Cavalieri Natascia

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Mi piace rintanarmi in quel luogo e sognare ...

Si può sognare ovunque ed in qualunque momento, da soli o con qualche persona cara, spesso o raramente.
Nel sogno si esprime qualcosa di intimamente proprio, si mettono a nudo i desideri e si può capire meglio se stessi.
E le riflessioni che nascono fanno parte di un "pianeta" astratto nel quale solamente noi ci possiamo addentrare. I sogni sono difficili da spiegare, sono qualcosa che scaturisce dall'animo.
Sognare fa comprendere meglio la vita ed è per questo motivo che mi piace infinitamente tuffarmi a capofitto in quel "luogo", voltandomi di rado a scrutare la realtà che sempre vivo.
Per fare tutto ciò prediligo sopratutto un luogo che ai miei occhi appare come magico. Improvvisamente il mio umore cambia; tutto, intorno a me, muta la sua naturale forma e diviene come io lo vorrei. La mia fantasia fa da padrona e volteggia libera nel vento insieme all'aroma dei fiori e delle stelle.
Tutto questo accade quando, dopo che la notte è calata, mi siedo nella conca del campo limitata dal muro di quello che doveva essere stato un forno per il pane. Ho scelto questo luogo perché lì mi sento al sicuro, protetta, riparata da tutto e da tutti, sola con i miei pensieri più profondi.
Potrebbe apparire un posto alquanto scomodo,ma da lì la visuale che si può godere è straordinaria.
A mio avviso, la notte è uno dei doni più belli che ci siano stati fatti;e le stelle....beh,le stelle sono qualcosa di eccezionale...
Sotto quella cupola oscura, a quello scintillio immortale, a quel candore lunare che lievemente ed impercettibilmente si adagia su tutto, ogni problema si dissolve e si rimane da soli con la propria anima.
La mente si distacca dal corpo e danza insieme al luccichio degli astri.
Improvvisamente ci si sente piccoli, piccolissimi, tanto minuscoli che pare quasi di volare, scortati dalle tenebre che avvolgono il mondo.
L'abbraccio gelido dell'oscurità diviene affettuoso e piacevole, ci si sente in pace con se stessi, col mondo e con l'universo intero. Le riflessioni sorgono improvvisamente numerose come le stelle e ci si perde in una dimensione parallela.
Mi capita di chiedermi se merito di godere di quello spettacolo e di riflettere sul perché io sia stata mandata su questa terra. Ciò mi aiuta a comprendere che non esisto per errore; sono come una piccola stellina che ha appena iniziato a brillare, tanto minuscola da poter essere confusa con una lucciola, ma che aspira a diventare un sole.
Se poi c'è qualcuno di molto caro accanto a me, che condivida questo mio amore per le tenebre e per tutto quello che esse racchiudono, la serenità aumenta vertiginosamente.
Tutto ciò che c'è sulla terra è troppo raro e prezioso per poter essere destinato ad una sola persona: spartirsi le gioie della vita rende l'esistenza ricca di "perché". Amo la notte per il suo mistero, la sua infinità, la sua delicatezza.
Amo la notte perché custodisce la terra sotto il suo abbraccio. Il giorno squarcia, mette a nudo tutto, senza segreti, senza pietà. Il bagliore accecante si intrufola dovunque senza chiedere il permesso. Poi, però, il sole pare accorgersi dello sbaglio che ha commesso, arrossisce, arriva il crepuscolo, il paesaggio si rasserena, quel viso rubicondo si nasconde dietro le montagne.
Scende la notte, la luna guarda timida intorno, con un soffio accende le stelle e lentamente attraversa il cielo con la sua veste candida.
Accorrono i sogni, si librano nella brezza gentile…


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