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Webinar sui "Consortium Agreements" di Horizon 2020

21 ottobre 2020

Il webinar è organizzato dall'European IP Helpdesk e presenterà le modalità di preparazione e i contenuti dei Consortium Agreement (l'Accordo tra capofila e partner) nei progetti Horizon 2020, con un focus sulle disposizioni riguardanti la proprietà intellettuale.

L'evento cercherà di dare risposta alle seguenti domande:

- cos'è un Consortium Agreement?

- Quando il Consortium Agreement dovrebbe essere firmato e da chi?

- Che modelli di Consortium Agreement sono disponibili e per quali tipologie di progetti?

- Quali aspetti dovrebbero essere previsti dal Consortium Agreement?

- In merito alla proprietà intellettuale: con quali norme del Grant Agreement (Contratto del progetto) il Consortium Agreement non può essere in contrasto? Quali sono le aree in cui il Grant Agreement può prevedere un margine di flessibilità del Consortium Agreement?  Esempi di clausole che possono essere aggiunte alla bozza di Consortium Agreement.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione qui

 

Vai al sito di First di ASTER

Concorso L'Europa è QUI

Racconta ciò che hai realizzato grazie al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e potrai partecipare alla nuova campagna di comunicazione della Regione Emilia-Romagna sui risultati e le opportunità dei Fondi europei.

Il concorso è aperto a tutti i beneficiari dei finanziamenti POR FESR 2014-2020soggetti pubblici e privati dell'ecosistema regionale dell'innovazione, Laboratori aperti, enti locali, imprese e liberi professionisti, testimoni dell'Europa in Emilia-Romagna

Dopo il successo della seconda edizione del concorso spot video QUI le idee diventano realtà dedicato ai beneficiari del POR FESR e POR FSE, torna quest’anno un nuovo concorso, rinnovato nelle modalità di partecipazione: L’Europa è QUI.

Alla base del concorso 2020 lo stesso obiettivo: raccontare con una testimonianza diretta ciò che è stato realizzato in Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei, dall’idea di partenza al suo sviluppo, e quale impatto positivo ha avuto o potrà avere per le persone, la comunità e il territorio.

Quest'anno:

- c'è più tempo per partecipare al concorso: i beneficiari hanno tempo fino al 9 ottobre 2020 per inviare il racconto del loro progetto;

- più libertà nelle forme di comunicazione: i beneficiari potranno scegliere liberamente il modo in cui raccontare il progetto finanziato - dallo spot video alla canzone, dallo slogan all’infografica, dalla fotografia al post social – utilizzando gli strumenti, anche mixati, che riterranno più efficaci.

 

Ciascun beneficiario POR FESR può candidarsi nella propria categoria di appartenenza:

- soggetti pubblici e privati che fanno parte dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione: Laboratori della Rete Alta Tecnologia, Tecnopoli, Associazioni Clust-ER;

- autorità urbane e soggetti gestori pubblici e privati della Rete dei Laboratori aperti dell’Emilia-Romagna;

- enti locali beneficiari degli interventi di riqualificazione energetica e di valorizzazione dei beni culturali e ambientali (Assi 4 e 5);

- imprese e liberi professionisti beneficiari di risorse Por FESR 2014-2020 (Assi 1, 3 e 4);

Tutti i materiali inviati saranno promossi sui canali web e social della Regione e in occasione di eventi dedicati ai Fondi europei e allo sviluppo sociale ed economico.

 

Per partecipare basta iscriversi attraverso il form dedicato e inviare i propri materiali all’indirizzo infoporfesr@regione.emilia-romagna.it entro il 9 ottobre 2020.

Guarda il video promo e leggi il regolamento.

 

Per qualsiasi dubbio potete scrivere a infoporfesr@regione.emilia-romagna.it

 

Vai al sito POR FESR Emilia-Romagna

 

 

Bando 2020 del Programma UE Salute pubblica

Il programma dell’Unione europea in tema di Salute, valido per il 2014-2020, ha l’obiettivo di integrare, sostenere e aggiungere valore alle politiche degli Stati membri per migliorare la salute dei cittadini e ridurre le disuguaglianze fra gli stessi, promuovendo la salute, incoraggiando l’innovazione in ambito sanitario, accrescendo la sostenibilità dei sistemi sanitari e proteggendo i cittadini dalle gravi minacce sanitarie transfrontaliere.

 

Il bando 2020 copre topic, ciascuno con uno specifico budget e formulari specifici:

1) appalti pubblici sanitari nell'UE - Id: PJ-02-2020;

2) sostegno agli investimenti sanitari - Id: PJ-03-2020;

3) sostegno all'attuazione delle migliori pratiche nel settore della salute mentale - trasferimento di iFightDepression (Alleanza europea ontro la depressione) - Id: PJ-04-2020;

4) sostegno all'attuazione delle migliori pratiche nel settore della salute mentale - trasferimento di Housing First Portugal (Casas Primeiro Portogallo) - Id: PJ-05-2020;

5) maggiore accesso alla vaccinazione per i migranti appena arrivati nei Paesi di prima linea, di transito e di destinazione - Id: PJ-06-2020;

6) maggiore accesso alla vaccinazione per gruppi di popolazione svantaggiati, isolati e difficili da raggiungere - Id: PJ-07-2020;

7) attività degli stakeholder a sostegno a una cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili con i vaccini - Id: PJ-08-2020.

 

Candidati ammissibili sono soggetti con personalità giuridica quali: enti pubblici, ONG, enti privati, aventi sede nei Paesi partecipanti al bando (Stati UE, Islanda, Norvegia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Moldova).

I progetti devono avere una durata indicativa di 36 mesi e devono essere realizzati in almeno 3 diversi Stati partecipanti. Il contribuito comunitario copre fino al 60% dei costi ammissibili e fino all’ 80% per progetti “di utilità eccezionale”.

Scadenza: 06/08/2020

 

Vai al sito di Europafacile


 

314 milioni di euro alle imprese innovative per combattere il coronavirus e sostenere la ripresa

 

Lo scorso 8 giugno, la Commissione europea ha annunciato di aver assegnato quasi 166 milioni di euro, attraverso lo Strumento pilota Accelerator del Consiglio europeo per l'innovazione (CEI), a 36 imprese che combatteranno la pandemia da coronavirus.

Inoltre più di 148 milioni di euro saranno assegnati ad altre 36 imprese che contribuiranno al Piano per la ripresa dell'Europa, portando così il totale degli investimenti da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell'UE, a 314 milioni di euro.

Le 36 imprese selezionate che contribuiranno alla lotta contro il coronavirus parteciperanno a progetti all'avanguardia, quali l'incremento della produzione di salviette per la biodecontaminazione, lo sviluppo di sistemi per il monitoraggio della qualità della ventilazione che forniscono ai soccorritori informazioni in tempo reale, lo sviluppo di una piattaforma basata sugli anticorpi per il trattamento di casi gravi di infezione, e molti altri ancora.

Inoltre a 139 imprese che lottano contro il coronavirus, ma che non hanno potuto ricevere finanziamenti in questa tornata a causa di limitazioni di bilancio, è stato conferito il marchio di eccellenza Covid-19 introdotto di recente, come riconoscimento del valore della loro proposta e al fine di aiutarle ad ottenere sostegno da altre fonti di finanziamento.

Altre 36 imprese sosterranno il Piano per la ripresa dell'Europa, lavorando in molti settori e su vari progetti, tra cui ad esempio lo sviluppo di torri eoliche più robuste e alte costituite da moduli di legno che potrebbero ridurre drasticamente i costi dell'energia eolica, un sistema di produzione per un fertilizzante organico e una soluzione basata sulla blockchain per pratiche di riciclaggio sostenibili da parte dei produttori. Sono stati conferiti altri 679 marchi di eccellenza a proposte di elevata qualità che, pur soddisfacendo i criteri di finanziamento del CEI, non hanno potuto essere finanziate a causa del bilancio limitato.

A marzo un numero record pari a quasi 4 000 start-up e piccole e medie imprese (PMI) ha presentato domanda per lo Strumento pilota Accelerator del CEI, oltre 1 400 delle quali hanno proposto innovazioni connesse alla pandemia da coronavirus. Per questo motivo sono stati recentemente destinati a questa tornata di finanziamenti ulteriori 150 milioni di euro, portando il totale complessivo a oltre 314 milioni di euro. Le start-up e le PMI selezionate che riceveranno il sostegno provengono da 16 paesi, tra cui 12 Stati membri dell'UE, il Regno Unito e 3 Paesi associati.

Vai al sito della Commissione europea - Rappresentanza in Italia

Bando AAL: invecchiamento sano con il sostegno delle soluzioni digitali

Il bando 2020 del programma "Active & Assisted Living" (AAL)  è incentrato sul tema "Invecchiamento sano con il sostegno delle soluzioni digitali" .

L'obiettivo del bando è finanziare progetti collaborativi, innovativi, transnazionali e mutlidisciplinari, sulla base del seguente approccio: sviluppo di soluzioni ICT che siano applicabili nei settori di interesse del programma AAL e che siano integrate nelle strategie delle organizzazioni di utenti finali, dei fornitori di servizi e dei partner commerciali coinvolti; una maggiore flessibilità in termini di obiettivo, grandezza e durata dei progetti, compresi i piccoli progetti collaborativi.

I settori del programma AAL comprendono soluzioni per l'invecchiamento attivo, per esempio nel mondo del lavoro e della formazione, per la vitalità e le abilità, il tempo libero e la cultura, l'informazione e la comunicazione, così come per l'assistenza alla salute e nell'ambito della cura, nelle abitazioni, nei trasporti e nella mobilità, nel campo della sicurezza.

Il bando finanzia progetti collaborativi candidati da almeno 3 organizzazioni di altrettanti Stati eleggibili, mirati alla commercializzazione sul mercato e con un valore aggiunto per le diverse tipologie di utenti finali. La durata dei progetti deve essere compresa fra un minimo di 12 mesi e un massimo di 30 mesi e il cofinanziamento UE è di massimo 2.500.000 euro, per un budget complessivo indicativamente di 5.000.000 di euro.

La call finanzia anche piccoli progetti collaborativi di durata compresa fra i 6 e i 9 mesi, per un contributo UE di massimo 300.000 euro. Questi progetti intendono vagliare nuove idee, nuovi concetti e approcci innovativi per soluzioni ICT rivolte agli anziani.

I partenariati devono comprendere almeno un partner commerciale almeno un partner PMI profit e almeno un'organizzazione di utenti finali. Per i piccoli progetti collaborativi, i candidati devono verificare se le rispettive agenzie di finanziamento sostengono questa tipologia di progetto.

Per l'Italia, le Agenzie nazionali di finanziamento sono il MIUR, il Ministero della Salute e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Scadenza: 24/08/2020

Per saperne di più, vai al sito di First di Aster


Programma LIFE: aperti i bandi 2020

Sono aperti i nuovi bandi del programma LIFE, articolato nei sottoprogrammi Ambiente e Azione per il clima, nell’ambito dei quali si collocano call con focus tematici specifici.

 

Sottoprogramma Ambiente:

1) Progetti tradizionali in materia di:

- ambiente ed efficienza delle risorse;

- natura e biodiversità;

- governance ambientale e informazione.

2) Progetti di assistenza tecnica.

 

Sottoprogramma Azione per il clima:

1) Progetti di assistenza tecnica.

2) Progetti tradizioni in materia di:

- mitigazione del cambiamento climatico;

- adattamento al cambiamento climatico;

- governance per il clima e informazione.

3) Progetti integrati relative al sottoprogramma azione per il clima.

 

Potranno presentare proposte progettuali enti pubblici, imprese e organizzazioni senza scopo di lucro.

 

A causa dell'emergenza sanitaria Covid-19, il bando prevede nuove misure e provvedimenti per facilitare le candidature ed elaborare proposte pertinenti e aggiornate rispetto agli sviluppi di questa emergenza. In particolare:

- le scadenze sono posticipate di un mese rispetto a quanto inizialmente annunciato;

- sarà possibile confrontarsi con un esperto del programma in merito alla propria idea progettuale;

- sarà possibile finanziare terze parti per iniziative locali che contribuiscano agli obiettivi del progetto;

- si incoraggiano le grandi imprese a fungere da incubatori delle piccole startup attraverso i fondi del programma;

- si incoraggia a riflettere sul potenziale ruolo del proprio progetto rispetto alla prevenzione/risposta a episodi pandemici, dal momento che ambiente, clima e salute dell'uomo sono strettamente legati.

 

Scadenze: 14/07/2020; 16/07/2020; 06/10/2020 (a seconda del tipo di azione)

 

Per approfondire

Progetto “INTARSI – Azioni in rete per una comunità accogliente”

Cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI)

Il 10 gennaio 2020 è iniziato il progetto “INTARSI - Azioni in rete per una comunità accogliente”, cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI) destinato al sostegno delle politiche in materia di immigrazione dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.

Il progetto, della durata di 23 mesi, coinvolge, oltre al Comune di Modena, altre realtà della regione Emilia-Romagna, guidate dall’Unione di Comuni Valle del Savio: ASP - Distretto Cesena Valle Savio; ANCI Emilia-Romagna; Comune di Rimini; Comune di Ravenna; Comune di Reggio Emilia; C.I.D.A.S. (Coop. Inserimento Disabili Assistenza Solidarietà); l'Ippogrifo (Società Cooperativa Sociale); Consorzio Fantasia Onlus; CIAC - Centro Immigrazione e Asilo Cooperazione Internazionale di Parma e Provincia Onlus.

INTARSI ha l’obiettivo di qualificare e migliorare i servizi regionali socio-assistenziali incaricati di assistere e favorire l’autonomia e l’integrazione di cittadini di Paesi terzi appartenenti a nuclei familiari, anche monoparentali, con minori a carico, dotati di permesso di soggiorno per la richiesta di asilo o di protezione internazionale, che presentano ancora caratteri di vulnerabilità.

Attraverso il coinvolgimento attivo di istituzioni, operatori dei servizi pubblici, del terzo settore e del volontariato sociale, il progetto permetterà di valorizzare le reti sociali e di comunità, contribuendo alla costruzione di un contesto favorevole all’integrazione positiva dei cittadini di Paesi terzi nel contesto locale.

In particolare, INTARSI prevede di:

- creare e consolidare reti territoriali di governance;

- realizzare percorsi formativi ad hoc e un sistema di sostegno operativo agli sportelli sociali, attraverso l’attivazione di operatori esperti di accesso ai servizi socio-sanitari e scolastici, tutela legale, mediazione linguistico-culturale;

- ideare e sviluppare nuovi modelli di presa in carico integrata pubblico/privato volti all’accrescimento dell’autonomia dei nuclei familiari, anche monoparentali, che prevedano la definizione di percorsi personalizzati e innovativi attinenti all’inserimento abitativo e lavorativo, alla formazione e alla salute, alla genitorialità e alla scuola, all’inclusione sociale, all’empowerment familiare e alla tutela legale;

- definire modelli per procedure sperimentali e strumenti operativi volti a migliorare la gestione integrata e multidisciplinare dei progetti di presa in carico, al fine di rendere più efficienti i servizi offerti da pubblico e privato;

- divulgare i risultati e i materiali prodotti durante e al termine del progetto (agende, kit per la formazione, casi di studio, strumenti di valutazione, linee guida, ecc.).

Sito web del progetto

POR FESR Asse 4 - Riqualificazione energetica per 4 edifici pubblici del Comune di Modena

Contributo complessivo ottenuto dal POR FESR 2014-2020 - Asse 4 Low Carbon Economy: oltre 500.000,00 euro

 

Sono in corso di attuazione gli interventi di riqualificazione energetica di 4 edifici pubblici di proprietà del Comune di Modena, cofinanziati dall’Asse 4 Low carbon Economy del POR FESR - Regione Emilia-Romagna

Nel dettaglio, gli interventi di riqualificazione energetica in fase di realizzazione sono i seguenti:

  • ex centrale ENEL, edificio in cui troverà sede la Fondazione Emilia-Romagna Teatro (contributo POR FESR pari a € 178.306,56)
  • scuola primaria Rodari (contributo POR FESR pari a € 95.261,10)
  • scuola secondaria di 1° grado Lanfranco (contributo POR FESR pari a € 110.219,10)
  • palazzetto dello sport di viale Molza (contributo POR FESR pari a € 117.645,30)

Gli interventi si concluderanno entro la fine del 2020.

 

L’Asse 4 del POR FESR - Regione Emilia-Romagna intende:

  • promuovere la riduzione dei consumi energetici e la produzione di energia da fonti rinnovabili per l'autoconsumo da parte delle imprese;
  • incoraggiare la riduzione dei consumi energetici e l'introduzione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile negli edifici pubblici;
  • sostenere la mobilità sostenibile nelle aree urbane attraverso l'introduzione di sistemi di trasporto intelligenti, il potenziamento della flotta di autobus e filobus con mezzi eco-compatibili e l'aumento di piste ciclabili e zone 30 per la moderazione del traffico.

I risultati che la Regione intende raggiungere nel quadro dell’asse 4 sono: ridurre i consumi energetici dei processi produttivi delle imprese industriali e degli edifici pubblici del 20% e innalzare la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle imprese del 20% e per l’autoconsumo del 25%.

 

Le risorse destinate dal POR FESR all’Asse 4 ammontano a € 104.379.054.

POR FESR Asse 4 - Sei nuove piste ciclabili nel territorio del Comune di Modena

Contributo complessivo ottenuto dal POR FESR 2014-2020 - Asse 4 Low Carbon Economy: € 768.138,93


Sono in corso di attuazione gli interventi di realizzazione di sei tratti di pista ciclabile nel territorio del Comune di Modena.

 Si tratta di progetti strategici dell’Amministrazione comunale per integrare la rete dei percorsi ciclabili cittadini con nuove piste in aree della città finora scoperte.

Nel dettaglio, gli interventi in fase di realizzazione sono i seguenti:

  • via Emilia Est tra via Crespellani e via del Pozzo
  • via Emilia Est tra via Fusco e viale Caduti del Lavoro
  • via Emilia Est tra Località Fossalta e via Scartazza
  • tratto tra via Montecuccoli e viale Monte Kosica
  • collegamento tra Ganaceto e Appalto di Soliera
  • zona Torrazzi - via Martin Luther King

Il valore complessivo dei progetti è di 1 milione e 600 mila euro e il contributo dell’Asse 4 del POR FESR - Low Carbon Economy è di 768.138,93 euro.

I lavori per la costruzione dei nuovi tratti di pista ciclabile, per una lunghezza complessiva pari a circa 3 chilometri e 380 metri, si concluderanno entro la fine del 2020.

 

L’Asse 4 del POR FESR - Regione Emilia-Romagna intende:

  • promuovere la riduzione dei consumi energetici e la produzione di energia da fonti rinnovabili per l'autoconsumo da parte delle imprese;
  • incoraggiare la riduzione dei consumi energetici e l'introduzione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile negli edifici pubblici;
  • sostenere la mobilità sostenibile nelle aree urbane attraverso l'introduzione di sistemi di trasporto intelligenti, il potenziamento della flotta di autobus e filobus con mezzi eco-compatibili e l'aumento di piste ciclabili e zone 30 per la moderazione del traffico.

I risultati che la Regione intende raggiungere nel quadro dell’asse 4 sono: ridurre i consumi energetici dei processi produttivi delle imprese industriali e degli edifici pubblici del 20% e innalzare la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle imprese del 20% e per l’autoconsumo del 25%.

 

Le risorse destinate dal POR FESR all’Asse 4 ammontano a € 104.379.054.

Finanziamento di progetti di utilità sociale nel settore della Cooperazione internazionale allo sviluppo 2020

La Fondazione di Modena ha pubblicato il nuovo bando per il co-finanziamento di progetti di utilità sociale nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo.

Il bando è il frutto dell’accordo sottoscritto tra Comune di Modena e Fondazione di Modena, i quali intendono favorire la messa in rete e lo sviluppo di sinergie tra i soggetti del territorio modenese che si occupano di cooperazione internazionale.

Possono presentare domanda di contributo:

• organizzazioni della società civile e soggetti senza finalità di lucro, ai sensi dell’art. 26 della L. n. 125 dell’11 agosto 2014;

• organizzazioni di volontariato di cui alle L. n.266 dell’11/08/1991 e L.R. n.37 del 02/10/1996 e successive modifiche ed integrazioni;

• associazioni di promozione sociale di cui alla L. n.383 del 07/12/2000 e L.R. n.10 del 07/03/1995 e successive modifiche ed integrazioni;

• cooperative sociali di cui alla L. n.381 del 08/11/1991 e L.R. n.7 del 04/02/1994 e successive modifiche ed integrazioni;

• imprese sociali di cui alla L. n.118 del 13.06.2005 e D.Lgs. n.155 del 24.03.2006.

Sono esclusi gli enti con fini di lucro e le imprese di qualsiasi natura, con eccezione delle imprese strumentali, delle cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero, delle imprese sociali e delle cooperative sociali di cui alla legge vigente e successive modificazioni.

Budget disponibile:

L’importo complessivo a disposizione è di 150.000 euro

Scadenza per la presentazione delle richieste:
22/04/2020

Per approfondire:

Maggiori informazioni in merito allo stanziamento finanziario, spese ammissibili, nonché sulle modalità per la presentazione delle proposte, sono presenti nel testo integrale del bando al seguente Link

Green Deal europeo per un continente ad impatto climatico zero

La nuova Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen ha presentato il Green Deal europeo, una tabella di marcia per rendere sostenibile l'economia UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. [...] Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi."

Il Green Deal europeo vuole: stimolare l'uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un'economia circolare e pulita; arrestare i cambiamenti climatici; mettere fine alla perdita di biodiversità; ridurre l'inquinamento.

Esso illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta e inclusiva, anche attraverso atti legislativi ambiziosi quali la prima legge europea sul clima, la strategia sulla biodiversità per il 2030, una nuova strategia industriale, un piano d'azione sull'economia circolare e una specifica legislazione "dal produttore al consumatore" per una politica alimentare sostenibile.

Questa tabella di marcia riguarda tutti i settori dell'economia e ha l'ambizione di rendere l'Europa il primo Continente al mondo a emissioni zero entro il 2050. Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari investimenti notevoli.

Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell'ammontare di 260 miliardi di euro, pari a circa l'1,5% del PIL del 2018.

Almeno il 25% del bilancio a lungo termine dell'UE dovrebbe essere destinato all'azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti fornirà ulteriore sostegno.

Nel marzo 2020 la Commissione, inoltre, lancerà un Patto per il clima” per dare ai cittadini voce in capitolo e un ruolo nella formulazione di nuove azioni

 

Per ulteriori informazioni: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_19_6691

Bando 2020 del Programma “L'Europa per i cittadini”

La Commissione Europea ha pubblicato il bando per l'anno 2020 del Programma “L’Europa per i cittadini”.

Finanziando progetti e attività che prevedono la partecipazione dei cittadini, il programma promuove la storia e i valori condivisi dell’Europa e stimola il senso di appartenenza al processo di sviluppo dell’Unione. L'invito vuole sensibilizzare alla memoria, alla storia e ai valori comuni, nonché alla finalità dell’Unione di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli e incoraggiare la partecipazione civica e democratica dei cittadini a livello dell’Unione. Nello specifico il bando riguarda le seguenti 4 tematiche:

- progetti relativi alla memoria europea;

- gemellaggio tra città;

- reti di Comuni;

- progetti relativi alla società civile.

Possono presentare la propria candidatura enti pubblici o organizzazioni non profit con personalità giuridica.

Le sovvenzioni massime per progetto sono così distribuite:

- Memoria europea → 100.000 euro;

- Gemellaggio tra città → 25.000 euro;

- Reti di Comuni → 150.000 euro;

- Progetti della società civile → 150.000 euro.

Scadenze: 04/02/2020, 03/03/2020, 01/09/2020 (a seconda della tematica scelta)

 

Per ulteriori informazioni: https://eacea.ec.europa.eu/sites/eacea-site/files/programme_guide_2019_it.pdf

Bando 2020 del Programma Erasmus+

Il bando comprende le seguenti azioni del programma Erasmus+:

- mobilità individuale ai fini dell’apprendimento;

- cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi;

- sostegno alle riforme delle politiche;

- attività Jean Monnet;

- sport.

Qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, può candidarsi per richiedere finanziamenti nell’ambito del programma Erasmus+. Anche gruppi di giovani che operano nell’animazione socio-educativa, ma non necessariamente nel contesto di un’organizzazione giovanile, possono, inoltre, presentare domanda di finanziamento sia per la mobilità ai fini dell’apprendimento di giovani e di animatori, sia per i partenariati strategici nel settore della gioventù.

La partecipazione completa a tutte le azioni del programma Erasmus+ è aperta ai seguenti Paesi partecipanti:

- gli Stati membri dell’Unione europea;

- i Paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein e Norvegia;

- i Paesi candidati all’adesione all’UE: Turchia, Macedonia del Nord e Serbia.

Il bilancio totale destinato all’invito a presentare proposte è stimato in oltre 3 miliardi di euro.

Il cofinanziamento e la scadenza variano in base all’azione scelta.

 

Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/bando-ErasmusPlus-2020

Fondi europei: adesso gli italiani sanno di più, ma pretendono di più

Articolo di Roberta Carlini, giornalista de "La Repubblica".

 

La buona notizia è che la metà degli italiani conosce l'esistenza degli aiuti europei destinati alla propria area di residenza. La notizia meno buona è che, tra quanti conoscono l'esistenza dei fondi europei che danno aiuto finanziario a regioni e città, solo il 51% pensa che abbiano un impatto positivo; andando più nel dettaglio, tra quanti conoscono l'esistenza dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale e del Fondo di Coesione, solo il 7% pensa che questi abbiano contribuito almeno un po' a migliorare la propria condizione individuale. Sono i dati dell'ultima indagine Eurobarometro sulla percezione della politica regionale europea tra i cittadini europei; rilevazione che periodicamente ci dà il termometro di come, nei ventotto Paesi dell'Unione, sia percepita quella che è la politica principale - anche in termini di finanziamento - messa in campo per ridurre le disparità tra le proprie regioni e contribuire allo sviluppo complessivo.

L'indagine Eurobarometro si concentra prima di tutto sulla conoscenza dei fondi, poi sul giudizio e infine sui mezzi di informazione attraverso i quali si è entrati in contatto con la politica di coesione, per poi passare a valutazioni e proposte sul futuro impiego dei fondi. Aspetto importante, non solo dal punto di vista della Commissione (che intende misurare il tasso di gradimento delle sue politiche) ma anche di quello dei beneficiari, effettivi e potenziali. [...]

Dalla precedente rilevazione, fatta a marzo 2017, risultava che solo il 40% degli italiani era a conoscenza dell'esistenza dei fondi. Adesso siamo al 50%, al di sopra della media europea, che adesso è al 40%. [...] Però siamo la popolazione europea che dà il giudizio più negativo di tutti, ben lontano dalla media dell'Unione, che all'81% dà una valutazione positiva: infatti, solo il 51% del campione italiano ritiene che i fondi europei abbiano avuto un impatto benefico sul territorio.

Eppure l'Italia, anche "grazie" al Mezzogiorno, le cui Regioni rientrano nella definizione di quelle meno sviluppate, nella programmazione 2014-2020 si è piazzata al secondo posto nella graduatoria dei finanziamenti. [...] Il bilancio della programmazione 2014-2020 ci dice anche che, oltre che sulla diffusione della conoscenza e sulla valutazione dei cittadini, c'è molto da lavorare sulla implementazione dei fondi: li abbiamo pianificati tutti, programmati al 68% e spesi al 25%.

[...]

Infine, c'è una sintonia tra gli italiani e il resto degli europei su due giudizi qualitativi: per la maggioranza, l'Europa dovrebbe continuare a investire in tutte le Regioni, non limitandosi dunque alle sole svantaggiate; ma nove su dieci sono d'accordo sul fatto di dare alta priorità alle zone con elevata disoccupazione. Mentre irrompe il tema ambientale, con il 90% delle risposte che considera ambiente ed energie rinnovabili come area di intervento a cui si dovrebbe dare più peso, alla pari con salute, istruzione e infrastrutture sociali. [...]


Link dell'articolo completo: https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2019/11/27/news/fondi_europei_adesso_gli_italiani_sanno_di_piu_ma_pretendono_di_piu_-242035410/?refresh_ce

Come vincere i bandi europei: il Comune di Modena fa scuola

Articolo di Morena Pivetti, giornalista de "La Repubblica".

 

Un sindaco pioniere, Giuliano Barbolini, che 23 anni fa ha scelto di fare da apripista e un'amministrazione che si è attivata di conseguenza: è così che Modena è diventata una best practice. Il Comune è infatti stato tra i primi in Italia nel 1996 ad aprire un ufficio pilota per provare a intercettare e utilizzare al meglio i fondi europei e da allora non solo non ha mai smesso di candidare progetti vincenti con cui aggiudicarsi finanziamenti da investire sul territorio, ma ha anche insegnato ad altri Comuni e Province a fare altrettanto.

Per capire come Modena è diventata una specie di nave-scuola per gli amministratori locali alle prese con i fondi europei, è utile partire da un ufficio di Piazza Grande e dalle parole di Antonella Buja, la responsabile della piccola comunità di 8 persone - 4 project manager, 3 addetti alla cittadinanza europea e 1 alla cooperazione internazionale - che solo negli ultimi quattro anni, dal 2014 al 2018, ha candidato 95 progetti e ne ha vinti 39, per un totale di quasi 30 milioni di contributi (20,6 milioni nel 2018), che hanno attivato interventi per un costo complessivo di 43 milioni.

[...]

"L'attuale sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, non fa che ripeterci che con i fondi europei dobbiamo finanziare i progetti che abbiamo già in cantiere, ma facendoli prima e meglio. Non chiediamo mai risorse semplicemente a partire dagli assi di finanziamento europeo - continua [la responsabile] Antonella Buja -, piuttosto, con un lavoro trasversale che coinvolge tutti i settori del Comune, partiamo dai progetti che la politica ha deciso di realizzare e individuiamo su quali fondi UE possiamo avanzare richieste di contributi. Quindi i risultati che abbiamo ottenuto sono frutto del lavoro di tutta la macchina comunale, una macchina che funziona. E noi possiamo operare come se fossimo una società di consulenza".

Una scelta che nel tempo ha consentito di consolidare un know-how che è stato messo a disposizione di altre Amministrazioni locali. "Dalla fine degli anni '90 abbiamo organizzato un servizio di consulenza per offrire la nostra esperienza ad altri Comuni e Province - spiega la dirigente -. Lo attiviamo tramite convenzioni ad hoc e chiediamo il pagamento di un corrispettivo per i costi. Negli anni abbiamo collaborato con una cinquantina di amministrazioni. Cito Trento, Bergamo, la Provincia di Mantova, Corigliano Calabro e ora Fiumicino. Li aiutiamo ad assemblare l'hardware: come organizzare l'ufficio, come farlo funzionare, come scegliere il personale, come addestrarlo, come costruire idee progettuali. Mi piace dire che forniamo la canna da pesca, anziché catturare i pesci al posto loro. Anzi, può accadere che una volta partiti, ci troviamo a competere sugli stessi fondi UE."

[...] "Questo percorso, che abbiamo imparato e sviluppato sul campo, si è potuto realizzare perché il Comune di Modena ha sempre considerato l'Unione europea come un contesto naturale in cui collocarsi - sottolinea Buja - per confrontare le proprie politiche con quelle di altre realtà più avanzate, per individuare e sperimentare soluzioni innovative e migliorare il benessere della collettività".

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Link dell'articolo completo: https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2019/10/01/news/come_vincere_i_bandi_ue_il_comune_di_modena_fa_scuola_a_tutta_italia-237385600/

Laboratorio Aperto di Modena: temporaneamente sospesa l’apertura al pubblico

A seguito del Dpcm 9 marzo 2020 recante le nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, è temporaneamente sospesa l’apertura al pubblico del Laboratorio Aperto.

Tuttavia, le attività proseguono grazie a una crescente offerta di webinar, talk e workshop fruibili a distanza. L’agenda, in aggiornamento, è disponibile sul sito:  https://laboratorioapertomodena.it/i-laboratori-aperti-non-si-fermano/

 

 Oltre a 18 postazioni di coworking, il Laboratorio Aperto ospita uno spazio tecnologico-esperienziale denominato “Lab Space”, per la fruizione del patrimonio culturale, della progettazione e lo sviluppo di produzioni in ambito teatrale e dello spettacolo con un coinvolgimento interattivo e personalizzato degli utenti. Nello spazio multifunzionale della galleria centrale è possibile fare esperienza di contenuti immersivi, inclusi quelli creati all’interno del laboratorio stesso, grazie a dispositivi ad alta tecnologia.

Il Laboratorio Aperto si insedia nell'ex centrale AEM, costruita nel 1912 per gestire e potenziare la rete elettrica cittadina e poi riqualificata nel 2017 anche grazie alle risorse dell’Asse 6 del POR FESR. Accoglie cittadini, associazioni, imprese, professionisti, istituti culturali, scuole ed enti di formazione interessati a ideare, condividere e sperimentare modelli, applicativi, prodotti, servizi basati sull'uso del digitale.

Per ulteriori informazioni sul Laboratorio e le sue attività: https://laboratorioapertomodena.it/

 

Contributo complessivo ottenuto per il Laboratorio Aperto di Modena dal POR FESR 2014-2020 - Asse 6 - Azione 2.3.1: Soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione delle competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT (e-skills): € 1.000.000,00

Contributo complessivo ottenuto per la riqualificazione dell’edificio ex AEM dal POR FESR 2014-2020 – Asse 6 – Azione 6.7.1: € 1.800.000,00.

L'UE prende 22 nuovi impegni per oceani puliti e sicuri e lancia “The Ocean Tracker”

L'Unione europea ha annunciato 22 nuovi impegni per una migliore governance degli oceani nell'edizione 2019 della conferenza Our Ocean, che si è svolta a Oslo, il 23 e il 24 ottobre 2019. L'UE ha introdotto il sistema di monitoraggio "The Ocean Tracker", una mappa interattiva per seguire gli oltre 10 miliardi di euro di impegni già assunti da governi, imprese e ONG.

Tali impegni sono azioni significative per rafforzare la governance degli oceani, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dell'Agenda 2030 e, più specificamente, dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile 14: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. L'azione dell'Unione europea si basa su importanti tematiche, quali l'inquinamento da plastica, un'economia blu più sostenibile e il miglioramento della ricerca e della sorveglianza marittima.

Gli impegni comunitari possono essere classificati su 5 categorie:

- sostenere la ricerca sugli oceani;

- lottare contro l'inquinamento marino;

- promuovere l'economia blu e l'innovazione;

- unire le forze in tutto il mondo per ottenere maggiori risultati;

- capire i cambiamenti climatici e adattarvisi.

 

Per ulteriori informazioni: https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-6131_it.htm


Progetto “Simple steps, endless possibilities”

Cofinanziato dal programma UE Erasmus+ - Numero di progetto: 2019-1-UK01-KA229-061510

 

Il primo settembre 2019 ha preso il via il progetto  “Simple steps, endless possibilities” , cofinanziato dal l programma UE Erasmus+ - Azione KA2 Partenariati strategici per gli scambi tra scuole.

Il progetto, che terminerà il 31 agosto 2021, vede la partecipazione della Scuola d'infanzia comunale Forghieri.

A guidare il progetto è la Short Wood Primary School (Regno Unito) e altro partner è Jungs friskola ekonomisk forening
(Svezia).

“Simple steps, endless possibilities”  intende permettere agli insegnanti delle scuole dell'infanzia (3-6 anni) di riflettere sulle relazioni all'interno delle scuole, sulla diversità, sulla conoscenza di se stessi e della vita nella comunità, sull'accettazione di regole comuni, sul rispetto dell'ambiente, sulla gestione delle emozioni e dei conflitti e sulla necessità di prendere decisioni in situazioni difficili.

Il progetto persegue i seguenti obiettivi:
a) sviluppare nuovi metodi e nuove strategie, attraverso la condivisione delle buone prassi e tra le scuole coinvolte nel progetto;
b) sviluppare approcci innovativi all'insegnamento e all'apprendimento;
c) sviluppare la cooperazione e la collaborazione per sostenere l'insegnamento e l'apprendimento nelle scuole nel contesto educativo della prima infanzia;
d) migliorare l'insegnamento e l'apprendimento, potenziando le competenze e le abilità dello staff in un contesto europeo;
e) condividere i metodi pedagogici esistenti, sia nel contesto che al di fuori del partenariato di progetto;
f) comprendere i processi di apprendimento, realizzando una raccolta dettagliata degli stessi e della documentazione di riferimento. 

In particolare, nel corso del progetto, la Scuola di infanzia comunale Forghieri dovrà:

- contribuire all'analisi dell'interazione tra adulti e bambini, tra adulti, e tra bambini e loro pari, attraverso progetti a livello locale e l'utilizzo di strategie di osservazione per identificare i processi di apprendimento in atto;

- partecipare a scambi di formazione dello staff appartenente alle scuole coinvolte nel progetto, di cui uno a Modena a novembre 2020;

- contribuire allo sviluppo di linee guida per l'insegnamento.

Il meeting di apertura del progetto si è tenuto a Modena nelle giornate del 7 e 8 ottobre 2019.

Progetto "Zero Carbon Cities"

Finanziato dal Programma URBACT III e dal Fondo di rotazione nazionale

Il 2 settembre 2019 ha preso il via la prima fase del progetto “ZCC – Zero Carbon Cities”, cofinanziato dal programma europeo URBACT III (2014-2020) e dal Fondo di rotazione nazionale.

Il progetto prevede la creazione di una rete di città - Manchester (Regno Unito), in qualità di capofila, Modena, Zara (Croazia), Bistrita (Romania), Vilvoorde (Belgio), Tartu (Estonia), Francoforte sul Meno (Germania) - impegnate a definire obiettivi e piani,  basati su un approccio scientifico, in tema di riduzione delle emissioni di carbonio, in modo da contribuire pienamente all'attuazione degli accordi di Parigi e alla nuova visione strategica dell'UE per zero emissioni nette al 2050.

In particolare, in questa prima fase al Comune di Modena sarà richiesto di contribuire alla realizzazione di uno studio di riferimento che presenti lo stato dell'arte nelle città coinvolte, le sfide, le barriere, le strategie e le politiche, e che promuova una metodologia di scambio e apprendimento reciproco e un programma di lavoro.

La rete prevede inoltre il coinvolgimento di alcuni attori e stakeholder locali in un “URBACT Local Group” che fornirà input per l’elaborazione della futura strategia per la città di Modena.

Durante le giornate del 24 e il 25 ottobre si sono tenuti a Modena una serie di incontri a cui hanno partecipato funzionari del Comune di Modena e attori esterni i quali hanno fornito contributi e idee utili allo sviluppo dello studio.

#EUBeachCleanUp: eventi in tutto il mondo per ripulire le spiagge dai rifiuti

In tutta Europa e nel mondo il personale dell'UE dà manforte alle comunità locali per ripulire le spiagge dai rifiuti marini nell'ambito della campagna #EUBeachCleanUp. La data da annotare per la campagna di quest'anno, lanciata il 19 Agosto e che proseguirà per tutto ottobre, è Sabato 21 Settembre, giornata internazionale della pulizia delle coste, con iniziative in programma in oltre 80 Paesi in tutti i continenti abitati.

Il successo di #EUBeachCleanUp si deve al binomio fra sensibilizzazione, con una forte presenza sui social media, e un invito ad agire molto concreto, che permette a chiunque di partecipare e sentirsi parte del cambiamento.

I numerosi eventi della campagna in calendario nelle prossime settimane contribuiranno a liberare mari e coste da tonnellate di rifiuti, che verranno trasportati agli impianti locali di smaltimento. Gli eventi sono organizzati dalle rappresentanze dell'UE e dagli uffici dell'ONU in tutto il mondo, con la collaborazione di autorità locali, scuole, ONG e imprese private. Durante la campagna, l'UE e i suoi partner puntano a coinvolgere e sensibilizzare il pubblico, in particolare bambini e ragazzi, affinché questi soggetti siano parte di quella preziosa prevenzione indispensabile per salvaguardare il nostro pianeta.

 

Per ulteriori informazioni: https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-5609_it.htm