Levoni Elena

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E' fantastico!

All'improvviso mi trovo in una baita, una stupenda casa di legno, a due piani e la cosa più bella è che sono da sola,dalla finestra vedo solo carreggiate con piccolissimi sassi bianchi,lavoratori a cavallo e sento l'aria purissima. Inizio a ispezionare la casa, i mobili sono in legno, in cucina c'è il camino per cucinare, non esistono i fornelli, nella stanza da letto il materasso di paglia è coperto da un piccolo lenzuolo, la finestra si affaccia sul bellissimo paesaggio montano, di un verde così acceso e puro che sembra finto, e, cosa che mi fa impazzire di gioia, il letto è proprio sotto la finestra, così di notte posso guardare l'immenso cielo blu pieno di piccolissime, ma luminosissime stelle, e la luna che illumina talmente tanto che sembra giorno. Finito il giro della casa, mi metto il cappotto, vado a fare una corsa in quelle immense e vaste campagne verdi, per sentire l'ebbrezza del vento passare fra i capelli, mi stendo sul prato tra fiori di mille colori e…. m'appisolo.
Quando mi sveglio, mi accorgo che dietro alla casa, sotto due enormi abeti, c'è una piccola fontanella di acqua talmente fresca che invita a bere. Si fa buio,sento gli stimoli della fame, rientro in casa e metto a bollire sul camino una piccola pentola di latte appena munto. Sazia, decido di trascorrere la notte fuori alla luce della luna, in mezzo ai fiori, dal piano superiore prendo un pannetto e corro fuori, lo stendo in terra, mi sdraio e la mia attenzione è catturata dal bellissimo cielo blu, comincio a contare le stelle, devo rincominciare svariate volte perché molto spesso perdo il conto. Mi sento stanca, gli occhi si fanno pesanti, sento che un buon sonno mi farebbe bene, non finisco questo pensiero che già dormo. La notte è molto fresca, ma sopportabile, sembra un sogno! Sono in montagna, da sola, senza i miei genitori che quando comincia a far buio, mi strillano di rientrare perché incomincia a fare freddo, finalmente posso fare quello che voglio, per la prima volta sono io che decido quando, e cosa fare. La mattina, mi sveglio, faccio colazione, e, anche se un po' raffreddata,vado nella grande pineta che c'è sulla montagna, dietro casa. Indosso un paio di scarpette comode, e mi avvio. Davanti alla pineta, ho un po' paura, il suo aspetto non è molto rassicurante perchè è molto scura: i pini e gli abeti sono molto fitti. Turbata dalla paura di entrare, vorrei tornare indietro, ma proprio mentre sto per farlo, sento qualcuno chiamarmi. Subito penso:" Chi mai mi può conoscere?", mi giro e vedo un ragazzo della mia età: ha i capelli corti castani, gli occhi verde smeraldo, e il viso punteggiato di lentiggini; l'abbigliamento è dimesso: la maglia beige tutta strappata ai bordi ha qualche macchia nera, i pantaloni marron scuro sono anch'essi tutti sdruciti, è scalzo; mossa a compassione, gli offro un bagno ristoratore in casa perché per essere ridotto in questo stato, ha trascorso la notte sicuramente all'aperto. Mentre il ragazzo fa il bagno, gli lavo gli abiti, e in attesa che si asciughino, gli presto i miei. Dopo essersi lavato, il ragazzo, mi viene vicino,e io,piena di imbarazzo, gli chiedo chi è; mi risponde che il suo nome è Kavin, un nome a me sconosciuto, continuiamo a parlare, prendiamo entrambi un po' di confidenza, decidiamo di vivere tutti e due in quell'immensa casa, sprecata per una persona sola.Io e Kavin trascorriamo gran parte del tempo a ridere e scherzare, tutti e due confessiamo di non esserci mai divertiti tanto in vita nostra. I giorni passano, e io e Kavin andiamo sempre più d'accordo, non mi sembra vero: ho trovato finalmente un amico che mi capisce, e sa come farmi stare meglio quando sono triste o depressa, è un ragazzo fantastico, sempre allegro,sul suo volto mai un'espressione di tristezza o amarezza, sembra che nella sua vita non sia mai successo niente di spiacevole, ma….. se si comportasse così per non farmi capire che è triste, per non turbarmi?, è un ragazzo strano, non parla di sé, ma quando vorrà farlo, io sarò pronta ad ascoltarlo e a dargli il mio appoggio.
I giorni passano in fretta, osserviamo i cervi dalle lunghe corna, le lepri con la coda a battufolo, il cielo affollato di uccelli e sulle vette più alte si vedono le aquile, pronte ad individuare la preda da lontano. Kavin, mi propone una gita sulla vetta della montagna, rivelandomi che la notte, guardando le stelle, si possono fare molti giochi di immaginazione: vedere le sagome di persone, oggetti, animali …
Partiamo, ma dopo poco tempo, sento una grande stanchezza, decidiamo di fermarci, anche se manca ancora molto prima di arrivare alla cima; con l'umorismo di Kavin il tempo passa in fretta e, senza sentire troppa fatica, arriviamo in cima. Il bellissimo panorama che si ammira da quell'altezza mi incanta, mi siedo, ho le gambe indolenzite, sono stanca, così decidiamo di stendere i panni e di appisolarci, per essere svegli e riposati durante la notte e poter ammirare le stelle, e fare il famoso gioco di Kavin.
Il tempo passa, non mi spiego come mai mi trovo in questo paradiso…Ma, ecco il rumore delle auto mi sveglia e mi devo convincere che ho fatto un bellissimo viaggio con la mia fantasia.


Levoni Elena
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