Ragni Stefano

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Autostop

Non ho la macchina,non ho la patente,non ho il motorino;ho una bicicletta.Ma capirete anche voi che abitando in campagna o anche solo in periferia,come mezzo di locomozione non è il massimo.

Ed è per questo motivo che potete facilmente vedermi lungo la tangenziale col dito alzato e la faccia immersa in quella cosa,che se volessi dare un'impronta poetica chiamerei brezza,ma essendo invece realista(come
divento di più ogni giorno che passa)io ho la faccia immersa nel vero freddo.

Sono più o meno 8 anni,dai tempi in cui perdevo la corriera ed ero in ritardo già di prima mattina che mi siedo di fianco a sconosciuti e divido un tratto di strada asfaltata con loro.

Per raccontare le situazioni più disparate in cui mi sono trovato sarebbe necessario un romanzo,per spiegare quali sguardi usare per ispirare fiducia agli automobilisti,un corso.
Qui dico soltanto riguardo alla fiducia,che chi ti carica non è tenuto a fare lo sforzo di ispirarla;in fondo sei tu che hai bisogno di lui.

Quindi quella mattina di otto anni fa guardavo l'orologio e pregavo di non arrivare in ritardo alla prima ora di lezione.
Ero solo un ragazzino.
Il tizio si fermò e mi fece segno di salire.La sua faccia non esprimeva niente.
Quando fui a bordo mi bastò mezzo secondo per realizzare che c'era appoggiata sul tunnel,vicino al cambio una semiautomatica nera.Ma eravamo già in strada.
Iniziavo sudare,non riuscivo a parlare e fissavo la pistola.
"Ah,quella?" Disse la faccia che non esprimeva niente. "non ti preoccupare sono un carabiniere"

Rispettava diligentemente il limite di velocità e quindi arrivai a scuola inequivocabilmente in ritardo.


Ragni Stefano
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