Papazzoni Alessia

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Il sogno

Non so perché mi capitò un'esperienza di questo genere, né se ora la realtà che sto vivendo, sia quella reale. Soltanto adesso riesco però a vedere le cose con un certo ordine ed oggettività. Solo in questo momento sono abbastanza in me per narrare quello che mi accadde, ciò che passai, e forse sto ancora vivendo. E' passato qualche tempo dai fatti che mi accingo a raccontare, forse anni, più probabilmente minuti....
Sono morta il 2 di Aprile, il cielo era terso e chiaro, l'aria limpida e temperata. Eppure sono ancora qui.
Vedo tanta gente intorno, parenti, amici che si susseguono in una incessante processione. C'è chi piange, chi si dispera, chi singhiozza , chi è scuro in volto, chi non parla. C'è chi ricorda i momenti e gli episodi passati insieme, chi non si dà pace. Ma io sono ancora qui e mi sento come se fossi viva, nonostante tutto.
E mi sorprendo di quanta gente sia intervenuta, mai avrei sperato tanto. Però, sono ancora qui.
Eccoli, avanti ed indietro dalla camera ardente, tutti con una parola compassionevole, con un fiore. Alcuni, a dirla tutta, li trovo piuttosto falsi, però capisco che in certe circostanze è l'unica condotta accettabile.
Certi non li riconosco nemmeno tanto sono invecchiati, chi per il tempo chi per la vita che non gli ha mai dato tregua, ognuno con le sue miserie, i suoi guai.
Gli amici delle superiori eccoli là, vicino al parcheggio, le teste basse , gli occhi lucidi. Capiscono perfettamente che nessuno può fare o dire qualcosa, a tutto c'è rimedio, tranne a questo. Li osservo da lontano. Mi fanno un tenerezza e un po' pena. Vorrei poter dire loro qualcosa, rincuorarli - sono qui con voi - o lacerare l'aria con una battuta risolvi guai, ma non posso. Urlo, mi agito, provo a tirare la manica del cappotto di Silvia, niente. Però sono ancora qui.
Vedo anche la Chicca fra loro, quella che mi chiedeva di accompagnarla a ballare , poi mi lasciava per il " principe azzurro" della settimana. Lei aveva tutto, quanto l'ho invidiata ai tempi. Sta dicendo agli altri che suo marito l'ha lasciata per una di quindici anni più giovane, allora non era poi così importante essere popolari?! Ma ormai non ha così importanza , almeno per ciò che mi riguarda.
Intravedo il mio ex, chissà chi glielo ha fatto sapere. Porta gli occhiali scuri, ha quattro chili di gel nei capelli…"Stile Robert De Niro " mi diceva. Ma come ho fatto a passare tanto tempo con lui???
Sento i commenti , i pensieri di chi mi sta intorno. Sono frastornata dalla miriade di scempiaggini e luoghi comuni che la gente pensa e dice ai funerali….ma il mio problema ,è che sono ancora qui.
O il trapasso è questo, o qualcosa non deve aver funzionato. Sono ancora qui, e nessuno ad accogliermi, ma tanti sono morti prima di me e immaginavo che….speravo che avrei trovato qualcuno a prendermi, invece niente. Tanti sono morti prima di me, e credevo che ci fosse qualcuno ad indicare il da farsi, ma forse mi sbagliavo… No, non vedo nessuno , tranne la folla di persone accorse al funerale , e la situazione, se prima poteva risultare divertente, inizia a diventare macabra.
Potrebbe essere questa la morte, essere soli e continuare a frequentare i luoghi in cui siamo stai da vivi. Soli in Terra così come " in cielo", se veramente di questo si tratta. Sono spaventata, scoraggiata, atterrita ma non posso niente. Ho paura.
Sento un suono in lontananza, sembra una sveglia, è sempre più vicina.
Mi sveglio, ed è come uscire da una apnea, però sono viva. Mi trovo in una stanza, è la mia, ma tutto è diverso dal solito. Sento una voce, mi dice di alzarmi, che sono in ritardo…non riesco a riconoscerla, a razionalizzare ciò che avviene. Era un sogno? O è quello che sto vivendo a non essere vero? Mi devo per forza trovare in un universo parallelo, una condizione che non è parte della mia vita reale, un incubo alla Dylan Dog.
Il sonno mi vince nuovamente. Chissà se e dove mi sveglierò, quale sarà la mia verità? Tutto potrebbe essere di nuovo diverso, le persone che mi circondano potrebbero più non essere le stesse, e i miei stessi desideri, completamente rivoluzionati. La mia narrazione parte da qui. Ora che sono di nuovo sveglia e cerco di capire se ciò che ho vissuto era un sogno o la mera realtà.

Papazzoni Alessia
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