e l'altro,trova sempre isole armoniche dove rifugiarsi…dove appoggiare un piede solidamente,in mezzo a tante altre note dissonanti,trovare casa e assonanza.Così io,cerco,fra le tante disponibili,quelle note,le più adatte e soltanto quelle,le sole che mi permettano di dire - ok, sono a casa!-le sole che non lascino intendere che,in fondo,le mie azioni non sono altro che gesti discreti e sconnessi,note isolate,tenute insieme da qualcosa che sta alla base,che è nascosto,che non si percepisce immediatamente,ma che si fa sentire,che dà il senso alle misure che osserviamo,che ci indica qual'è la successione da seguire e che,fra le tante disponibili,ce ne indica una,quella corretta, quella che dovremmo scegliere ma che purtroppo non sempre e non subito pare assonante.Questo viaggio armonico sulla tonalità di Do minore prosegue,che altro si può fare? Prosegue come tutto, come prosegue il cammino,come prosegue la progressione di eventi che chiamiamo vita,prosegue come l'alternarsi di gioia e tristezza,fra i tasti di un pianoforte e il proprio nero laccato,sul quale, a volte,termina la sua incerta caduta una piccola,fragile,morente foglia…o una lacrima.Ed ecco dunque,suona il Fa seguito da un Si bemolle con al basso il senso della stessa nota,l'atmosfera si surriscalda,i sensi si aprono,i muscoli si tendono:è il momento della risoluzione,è il momento di scegliere quello che accadrà dopo,dove questo squillante si bemolle dovrà rifugiarsi perché ogni slancio ha la sua meta,ogni apertura prevede una chiusura,ogni cosa deve trovare casa;così, scelgo per questo bemolle,di risolvere sul Mi,bemolle anch'esso,così che il cerchio si chiuda:questo è il giro armonico di Mi bemolle appunto.La struttura armonica più semplice e più usata…è quasi offensivo e sicuramente desolante che tanta emotività sia racchiusa in un semplice,piccolo,banale giro di mi bemolle maggiore.E' così,la semplicità può sembrare brutta,banale,quasi inutile eppure racchiude tutto e lo lascia visibile,non lo copre di fronzoli,non lo accomoda per i gusti della gente, lo espone,diviene la teca di qualcosa di immediato,a noi coglierlo o meno,amarlo o disprezzarlo,non importa,quello che importa è che si lasci osservare per quello che è.
Ma il mi bemolle è solo un lampo di passaggio,il suo apparire è come una breve sosta in una baita di montagna,nulla di definitivo,quindi il basso scende sul Re e ritorna al Do minore.Ora che fare? Quale sentiero prendere?La nota che accompagna il Do è adesso il Mi bemolle…salire o scendere, accelerare o frenare?No,quello che faccio suonare ora è di nuovo Mi bemolle,ribatto sulla terza,ancora e l'armonia scivola dal Do al La bemolle ma il canto insiste sul Mi bemolle e continua anche quando il La si fa da parte lasciando spazio al Si bemolle.Ora è il caos,tutta la tessitura ci grida la sua disperazione,la sua frenesia perché trovi di nuovo asilo,che la trepidazione che si è creata trovi sfogo e tutto indica che il luogo del ritiro deve essere il Mi bemolle,di nuovo,Mi bemolle,Mi bemolle,Mi bemolle,la richiesta è insistente,tremante,vibrante e il Mi bemolle è lì che aspetta,invitante e inevitabile.Ma stavolta lo evito,stavolta aspetterà!E dal Si bemolle passo al Do minore;il suo ingresso crea scompiglio non è quello che ci si aspettava,non è la ricompensa che il nostro udito esigeva,ora il Do minore potrà anche essere odiato,ci ha levato la nostra soddisfazione…ma il suo apparire è dolce,in punta di piedi,suonato piano,un timido riaffacciarsi anche là dove non è richiesto e tutto,dopo poco,si riappacifica,l'odio si spegne e si accende la pace, la tensione se ne va e siamo di nuovo pronti a vedere dove questo sentiero ci porterà…è magnifico poter osservare che,a volte, quello che ci appare inopportuno,disturbante di primo acchito,in realtà ci regala la possibilità di nuove emozioni,ci indica sentieri altrimenti non visibili,ci prende per mano per portarci là dove non avremmo mai osato addentrarci e accorgerci che,in certi momenti, l'inatteso è proprio ciò che stavamo aspettando.Ma è necessario continuare nell'esplorazione, andare avanti ed ecco imbattermi in qualcosa di già noto:il La bemolle.Già lo conosco eppure…eppure dopo la tensione precedente spezzata dal Do minore,questo volto conosciuto mi appare sotto una luce nuova,non è più lo stesso,non ha più il medesimo significato,non è più l'appoggio che era in precedenza ma è un posto diverso,ora si colgono nella normalità,attimi di diversità,scintille di novità…ed è bello accorgersi che qualcosa,nei sentieri abituali,fino a poco prima sconosciuto,ora diventa conosciuto,scoprire qualcosa là dove davamo per scontato che non ci fosse nulla di ignoto e tutto da ignorare.Eppure è così,ed anche quando compio il passo successivo, arrivando ad un'altra isola nota,il Si bemolle,provo ancora quella sensazione di euforia nello scoprire che questo rifugio,poi troppo noto non era.Ma ora si ricrea la tensione;tutto,novità e già conosciuto,esigono una risoluzione.Ed ancora il Si bemolle ci grida di mettere piede sul Mi bemolle;la situazione è quella precedente:siamo arrivati ad un punto dal quale è necessario togliersi perché l'attesa si fa insopportabile…ma stavolta sì,si torna a casa davvero:Mi bemolle.
Il viaggio in Do minore è concluso ma quest'ultimo Mi bemolle non è la fine,è semplicemente un punto di arrivo,la sosta meritata dopo un faticoso cammino,e qui,ci aspetta una dimora accogliente.
Semplicemente però,il cammino può riprendere,dal punto in cui è terminato il precedente;si può uscire di nuovo di casa per cercare nuove isole armoniche su cui appoggiarsi e magari esplorare più a fondo,per conoscere e conoscersi meglio,per trovare nuovi sentieri e sorprese.
Il viaggio in Do minore è concluso.Tutto deve concludersi…concluso come si conclude l'amore, come si conclude la felicità o la tristezza,concluso fra i tasti di un pianoforte ed il suo laccato nero, concluso come la caduta di quella foglia e di quella lacrima.Ma a ben vedere, fra tutte queste conclusioni,nulla è finito,semplicemente è arrivato ad un punto nel quale può restare e trovare rifugio o dal quale può uscire,cercare altre vie.Così,la foglia che ha concluso la sua corsa potrà essere raccolta dal vento,portata in posti diversi e la sua incerta corsa non avrà fine,e la lacrima diverrà vapore per creare altre lacrime…altre lacrime che spetterà a noi piangere o meno;a noi,che dove siamo,possiamo scegliere di restare o di andarcene,di vivere o morie,di fremere o calmarci,di perderci o ritrovarci,di amare o di odiare…più semplicemente,possiamo scegliere.

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