Parenti Cosetta

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La finestra sul cortile

Storia scaturita dalla tastiera di una "reclusa" immedesimatasi con James Stewart, protagonista del famoso film di Alfred Hitchcock "La finestra sul cortile" (che, bloccato in casa con le gambe ingessate, passa il suo tempo guardando dalla finestra e curiosando nella vita dei suoi vicini di casa).

Sono le 17,00 di martedì 1 maggio 2001. Sto per intraprendere i miei primi 5 Km. di cyclette della giornata. Non riuscendo ancora a spostare la bici davanti alla tv, scosto le tende dalla finestra della cameretta e mi guardo il film della vita quotidiana dei miei concittadini.
E' una calda giornata di sole a primavera inoltrata e c'è un sacco di gente in giro. Chi in bici, chi a piedi, la maggior parte si mette in coda davanti alla gelateria e, nell'attesa scambia quattro chiacchiere con gli altri avventori, in attesa del proprio turno.
Un gruppo di scout imbocca Via Genova. Sono piccoli. Avranno tra gli 8 ed i 10 anni. Che carini. Vanno a passo svelto nella loro divisa a calzoncini corti e il fazzoletto legato al collo parlando e ridendo l'uno con l'altro.
Ecco che svolta l'angolo una coppia in bicicletta. Chissà se sono fidanzati o se sono solamente amici. Io dico che sono fidanzati. Avranno all'incirca 16/18 anni e procedono per la loro strada fianco a fianco, incuranti di tutto quello che succede intorno.
Là in fondo, sulle strisce pedonali c'è una strana signora. Ormai la vedo tutti i giorni. E' alta e magra, porta sempre i pantaloni e avanza di buon passo con una strana andatura leggermente reclinata in avanti. Non scorgo i suoi lineamenti, ma sembra essere di mezza età, i capelli biondi (tinti) lunghi fino alle spalle leggermente mossi. Se dovessi darle un nome la chiamerei Luisa. Non so perché, ma ha l'aspetto di una Luisa.
Ecco cinque ragazzotti quindici-sedicenni. Chi con i capelli per aria, chi con i capelli giallo canarino, chi con il giubbetto arancio, tutti con i jeans a zampa d'elefante scuri ultima moda. Avanzano baldanzosi anch'essi verso la gelateria.
Di rimando, poco lontano, all'altezza dell'autoscuola tre ragazzine della stessa età. Carine, frivole, ridacchiano di nulla e si guardano intorno come se fossero inseguite, ma a breve distanza non c'è nessuno.
Gira l'angolo un uomo scuro di carnagione con i baffi. E' sicuramente un extracomunitario. Porta al guinzaglio un candido cagnolino riccioluto. Strana accoppiata.
Altri due fidanzati in bici.
Due donne che attraversano la strada avvicinandosi alle vetrine del negozio "Tutto a mille lire".
Una ragazza sola su di una bici olandese: Il giubbotto è nel cestino. Guarda. Potrebbe essere la mia amica Marina, ha i capelli acconciati nello stesso modo! Ma non è lei. E' sicuramente più giovane. E poi le mie amiche oggi sono andate a fare un giro in centro a Modena (sigh!)
Quattro chilometri.
Adesso devo fare il quinto e ultimo usando solo la gamba sinistra. Inizio a contare: sono 234 pedalate di buona lena.
Uno, due, tre, quattro.....
Cosa fanno quei due a piedi? Sembra che abbiano perso qualcosa! Sono chinati a guardare per terra, ma non si capisce perché. Boh! Riprendono il cammino verso la piazza. Chissà!
....ventidue, ventitre, ventiquattro....
Che baccono là fuori sul terrazzo! Ci sono gli uccellini che sembra si stiano scannando. La vicina di casa ha messo nell'angolo esterno del davanzale di marmo un mucchiettino di briciole di pane e una vaschetta con dell'acqua e c'è un via vai incredibile!
Fra un po', quando avrò finito, vado a vedere cosa succede.
Nel frattempo passano i genitori di Andrea, il mio ex compagno di ballo al corso di latini-americani. Che coppia incredibile! Hanno l'età dei miei e li si vede sempre in giro insieme come se fossero due ragazzini perennemente innamorati. E Andrea, che fine avrà mai fatto Andrea? Anche lui vittima della mia intransigenza. Dopo il viaggio negli Stati Uniti non ci siamo più visti. Eppure ci siamo divertiti come dei matti a ballare insieme: quante risate! E poi, cosa è successo? O, come direbbe qualcun'altro: cosa non è successo? Destino.
...centotre, centoquattro, centocinque....
Ancora cinquecento metri poi ho finito. L'ultimo chilometro con una gamba sola è il più antipatico e sembra non finire mai.
Stà attraversando la strada una mia ex compagna delle elementari. Ha per mano due bambinetti. Si direbbero una di cinque ed uno di otto anni. Che diverso corso a volte ha il destino.... io qui a pedalare, chiusa nel mio nido senz'altro pensiero che per me stessa, altri invece con una bella famigliola a cui pensare ed a cui dedicare le proprie attenzioni.
...centottantasei, centottantasette, centottantotto...
Chissà se è felice.
Io, in fin dei conti non sto male, ma.... mi manca qualcosa??
Sì, il gatto.
...duecentoquattro, duecentocinque, duecentosei...
Tra poco arriva. Porta pazienza, poi cambia tutto (sto parlando a me stessa).
....duecentotrentaquattro.... stop.
Adesso scendo, un po' di stretching, ripongo la bici e vado a sbirciare dalla finestra del terrazzo i passerotti che si litigano le briciole.
E' bello sentire cinguettare!!!
Poi vado a leggere. Ho ripreso. Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Tutto passa.
Solo io, a volte, ho troppa fretta.
"Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. E' il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro?" (da 'City' di Alessandro Baricco)


Parenti Cosetta
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