Mori Federico

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Sul sentiero

Abbiamo iniziato il nostro viaggio arrancando nei primi anni ottanta, frutto della stupidita' e della spensieratezza di una generazione intera: a dire il vero, non ce n'e' mai importato molto, tesi nello sforzo di fare un passo in avanti nella direzione del comprenderci. Tuttavia, non ha mai giocato a nostro favore quella sordida incapacita' di cogliere il mutamento, se non sbattendoci contro a tempo consuetamente scaduto: un giorno ci svegliamo, ci guardiamo un attimo di troppo allo specchio e sbarriamo gli occhi mentre osserviamo inorriditi: "Ma quando sono diventato cosi' stempiato?". Allora inizieremo a tediare le nostre donne, che ci rassicureranno sul fatto che abbiamo sempre avuto l'attaccatura alta, almeno fino a quando non troveremo i primi capelli bianchi sulla spazzola.
E quante volte abbiamo cercato un profeta, sulla nostra via! La brama per uno scopo ci ha fatto spesso inchinare un ginocchio servile verso tutti quelli che si sgloano per un posto nella storia mandando al macello buon senso e persone, o cercando di far breccia nei nostri cuori ardenti con lusinghe sottili e velate minacce. C'e' costato tanto imparare a ragionare per conto nostro che spesso veniamo additati come persone poco inclini all'allegria, ma in effetti siamo solo stanchi: non biasimateci, se il nostro sorriso e', di tanto in tanto, un po' tirato.
Ed e' per questo che siamo cosi' frustrati dalla nostra inadeguatezza a comunicare, nel branco che ci attornia feroce sul sentiero: preoccupati di farci capire, ci ringhiamo contro e ululiamo bramando il silenzio, consci della sterilita' del nostro messaggio. Riusciamo a malapena ad augurarci buon viaggio, incrociando le dita.

Mori Federico
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