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Circolare del 21 giugno 2022, n. 27 - Monitoraggio delle misure PNRR

E' disponibile la circolare su REGIS, il sistema informatico per la rilevazione e la diffusione dei dati di monitoraggio del PNRR e per gli adempimenti di rendicontazione e controllo previsti dalla normativa vigente.

REGIS rappresenta la modalità unica attraverso cui le Amministrazioni interessate a livello centrale e territoriale potranno adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR.

La Circolare n. 27 fornisce le istruzioni per il corretto monitoraggio dei dati relativi alle misure del PNRR di cui sono titolari le Amministrazioni centrali
 e sono presenti anche indicazioni che riguardano i Soggetti attuatori.

La Circolare è integrata da due allegati:
1) Linee Guida per il Monitoraggio del PNRR, con le quali si forniscono indicazioni operative sulle modalità di espletamento degli adempimenti di monitoraggio attraverso il sistema ReGiS;
2) Protocollo unico di colloquio PNRR vers.1.0, realizzato in continuità con i tracciati già in uso per il monitoraggio dei progetti di investimento pubblico finanziati con i fondi delle politiche di coesione e con altre risorse nazionali, per l’acquisizione automatica delle informazioni dai sistemi locali delle Amministrazioni.

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I nuovi Fondi FESR e FSE in Emilia-Romagna

Parte in Emilia-Romagna la programmazione dei Fondi europei per il 2021-2027 dopo un confronto con gli Enti locali e con il partenariato economico-sociale, a partire dai firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima, e con il via libera dell'Assemblea legislativa.


Le risorse superano i 2 miliardi di euro, 780 milioni in più rispetto ai sette anni precedenti.


Con i Programmi regionali Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e Fse+ (Fondo sociale europeo), l'Emilia-Romagna punta su trasformazione ecologica e digitale, inclusione sociale, piena parità di genere, protagonismo delle nuove generazioni e ricucitura delle disuguaglianze territoriali.


Ora i Programmi vengono inviati alla Commissione europea, per l’approvazione già nei prossimi mesi.


Cosa finanzierà  il POR FESR Emilia-Romagna

Quasi un terzo delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale per l’Emilia-Romagna (307 milioni di euro) è destinato alla lotta al cambiamento climatico, per il sostegno a progetti che - sia in modo dedicato che trasversale - puntino su soluzioni e interventi per un’economia verde, sostenibile e resiliente.

In particolare, le risorse FESR 2021-27 saranno così distribuite: 

  • 530 milioni di euro a innovazione, ricerca e competitività; 
  • 303 milioni a sostenibilità, decarbonizzazione, biodiversità e resilienza; 
  • 40 milioni a mobilità sostenibile e qualità dell’aria; 
  • 120 milioni ad attrattività, coesione e sviluppo territoriale;
  • 31,2 milioni sono riservati alla gestione del programma.


Cosa finanzierà  il POR FSE+ Emilia-Romagna

Metà delle risorse del Fondo Sociale europeo Plus (502 milioni di euro) saranno destinate a misure per l’occupazione, a partire da quella giovanile e con un’attenzione specifica a quella femminile. 

Inoltre, almeno il 10% delle risorse dovrà coprire progetti riguardanti i territori più fragili, quali aree interne e di montagna.

In generale, le risorse saranno così ripartite:

  • 502 milioni per l’occupazione, di cui 340 specificamente per l’occupazione giovanile; 
  • 202 milioni per istruzione e formazione;
  • 288 milioni a favore dell’inclusione sociale;
  • 32,2 milioni di euro per la gestione del programma.


Le azioni regionali previste sia dal FESR che dal FSE+ sono state elaborate in coerenza con le principali strategie, europee e nazionali, per dare attuazione territoriale alla Politica di coesione e in maniera coerente con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

I programmi condividono priorità trasversali, che orienteranno i bandi e gli accordi con specifiche premialità e riserve: 

  • l’attenzione al protagonismo delle nuove generazioni;
  • il contrasto alle diseguaglianze di genere;
  • la piena partecipazione dell’intero territorio alla realizzazione degli obiettivi, incentivando il protagonismo delle comunità, comprese quelle più periferiche, per ricucire le diseguaglianze e generare uno sviluppo inclusivo;
  • la semplificazione delle procedure e degli adempimenti per l’accesso alle opportunità e ai servizi da parte di cittadini e imprese, come sancito dal Patto per la Semplificazione sottoscritto nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima.

I POR FESR e FSE+ contribuiranno in maniera complementare all’attuazione delle strategie di sviluppo territoriale integrate, in due ambiti specifici: da un lato le aree urbane, con le città capoluogo di provincia per la prima volta affiancate dalle città medie e dalle Unioni di Comuni più avanzate (Carpi con l’Unione Terre d’argine, Imola col suo circondario, l’Unione della Romagna faentina e l’Unione della Bassa Romagna); dall’altro le aree interne e montane, in analogia con la strategia nazionale, ma che nel caso dell’Emilia-Romagna si estenderanno anche a tutto il territorio dell’Appennino, da Rimini a Piacenza. Aree queste ultime che godranno di una riserva almeno pari al 10% delle risorse complessive di ciascun Programma.

Inoltre, la programmazione individua altri due macro ambiti su cui focalizzare specifici interventi di valorizzazione integrata: quello della costa emiliano-romagnola e quello dell’asse del Po e della bassa pianura padana.

È prevista, infine, un'attività di sostegno a favore degli Enti locali coinvolti nell’elaborazione di strategie territoriali integrate, per rafforzarne le capacità di programmare e attuare interventi di sviluppo locale.

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PNRR e sua attuazione: normativa e circolari di interesse

PNRR: dove trovare le informazioni

Di seguito un elenco dei siti di riferimento per trovare informazioni dettagliate,  notizie, aggiornamenti e opportunità di finanziamento sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR):

 

Italia domani

Fondazione IFEL

Futura PNRR

Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS)

Ministero della Transizione Ecologica (MITE)

Ministro per la Pubblica Amministrazione

Agenzia per la coesione territoriale

PNRR: 5,2 miliardi per asili, scuole nuove, mense, palestre, manutenzione straordinaria

Lo scorso 30 novembre sono stati presentati quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni di risorse per la messa in sicurezza delle scuole per un totale di 5,2 miliardi.

In particolare, sono previsti:

- 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile;

- 800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione;

- 400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti;

- 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare;

- 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

 

In occasione della presentazione dei 5,2 miliardi per l’edilizia scolastica, il Ministro Bianchi ha anche lanciato il sito del PNRR per l’Istruzione, un portale unico che consentirà al mondo scuola, agli stakeholder, agli Enti locali, ai cittadini, di trovare, dati, informazioni, schede sintetiche, avvisi pubblici e anche di verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.

Scarica le slide

 

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PNRR: assunzione di 1.000 esperti

Pubblicati sul portale inPA gli avvisi per il conferimento di 1.000 incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti per accompagnare le amministrazioni territoriali nelle semplificazioni indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

I 1.000 professionisti ed esperti, destinati per il 40% alle Regioni del Sud e per il 60% al Centro Nord, per tre anni, rinnovabili fino a 2, supporteranno Regioni e Province autonome, che provvederanno ad allocarne le attività presso le amministrazioni del territorio (uffici regionali, amministrazioni comunali e provinciali) per la gestione delle procedure più complesse, nel recupero dell’arretrato e nel miglioramento dei tempi effettivi di conclusione delle procedure. Ingegneri, architetti, biologi, chimici, fisici, esperti giuridici, digitali e gestionali, informatici, statistici, agronomi, geologi, geometri potranno presentare la propria candidatura fino alle ore 14.00 del 6 dicembre 2021.

Successivamente, il portale inPA genererà gli elenchi dei professionisti ed esperti con profilo coerente con quello degli avvisi, elenchi che saranno inviati alle Regioni dal Dipartimento della Funzione pubblica, in base ai fabbisogni indicati nei Piani territoriali approvati oggi dal Dipartimento. Entro il 31 dicembre 2021 le Regioni individueranno i professionisti cui conferire l’incarico.

 

Tramite il portale inPA  le Regioni e gli Enti locali potranno selezionare professionisti ed esperti.

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PNRR: aperto il bando per il trattamento dei rifiuti urbani

Il Ministero della Transizione Ecologica (MITE), nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha pubblicato il bando "Ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata".

L'obiettivo del bando coincide con la Missione 2 del PNRR, ovvero mettere in atto una rivoluzione verde e la transizione ecologica. In particolare, esso risponde alla necessità di migliorare la gestione dei rifiuti attraverso la meccanizzazione della raccolta differenziata, colmando i divari strutturali del Paese in questo ambito.

Le componenti principali che caratterizzeranno la realizzazione di questi obiettivi saranno l'economia circolare e l'agricoltura sostenibile. Nello specifico, il bando prevede la creazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l'ammodernamento di impianti esistenti.

La dotazione finanziaria complessiva è pari ad € 450 milioni.


Beneficiari: EGATO (Enti di Governo dell'Ambito Territoriale Ottimale) operativi. In assenza di EGATO operativi, soggetti beneficiari sono i Comuni, i quali possono operare singolarmente o nella forma associativa tra Comuni.


Cofinanziamento: contributo massimo di € 40.000.000,00


Scadenza: 15/02/2022


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La Commissione vara le missioni dell'UE destinate a far fronte a sfide importanti

Lo scorso 29 settembre, la Commissione europea ha varato cinque nuove missioni per collaborare al miglioramento della vita delle persone e affrontare le grandi sfide in materia di salute, clima e ambiente. Una novità che si inserisce nel programma Horizon Europe e un concetto originale nella politica dell'UE, che riunisce diversi servizi della Commissione sotto l'autorità di nove membri del Collegio.

Le missioni sosterranno la ricerca per realizzare le principali priorità della stessa Commissione e trovare risposte ad alcune delle principali sfide di oggiSi tratta di un nuovo strumento che comprende una serie di azioni, quali progetti di ricerca e innovazione, misure strategiche e iniziative legislative, per conseguire obiettivi concreti con un ampio impatto sociale ed entro un termine stabilito.

Cinque missioni punteranno a fornire soluzioni a importanti sfide globali entro il 2030:

adattamento ai cambiamenti climatici: sostenere almeno 150 regioni e comunità europee affinché diventino resilienti ai cambiamenti climatici entro il 2030, destinando 100 milioni di euro per dimostrazioni, su larga scala e adattate alle circostanze locali, al fine di affrontare i principali rischi indotti dal clima, come le inondazioni;

- lotta contro il cancro: in collaborazione con il Piano europeo di lotta contro il cancro, si interverrà per migliorare la vita di oltre 3 milioni di persone entro il 2030, mediante la prevenzione, i trattamenti e le soluzioni per vivere più a lungo e meglio, istituendo un modello di governance comune innovativo che garantisca l'integrazione sistematica ed efficace dei progressi in materia di ricerca, di innovazione e di strategie nel settore della lotta contro il cancro in Europa;

far rivivere i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030 creando una rete di centri faro a livello di mari e bacini fluviali, al fine di attuare la missione e estendere le reti delle zone marine protette; 

- 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030  che coinvolgeranno i loro abitanti nella messa a punto di "contratti cittadini per il clima" per contribuire a raggiungere la neutralità climatica addirittura entro il 2030;

patto europeo per i suoli: 100 laboratori viventi e centri faro per guidare la transizione verso la salubrità dei suoli entro il 2030, incentivando le persone a partecipare ad iniziative scientifiche promosse dai cittadini volte a migliorare collettivamente la salubrità dei suoli.

Le missioni affondano le loro radici nel programma Horizon Europe, ma la loro attuazione  andrà ben al di là della ricerca e dell'innovazione al fine di sviluppare nuove soluzioni e migliorare la vita dei cittadini europei. La loro novità e il loro valore aggiunto sono dovuti al fatto che prevedono una serie di interventi basati su vari strumenti, modelli economici e investimenti pubblici e privati a livello UE, nazionale, regionale e locale. Da qui al 2023 Horizon Europe erogherà finanziamenti iniziali per le missioni fino ad € 1,9 miliardi.

Affinché le missioni abbiano successo, sarà fondamentale il sostegno di altri programmi europei e nazionali.

Queste avranno, inoltre, un collegamento diretto con i cittadini, coinvolgendoli nella loro progettazione, attuazione e monitoraggio. Gli Stati membri, le regioni e un'ampia gamma di portatori di interessi del settore pubblico e privato saranno coinvolti per contribuire a garantire risultati duraturi per tutti i cittadini dell'UE.

Infine, esse sosterranno le priorità della Commissione, tra cui il Green Deal europeo, Un'Europa pronta per l'era digitale, Il Piano europeo di lotta contro il cancro, Un'economia al servizio delle persone e il Nuovo Bauhaus europeo.

 

Per approfondimenti, visita il sito della Commissione europea 

Discorso sullo stato dell'Unione - 2021

Lo scorso 15 settembre, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato il suo secondo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo.

La Presidente ha posto l'accento sulla ripresa dell'Europa dalla crisi COVID-19 e sulle azioni necessarie per una ripresa duratura che apporti benefici a tutti: dalla preparazione sanitaria alla dimensione sociale, alla leadership tecnologica, a un'Unione della difesa.

La Presidente ha descritto come l'Europa possa garantire una ripresa duratura preparandosi ad affrontare le future crisi sanitarie, grazie all'autorità HERA, sostenendo la vaccinazione in tutto il mondo e assicurando una ripresa economica solida e vantaggiosa per tutti.

Ha inoltre evidenziato l'importanza di rimanere fedeli ai nostri valori e ha ricordato il dovere dell'Europa di occuparsi dei più vulnerabili, difendere la libertà dei media, rafforzare lo Stato di diritto nell'UE e valorizzare i giovani. Per questo motivo ha proposto di proclamare il 2022 Anno europeo dei giovani.

L'Europa continuerà ad agire nel mondo, avendo come obiettivo il bene comune. Per questo motivo, Ursula von der Leyen si è impegnata a proseguire il lavoro volto a incoraggiare i partner mondiali ad agire per contrastare i cambiamenti climatici. Di fronte ai recenti sviluppi in Afghanistan, la Presidente ha inoltre annunciato un aumento degli aiuti umanitari agli afghani e ha sottolineato l'importanza, per l'Europa, di sviluppare le proprie capacità di difesa.

Il discorso è qui disponibile in tutte le lingue, mentre qui si può scaricare la pubblicazione sui principali risultati conseguiti dalla Commissione europea nell'ultimo anno.

Per approfondimenti, visita il sito della Commissione europea - Rappresentanza in Italia

Approfondimento PNRR: Delegazione presso l'UE della Regione Emilia-Romagna

La Delegazione presso l'UE della Regione Emilia-Romagna ha elaborato un'utile infografica sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) del Governo italiano, trasmesso ufficialmente alla Commissione europea lo scorso 30 aprile.

L'infografica mostra i punti salienti del PNRR italiano, da poco approvato dal Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN).

Il PNRR è il programma di investimenti  dell'Italia nell'ambito del Next Generation EU, il pacchetto di iniziative e di finanziamenti che rappresenta la risposta dell’UE alla crisi pandemica Covid-19, il cui ammontare complessivo è pari a 750 miliardi di euro per i prossimi anni. 

Il PNRR italiano prevede investimenti complessivi pari a 222,1 miliardi di euro, di cui 191,5 miliardi di euro finanziati tramite il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e ulteriori 30,6 miliardi tramite da un Fondo complementare finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio, approvato lo scorso 15 aprile dal Consiglio dei Ministri. 

Il Piano è strutturato in sei missioni:

- Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura; 

- Rivoluzione Verde e Transizione ecologica; 

- Infrastrutture per una Mobilità sostenibile; 

- Istruzione e Ricerca; 

- Inclusione e Coesione;

- Salute. 

La Delegazione presso l'UE della Regione Emilia-Romagna, inoltre, ha elaborato un ulteriore approfondimento mettendo a confronto i PNRR di Italia, Spagna, Francia, Germania e Danimarca. In particolare, i Piani vengono analizzati con riferimento ad alcuni temi prioritari come il digitale, l' ambiente, l'istruzione e la ricerca, l' inclusione e la coesione, la salute e le infrastrutture.  

 

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Viaggiare sicuri col Certificato Covid digitale UE

Il nuovo certificato covid digitale UE facilita il modo di viaggiare in Europa durante la pandemia, già da quest’estate.

Il certificato attesta se la persona è stata vaccinata contro il coronavirus, si è sottoposta a un test di esito negativo o è guarita dal coronavirus negli ultimi 6 mesi.

La sua emissione è di competenza dalle autorità nazionali ed è disponibile sia in formato digitale (ad esempio per smartphone e tablet), che in formato cartaceo. Entrambi i formati dispongono di un codice QR, per permettere la lettura delle informazioni essenziali al momento del viaggio.

Il certificato è gratuito. Questo sistema è entrato in vigore il 1° luglio e sarà valido per un periodo di 12 mesi, nei 27 paesi UE oltre che in alcuni paesi extra-europei.

Il certificato è disponibili in tre versioni: certificato vaccinale, indicante l'avvenuta vaccinazione del titolare; certificato test, indicante il tipo di test effettuato dal titolare (PCR o dell'antigene), la data e il risultato; certificato di guarigione: attestante l'avvenuta guarigione del titolare dall'infezione di tipo SARS-CoV-2 a seguito di un test NAAT positivo.

Per il momento non vengono riconosciuti i test sierologici, ma sono riconosciuti i test di amplificazione degli acidi nucleici detti "NAAT" (inclusi tamponi RT-PCR) e i test rapidi dell'antigene.

Si ricorda che la Commissione europea metterà in campo 100 milioni di euro nell'ambito dello strumento per il sostegno di emergenza, per l'acquisto dei test necessari all'emissione dei certificati.


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Strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici

Il 10 giugno scorso, il Consiglio europeo ha approvato la nuova Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici che aiuterà l'UE a diventare resiliente ai cambiamenti climatici e ad affrontare i loro impatti futuri sulla salute umana, la natura e l'economia. 

In particolare, la nuova Strategia si concentra su:

- il miglioramento dei dati e su un migliore utilizzo dei dati esistenti, anche potenziando la piattaforma Climate-ADAPT;

- la promozione di soluzioni basate sulla natura, per preservare o migliorare la biodiversità nonché proteggere e ripristinare gli ecosistemi;

- l'integrazione di considerazioni finanziarie ed economiche che incoraggi il ricorso ad assicurazioni contro i rischi connessi al clima;

- l'intensificazione dell'azione a livello internazionale, in linea con gli Accordi di Parigi, aumentando i finanziamenti internazionali e rafforzando gli scambi globali in materia di adattamento.

L'UE ha fissato un obiettivo di spesa pari al 30% a favore dell'azione per il clima nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 e ad almeno il 37% nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

 

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Politica di Coesione: al via i nuovi regolamenti

Sulla Gazzetta Ufficiale L 231 del 30/06/2021 sono stati pubblicati i Regolamenti istitutivi del Fondo per una transizione giusta, del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), del  Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo di coesione, nonché il Regolamento sulle disposizioni comuni a otto fondi a gestione concorrente: FESR, Fondo di coesione, FSE+; Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA); Fondo per una transizione giusta (Just transition Fund); Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI); Strumento per la gestione delle frontiere e i visti; Fondo per la Sicurezza interna.

In particolare, il suddetto pacchetto legislativo stabilisce disposizioni specifiche per il FESR (226 miliardi di euro) per contribuire a rafforzare la coesione economica e sociale nell'UE, correggendo gli squilibri tra le sue regioni, realizzando nel contempo le priorità politiche dell'Unione attraverso una concentrazione tematica delle risorse; e per il Fondo di coesione (48 miliardi di euro) al fine di sostenere progetti in materia di ambiente e di reti trans-europee nel settore delle infrastrutture dei trasporti.

Il FSE+, invece, è il principale fondo per investire nelle persone e sarà lo strumento finanziario chiave per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di sostenere l'occupazione e creare una società equa e inclusiva. Fornirà inoltre agli Stati membri le risorse indispensabili per la ripresa dalla crisi da Covid-19. Grazie a una dotazione di 99,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, gli Paesi membri potranno utilizzare i fondi dell’FSE+ per creare e proteggere opportunità di lavoro, promuovere l'inclusione sociale, combattere la povertà, anche lottando contro la mancanza di una fissa dimora, e dotare i lavoratori delle competenze necessarie per la transizione verde e digitale. Il Fondo comprende inoltre l'obbligo ambizioso per gli Stati membri di investire nei giovani e lottare contro la povertà infantile.

Il Fondo per una transizione giusta è un fondo nuovo parte della politica di coesione con una dotazione complessiva di 19,2 miliardi di euro ed è un elemento chiave del Green Deal europeo. Costituisce infatti il primo pilastro del Meccanismo per una transizione giusta con l'obiettivo di attenuare i costi socioeconomici derivanti dalla transizione verso un'economia climaticamente neutra attraverso un'ampia gamma di attività volte principalmente alla diversificazione dell'attività economica e a sostenere l'adattamento delle persone a un mercato del lavoro in evoluzione. 

Infine, con una dotazione di 8,1 miliardi di euro, la sesta generazione di INTERREG continua a caratterizzare la cooperazione territoriale in Europa nell'ambito di tutte le sue diverse componenti (transfrontaliera, transnazionale e interregionale). Il regolamento del programma contempla la cooperazione ai confini esterni dell'UE, che beneficia del sostegno di strumenti esterni (quali lo strumento di assistenza pre-adesione, IPA e lo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, NDICI) e istituisce una nuova componente dedicata al rafforzamento della cooperazione regionale delle regioni ultra periferiche.

 

Per approfondimenti, vai al sito di EuropaFacile 

PON Inclusione FSE 2014/2020: finanziamento al Comune di Modena a valere sull'Avviso 3/2016 – Avviso 1/2019 PaIS

 

Il Comune di Modena, Settore Servizi sociali, sanitari e per l'integrazione, ha aderito al Programma Operativo Nazionale (PON) Inclusione FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014/2020. 

Il programma, cofinanziato dal FSE, ha per la prima volta destinato fondi strutturali a supporto delle politiche di inclusione sociale. In particolare, il PON inclusione intende contribuire alla definizione dei livelli minimi di alcune prestazioni sociali, affinché queste siano garantite in modo uniforme in tutte le regioni italiane, superando l'attuale disomogeneità territoriale.

L'obiettivo è creare un modello di welfare basato sull'inclusione attiva, rafforzando i servizi territoriali e il loro ruolo nei confronti dei cittadini fragili. 

Per favorire il sostegno alle persone in povertà sono stati pubblicati l'Avviso 3/2016 e l'Avviso 1/2019 PaIS, che hanno destinato complessivamente agli ambiti territoriali rispettivamente 486 milioni di euro e 250 milioni di euro per interventi rivolti ai beneficiari SIA (Sostegno per l'Inclusione Attiva)_REI (Reddito di Inclusione) _RES (Reddito di Solidarietà)_RDC (Reddito di Cittadinanza) e al rafforzamento dei servizi loro dedicati da realizzare nel periodo 2016/2020 in conformità con le linee guida condivise in Conferenza Unificata. 

I progetti finanziati a Modena riguardano in particolare l'implementazione delle misure di inclusione e sostegno al reddito attraverso l'assunzione di operatori impegnati nella raccolta delle domande e nell'attivazione di progetti di presa in carico

 

 

 

Progetto ITA.C.A. - ITAlian Cities Against discrimination

Il progetto ITA.C.A. - ITAlian Cities Against discrimination - è cofinanziato dal Programma UE "Diritti, uguaglianza e cittadinanza" (REC), valido per il periodo 2014-2020.

ITA.C.A., iniziato nel novembre 2020 e che termina nell'ottobre 2022, vede il coinvolgimento, oltre che del Comune di Modena, in qualità di partner, di ICEI - Istituto Cooperazione Economica Internazionale - quale coordinatore del progetto, del Comune di Reggio Emilia, della Fondazione Mondinsieme e dell'ISMU (Fondazione per le Iniziative e lo Studio sulla Multietnicità).

L'obiettivo del progetto è duplice:

- rafforzare il ruolo dei comuni della Rete italiana delle città interculturali ICC nell'attuare efficacemente la legislazione, le prassi e le politiche di non discriminazione, contribuendo così alla lotta , diretta e indiretta, alla discriminazione attuata dentro e fuori le amministrazioni pubbliche;
- promuovere nelle città italiane una cooperazione strutturata tra pubblico e privato sociale , al fine di incrementare nei cittadini la consapevolezza e la conoscenza in merito alla tutela delle vittime di discriminazioni e promuovere le pari opportunità.

Il progetto ha due tipologie di destinatari:
1) gli enti locali, beneficiari principali in quanto responsabili dell’attuazione delle politiche locali. In particolare, ITA.C.A.  si focalizza su 7 città membri attivi della Rete ita liana delle città interculturali. Non soltanto il Comune di Modena e Reggio Emilia, quali partner del progetto, ma anche altre 5 realtà urbane selezionate a inizio progetto attraverso una manifestazione di interesse, ovvero: il Comune di Casalecchio di Reno (BO), il Comune di Fucecchio (FI), il Comune di Novellara (RE), il Comune di Olbia (OT), il Comune di Viareggio (LU);
2) le organizzazioni della società civile e i gruppi di utenti vulnerabili: ONG, associazioni di migranti, organizzazioni culturali, ecc.

ITA.C.A. si concentra sul rafforzamento delle capacità e degli strumenti in possesso delle città per combattere le pratiche discriminatorie, il potenziamento della cooperazione fra il settore pubblico e privato e la diffusione del progetto e dei suoi contenuti a livello europeo, attraverso azioni come:

- la mappatura delle pratiche discriminatorie nelle città;

- sessioni formative per il personale dei comuni in materia di discriminazioni, legislazione di vario tipo, ecc.;

- scambi di buone pratiche a livello nazionale ed europeo;

- la creazione di un gruppo di lavoro all’interno della Rete delle Città del Dialogo, con l’obiettivo di creare strumenti operativi per combattere la discriminazione;

- la sperimentazione degli strumenti operativi nelle città di Modena e Reggio Emilia;

- workshop formativi, uno per ogni città, su discriminazione e consulenza rivolti alle organizzazioni della società civile;

- una campagna sui social media volta a promuovere una narrazione positiva sul tema della diversità;

- eventi di vario tipo volti alla sensibilizzazione della cittadinanza, ma anche di carattere nazionale per il confronto fra comuni ed organizzazioni della società civile e di diffusione per le città della “Rete delle Città del Dialogo", iniziative europee di condivisione di esperienze e formazione, una visita di studio presso una città europea, un seminario conclusivo a Bruxelles alla presenza della Commissione europea.


Vai alla pagina del progetto sul sito di ICEI

 

Vai al Comunicato Stampa del Comune di Modena

Nuovo piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027

Il piano, presentato lo scorso 24 novembre dalla Commissione europea, promuove l'inclusione per tutti riconoscendo l'importante contributo dei migranti all'UE.

Circa l'8 % degli abitanti europei sono nati fuori dall'UE e il 10 % dei giovani (di età compresa tra 15 e 34 anni) nati nell'UE hanno almeno un genitore nato in un paese terzo. I migranti e i cittadini provenienti da un contesto migratorio svolgono un ruolo cruciale nella società europea e in vari settori della nostra economia, anche come lavoratori essenziali. Tuttavia, continuano a sperimentare difficoltà nell'accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'inclusione sociale.

A completare le strategie esistenti e future dell'UE volte a promuovere l'uguaglianza e la coesione sociale, lo scorso 24 novembre è stato presentato dalla Commissione europea il piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione.

Il piano d'azione propone un sostegno mirato e su misura che tiene conto delle singole caratteristiche che possono porre specifiche difficoltà alle persone provenienti da un contesto migratorio, come il genere o la religione. Le principali azioni previste riguardano: istruzione e formazione inclusiva; maggiori opportunità di impiego e un migliore riconoscimento delle competenze; promozione dell'accesso ai servizi sanitari; accesso ad alloggi adeguati a prezzi accessibili.

Il piano d'azione sarà attuato mobilitando finanziamenti dell'UE e creando partenariati con tutti i soggetti coinvolti: migranti, comunità di accoglienza, parti economiche e sociali, società civile, autorità locali e regio-nali e settore privato. Potenzierà e sosterrà il ruolo delle comunità locali nella formulazione e nell'attuazione delle misure e dei programmi di integrazione, accentuando al contempo la responsabilità dei singoli individui per quanto riguarda la partecipazione alla società ospitante. Cercherà di modernizzare l'accesso ai servizi ricorrendo a strumenti digitali. Infine, migliorerà la base di conoscenze per favorire l'ulteriore sviluppo delle politiche e per assicurare un valido monitoraggio dei risultati.

 

Per approfondire consultare il sito della Commissione europea – Rappresentanza in Italia 

PSR della Regione Emilia-Romagna -Tipo di operazione 8.5.01 “Investimenti diretti ad accrescere la resilienza ed il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”

La Regione Emilia-Romagna con Determinazione n. 14608 del 07/08/2019 del Servizio Aree protette, foreste e sviluppo della montagna della Direzione Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente, nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Tipo di operazione 8.5.01 “Investimenti diretti ad accrescere la resilienza ed il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”, ha finanziato un progetto del Comune di Modena per interventi di miglioramento strutturale per l’efficienza ecologica dei boschi nelle aree di forestazione del Comune di Modena, per un finanziamento totale di 61.215,79 euro.

 

Con un costo complessivo che ammonta a 74.682,26 euro, il progetto prevede la realizzazione di interventi di miglioramento strutturale per l’efficienza ecologica dei boschi nelle aree di forestazione a Marzaglia e Villanova.

 

In particolare, sono previsti tagli selettivi di alberi secchi o aduggiati, intervenendo in modo mirato per favorire la rinnovazione del bosco e consentire un maggior sviluppo delle latifoglie. L’obiettivo è consolidare e rafforzare il valore ambientale ed ecologico dei boschi di proprietà comunale, intervenendo sulla struttura in modo da aumentarne la stabilità e al fine di raggiungere obiettivi di multifunzionalità.

 

Per approfondimenti sul PSR della Regione Emilia-Romagna:

https://agrea.regione.emilia-romagna.it/settori-di-intervento/aiuti/psr

 

Per approfondimenti sul FEASR della Commissione europea:

http://europa.eu/legislation_summaries/agriculture/general_framework/l60032_it.htm

Lo Stato di diritto nell'Unione europea

La Commissione pubblica la prima relazione annuale

Lo scorso 30 settembre la Commissione europea ha pubblicato la prima relazione annuale sulla situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea.

La relazione costituisce una delle principali iniziative del programma di lavoro della Commissione per il 2020 e fa parte del nuovo Meccanismo per lo Stato di diritto, uno strumento con una funzione preventiva distinto dagli altri strumenti dell'UE in materia di Stato di diritto. L'obiettivo del meccanismo è quello di migliorare la comprensione e la consapevolezza dei problemi e degli sviluppi di rilievo, nonché di individuare le sfide allo Stato di diritto e aiutare gli Stati membri a trovare soluzioni con il sostegno della Commissione e degli altri Stati membri, e di portatori di interessi quali la commissione di Venezia. 

La relazione, in particolare, è il risultato di uno stretto dialogo con le autorità nazionali e i portatori di interessi ed esamina tutti gli Stati membri in modo obiettivo e imparziale. Riflette inoltre sulle conseguenze delle misure di emergenza adottate dagli Stati membri a causa della crisi del coronavirus.

Nel dettaglio, la relazione analizza i quattro pilastri principali ritenuti di maggiore impatto sullo Stato di diritto: i sistemi giudiziari nazionali, i quadri anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri, essenziali per un sistema efficace di governance democratica.

 

Vedi le principali conclusioni sulla situazione dello Stato di diritto negli Stati membri

Scarica la relazione integrale della Commissione sullo Stato di diritto nell'UE [PDF]

Consultazione pubblica e invito a creare un gruppo di esperti sui punti di vista dei migranti

Sviluppare un piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione

La Commissione ha avviato lo scorso 22 luglio una consultazione pubblica in tutta l'Unione per raccogliere pareri sulle nuove azioni che potrebbero essere intraprese dall’UE per promuovere l'integrazione e l'inclusione sociale dei migranti. La Commissione ha pubblicato inoltre un invito a creare un gruppo di esperti costituito da persone provenienti da un contesto migratorio, per partecipare all'elaborazione e all'attuazione delle politiche su migrazione, asilo e integrazione.

Attraverso la consultazione e il gruppo di esperti la Commissione intende raccogliere contributi da un'ampia gamma di parti interessate, che va dalle autorità nazionali, regionali e locali alle organizzazioni della società civile, alle parti sociali ed economiche, alle imprese, agli erogatori di istruzione e formazione, alle università, alle organizzazioni culturali e sportive, alle organizzazioni di migranti e ai privati cittadini. I risultati della consultazione contribuiranno all'elaborazione del piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione, annunciato nel programma di lavoro della Commissione.

La consultazione pubblica sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE fino al 21/10/2020.

Sarà possibile candidarsi per far parte del gruppo di esperti della Commissione sui punti di vista dei migranti fino al 21/09/2020.

 

Per saperne di più visita il sito della Commissione Europea.

 

Consultazione pubblica sull'accesso digitale al patrimonio culturale europeo

Tempo fino al 14 settembre per partecipare

La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sulle opportunità offerte dalle tecnologie digitali per il settore dei beni culturali.

Cittadini, amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, organizzazioni e reti internazionali, aziende, organizzazioni di ricerca e università sono invitati a fornire un feedback sulla Raccomandazione del 2011, sulla digitalizzazione del materiale culturale e la conservazione digitale.

L'obiettivo delle consultazioni è proporre uno strumento politico appropriato per sostenere la trasformazione digitale del patrimonio culturale.

La pandemia di coronavirus e le misure di allontanamento fisico adottate in tutti gli Stati membri hanno evidenziato la necessità pratica di un patrimonio culturale virtualmente accessibile e i vantaggi di disporre di questi strumenti digitali.

Sarà possibile partecipare alla consultazione fino al 14/09/2020 e le opinioni raccolte confluiranno nella possibile revisione della Raccomandazione sopra citata.

 

Per saperne di più visita il sito della Commissione europea.