Gavioli Barbara

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Un'avventura particolare

A dodici anni faccio il primo viaggio virtuale che riesco a ricordare e da allora continuo periodicamente a viaggiare. Vi voglio raccontare un'avventura veramente originale, proprio perché raramente succede di provare e conoscere esperienze così particolari. Il viaggio comincia con una scena un po'insolita: una grande porta bianca, circondata dal vuoto e una forte luce accecante ,come quella che nei film porta dritta al paradiso, e poi ci sono io, che senza timore, solo spinta dalla curiosità, spalanco quella porta e cammino verso il "niente", sì perché dall'altra parte non c'è nulla, mi trovo di fronte a una specie di labirinto magico, dal quale ormai non posso più tornare indietro. All'interno sono talmente tante le strade da poter prendere che non so dove andare, vedo un vicolo che porta ad un grande giardino, pieno di fiori colorati, con una fontana nella quale scorre acqua limpida e gelida, stormi di piccoli uccelli volano liberi senza problemi, l'aria è fresca e pulita, respiro un'atmosfera di pace, libertà, allegria … Chi va lì, non è più costretto a preoccuparsi di niente, dei problemi di ogni giorno, delle persone che si incontrano … Mi sarebbe piaciuto rimanere lì in eterno ma … Ad un certo punto, un po' più in là vedo una ragazza, china sul prato a raccogliere margherite. Mi avvicino incuriosita per chiederle in quale strano posto sono finita e mi accorgo che quella ragazza è la mia immagine: è come se avessi davanti a me uno specchio, sono io, ma allo stesso tempo non lo sono. Quell'immagine mi sussurra qualche parola, ricordo bene solo la frase: "Non avere paura, non devi temere te stessa!". Non faccio in tempo a chiedermi che cosa voglia dire ciò, che scompare tutto quello che mi circonda, è come se si chiudesse il sipario di un teatro proprio nel momento in cui nessuno se lo aspetta. Dopo un attimo, senza fare nemmeno un passo, mi ritrovo all'entrata del labirinto. A questo punto la situazione si fa più interessante … Sono tante le strade che posso prendere, ma tutte uguali: vicoli bui, stretti, pieni di ragnatele e ragni rampicanti, insetti di tutte le specie e piccoli pipistrelli che svolazzano di qua e di là con un fastidioso rumore … A questo punto un vicolo vale l'altro, sono costretta ad avviarmi verso uno dei tanti passaggi … Dopo quasi dieci minuti di cammino, arrivo in un luogo altrettanto orrendo…questa volta non ci sono animali che corrono o saltano, fiori colorati, acqua limpida nella quale specchiarsi, ma solo erbacce, animali uccisi e buttati a terra, acqua sporca e scura che fatica a scorrere, macchie di sangue sparse da tutte le parti … Mi vengono i brividi. Dopo pochi minuti, vedo la stessa ragazza di prima, sempre la mia immagine, appoggiata ad una roccia. Avrei tanta voglia di andarmene da questo postaccio, ma da sola non riesco, posso cercare una spiegazione rivolgendomi a quella ragazza, così mi avvicino a lei che, piangendo e prendendomi per un braccio, grida : "Vattene! Scappa fin che sei in tempo!!". Comincio a correre, senza sapere di cosa devo aver paura, ma…. eccomi di nuovo nello stesso punto di prima. Questa volta, però, non ci sono diverse strade, ma un unico grande portone con una piccola targhetta con scritto: "Entra e troverai la soluzione!" L'unica cosa che mi rimane da fare è entrare, anche se dentro di me, ho molta paura. Spalanco la porta, e davanti a me trovo la mia camera, quella reale … e ci sono io, che dormo tranquillamente. Per qualche giorno non ricordo il mio viaggio, poi mi ritornano alla mente anche i particolari, ma non capisco il significato; chiedo a mia madre, più esperta di me, se sa trovare una spiegazione. Dopo averci pensato un po', mi dà la sua interpretazione e mi dice: " Non è un fatto del tutto irreale, le due ragazze che incontri e che hanno la tua immagine rappresentano la tua coscienza, quella "buona" e quella "cattiva". Nella vita è meglio ascoltare quella "buona", essere se stessi, non avere mai paura di quel che si è". Non so se mia madre ha ragione o no, so solo che ho vissuto un'esperienza indimenticabile.


Gavioli Barbara
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