Vitale Maria Grazia

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L'onda blu
Si muove da sola sul mare calmo e trasparente. La guardo dalla spiaggia e mi appare inquieta, sembra danzare da una parte all'altra, senza una precisa traiettoria. Intorno a lei tutto è sereno, un cielo leggero con poche nuvole di cotone e un mare di color grigio-verde che si muove con un ritmo costante fatto di argentee increspature e riflessi scuri. L'onda si alza sulla linea ferma del mare, si agita, vibra di un blu intenso che il bianco spumeggiante della sua cresta esalta e contrasta, un blu tutto suo, differente da ogni singola sfumatura dei toni che la circondano. Ha una sua identità, una vita a parte, non cerca spazio tra le acque sue sorelle, le sfiora soltanto per poi volare in alto, giocare con il venticello leggero, diventare schiuma e ricadere giù tornando a danzare. Continuo a guardarla seduta sulla spiaggia e la sento sempre più vicina. La vedo chiaramente e oltre a vederla mi pare di percepire come un sordo lamento che si stacca dal rumoreggiare lento e lontano del mare che conosco bene. Comincio a sentire silenzio, solo il silenzio intorno a me e poi, chiara e precisa, una voce colma di tristezza e di paura. E' l'onda che mi parla e urla la sua angoscia: "Voglio correre, andare via da questo mare, conoscere universi lontani, bagnare terre sconosciute. Ma sono ferma qua e non riesco a liberarmi da queste acque che mi legano, mi tengono prigioniera con dei legacci che vengono su dalle profondità più cupe di questo mare, così sereno e così opprimente che non mi fa trovare la mia anima".
Le dico: "E' triste tutto ciò, cosa posso fare per te?".
Mi risponde implorante: "Parla tu col mio mare, non riesco a liberarmene da sola".
"Gli parlerò", le dico, "gli dirò che devi correre, andare via, che questo è il tuo destino, vedrai sarai libera".
Così interrogo il mare, gli parlo dell'onda tanto triste e sola, come impazzita in un mare che la costringe a stare con sé mentre lei deve andare via a cercare la sua anima. Mi risponde una voce profonda e calda, molto serena, della stessa serenità dei colori che ho intorno, eh si è proprio la sua voce: il mare. Dice: "Ha poco da lamentarsi la mia onda, perché la sua anima è custodita negli abissi, deve soltanto trovarla, scendere giù nelle profondità nascoste e farla sua. Lei fa parte di me, sono il suo mare e accarezzo con amore la sua anima che le appartiene e aspetta in ogni momento che arrivi l'onda blu e la porti via in alto, via dalle mie profondità".
Ma questo cambia le cose, penso tra me, e le dico: "Onda, perché ti lamenti se la tua anima sta qui?".
Ma l'onda non mi ascolta, la vedo giocare lontana, si scompone nel vento leggero, il suo blu è ancora più luminoso. In fondo, penso, l'onda lo sa, conosce il segreto della sua anima, non andrà mai via dal suo mare, mai perché in esso si riconoscerà.
Vitale Maria Grazia
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